Non ci sono solo le icone dei dischi. Appena ho visto quello che Tahoe aveva fatto alle icone di tante applicazioni installate sul mio Mac, ho deciso che dovevo fare qualcosa per ripristinare l’aspetto delle icone originali.
Ci ho provato più volte, usando i tool di automazione di casa Apple, Automator e Comandi Rapidi ma niente, c’era sempre qualche funzione che mancava. O magari sono solo io che non sono capace di usarli.
Dopo meno di due mesi dalla distribuzione ufficiale, Tahoe sembra avviato a diventare un altra di quelle versioni di macOS da dimenticare, come Lion, Mavericks, Sierra, Catalina o Ventura.
Del resto, tolto Liquid Glass, di cui parlerò fra un istante, cos’ha Tahoe di memorabile? C’è il filtro delle chiamate telefoniche, che però fa più parte di iOS che di macOS e che ha comunque molte limitazioni, e anche le funzioni di ricerca di Spotlight sono migliorate. Ma vale davvero la pena aggiornare un sistema operativo solo per questo?1
La Notazione Polacca Inversa (o RPN, dall’inglese Reverse Polish Notation) è un modo per eseguire operazioni matematiche senza usare le parentesi. Negli anni ‘70-80 l’RPN fu resa popolare da Hewlett-Packatd (HP), che l’utilizzò in tutte le sue calcolatrici scientifiche e finanziarie.
Con le calcolatrici della rivale Texas-Instruments, che usavano le parentesi, era facile perdere il conto di quante parentesi si erano aperte o chiuse, cosa che costringeva spesso a reinserire l’intera espressione dal principio. Chi usava una calcolatrice RPN non aveva questi problemi, anche se doveva superare un piccolo scoglio iniziale per abituarsi alla nuova notazione.
Pochi giorni fa, puntuale come sempre, Apple ha reso disponibile agli sviluppatori il terzo aggiornamento della Developer Beta di macOS 26, meglio conosciuto come Tahoe.
Una volta concluso l’aggiornamento, ci vuol poco per rendersi conto che Apple sta (lentamente) modificando qualcosa nell’interfaccia grafica Liquid Glass dell’ultima versione del suo sistema operativo.1
– Immagine generata da Google Gemini.
Prendete macOS Tahoe, aggiornato alla versione 26.0 Developer Beta 2, e aprite il Terminale. Anzi non apritene solo uno, aprite due, tre, quattro Terminali diversi, ciascuno nel suo pannello. Più o meno così:
A questo punto ditemi: qual’è il Terminale attivo in questo momento?
Sta diventando una abitudine. All’inizio di quest’anno, invece di aspettare, come al solito, che fosse già pronta (o quasi) la versione successiva di macOS prima di installare quella corrente, ho installato Sequoia su tutti i miei Mac. Pochi giorni fa ho deciso di saltare il fosso, installando la primissima beta di Tahoe, quella riservata agli sviluppatori, su un Mac che uso poco, più che altro per provare la nuova interfaccia grafica Liquid Glass su macOS.1
Qual’è stato l’ultimo WWDC davvero memorabile? Direi quello del 2020, anno già memorabile di suo, quando Apple presentò i nuovi Mac con processore Apple Silicon, in grado di surclassare i modelli equivalenti basati su CPU Intel.
Non so se ciò che è stato presentato al WWDC di quest’anno sarà altrettanto memorabile, però non c’è dubbio che Apple abbia partorito alcune novità interessanti.
– Fonte: Scott Rodgerson su Unsplash.
Come promesso (o minacciato?) nell’ultimo articolo, quest’ultimo post è dedicato ad esplorare le opzioni disponibili per l’hosting di un sito web basato su Jekyll (o su qualsiasi altro generatore di siti statici) destinato ad ospitare il nostro blog personale (come quello che state leggendo), oppure il sito web di uno studio professionale o di una piccola azienda.
Come dicevo la volta scorsa, Jekyll non ha un sistema di commenti integrato, ma i suoi temi permettono spesso di gestire i commenti collegandosi a servizi di terze parti, come Disqus e simili.
Il problema di questi servizi è che possono smettere di funzionare da un giorno all’altro (vedi il caso di Muut, che non ha più nemmeno un sito web), oppure hanno regole opache di utilizzo e di raccolta dei dati dell’utente.
Dopo la prima parte dedicata all’installazione e alla configurazione iniziale di Jekyll, con questa seconda parte di note commentate si entra nel vivo dello sviluppo di un sito in Jekyll a partire da un tema già pronto. Sviluppare da zero un tema per Jekyll, invece, va molto oltre le mie competenze, ma del resto chi è in grado di farlo non ha bisogno di leggere queste notarelle.