Macos

Siri AI e ancora su Apple Intelligence

Siri AI e ancora su Apple Intelligence

Stamattina ho provato ad attivare Siri AI (Beta) sul Macbook Air M1 che ho aggiornato a Golden Gate. Per ora, e chissà per quanto altro tempo ancora, non ci sono speranze di poter usare Siri AI sull’iPhone o sull’iPad a causa dei contrasti fra Apple e le autorità di regolamentazione europee. Ma sul Mac non dovrebbero esserci problemi, ammesso che si usi l’inglese come lingua del Mac e di Siri.
Golden Gate

Golden Gate

Lo sviluppo di macOS ha sempre avuto un andamento a tic-toc, un po’ come i processori Intel: ci sono le versioni tic, più frizzanti, che introducono funzioni nuove e spettacolari, e le versioni toc, più tranquille, che correggono i bachi, integrano le nuove funzioni all’interno del sistema operativo e ottimizzano il comportamento generale del sistema rendendolo più veloce e reattivo.
Due parole sul WWDC26

Due parole sul WWDC26

Non la farò lunga, solo qualche veloce commento a caldo (o dovrei dire a tiepido visto che è già passato un giorno?) su ciò che mi ha colpito di più nel keynote introduttivo al WWDC26. Controlli parentali. Sarà perché ho le figlie già grandi, ma sull’efficacia dei controlli parentali ho sempre avuto molte riserve. I ragazzi li superano facilmente, magari con l’aiuto del solito amico più sveglio, mentre i genitori ne ricavano un falso senso di sicurezza e, quel che è peggio, li usano per illudersi di non avere responsabilità su quello che fanno i figli online.
Apfel, una mela per Apple Intelligence

Apfel, una mela per Apple Intelligence

– Fonte: Julian Zwengel su Unsplash. Uno dei motivi, pochi per la verità, per passare a macOS 26 Tahoe è la possibilità di utilizzare il modello linguistico che è alla base di Apple Intelligence. Apple Intelligence è il prodotto finale, integrato nativamente nell’ecosistema Apple, con cui possiamo elaborare il testo (ma anche le immagini) direttamente sul nostro dispositivo. Ad esempio, basta selezionare quello che ci interessa, cliccare con il tasto destro del mouse e scegliere Show Writing Tools (in italiano Mostra gli Strumenti di Scrittura), per avere sulla punta del mouse uno strumento utile per riassumere certi documenti chilometrici oppure per farci riscrivere quella frase che abbiamo buttato giù alla bell’e meglio.
macOS Tahoe: liberiamo le icone!

macOS Tahoe: liberiamo le icone!

Non ci sono solo le icone dei dischi. Appena ho visto quello che Tahoe aveva fatto alle icone di tante applicazioni installate sul mio Mac, ho deciso che dovevo fare qualcosa per ripristinare l’aspetto delle icone originali. Ci ho provato più volte, usando i tool di automazione di casa Apple, Automator e Comandi Rapidi ma niente, c’era sempre qualche funzione che mancava. O magari sono solo io che non sono capace di usarli.
Ancora macOS Tahoe

Ancora macOS Tahoe

Dopo meno di due mesi dalla distribuzione ufficiale, Tahoe sembra avviato a diventare un altra di quelle versioni di macOS da dimenticare, come Lion, Mavericks, Sierra, Catalina o Ventura. Del resto, tolto Liquid Glass, di cui parlerò fra un istante, cos’ha Tahoe di memorabile? C’è il filtro delle chiamate telefoniche, che però fa più parte di iOS che di macOS e che ha comunque molte limitazioni, e anche le funzioni di ricerca di Spotlight sono migliorate. Ma vale davvero la pena aggiornare un sistema operativo solo per questo?1
Addio dc, benvenuta luka: una nuova calcolatrice RPN da Terminale

Addio dc, benvenuta luka: una nuova calcolatrice RPN da Terminale

La Notazione Polacca Inversa (o RPN, dall’inglese Reverse Polish Notation) è un modo per eseguire operazioni matematiche senza usare le parentesi. Negli anni ‘70-80 l’RPN fu resa popolare da Hewlett-Packatd (HP), che l’utilizzò in tutte le sue calcolatrici scientifiche e finanziarie. Con le calcolatrici della rivale Texas-Instruments, che usavano le parentesi, era facile perdere il conto di quante parentesi si erano aperte o chiuse, cosa che costringeva spesso a reinserire l’intera espressione dal principio. Chi usava una calcolatrice RPN non aveva questi problemi, anche se doveva superare un piccolo scoglio iniziale per abituarsi alla nuova notazione.
macOS Tahoe: Developer Beta 3

macOS Tahoe: Developer Beta 3

Pochi giorni fa, puntuale come sempre, Apple ha reso disponibile agli sviluppatori il terzo aggiornamento della Developer Beta di macOS 26, meglio conosciuto come Tahoe. Una volta concluso l’aggiornamento, ci vuol poco per rendersi conto che Apple sta (lentamente) modificando qualcosa nell’interfaccia grafica Liquid Glass dell’ultima versione del suo sistema operativo.1
macOS Tahoe: dov'è il Terminale?

macOS Tahoe: dov'è il Terminale?

– Immagine generata da Google Gemini. Prendete macOS Tahoe, aggiornato alla versione 26.0 Developer Beta 2, e aprite il Terminale. Anzi non apritene solo uno, aprite due, tre, quattro Terminali diversi, ciascuno nel suo pannello. Più o meno così: A questo punto ditemi: qual’è il Terminale attivo in questo momento?
macOS Tahoe: rimandato a settembre

macOS Tahoe: rimandato a settembre

Sta diventando una abitudine. All’inizio di quest’anno, invece di aspettare, come al solito, che fosse già pronta (o quasi) la versione successiva di macOS prima di installare quella corrente, ho installato Sequoia su tutti i miei Mac. Pochi giorni fa ho deciso di saltare il fosso, installando la primissima beta di Tahoe, quella riservata agli sviluppatori, su un Mac che uso poco, più che altro per provare la nuova interfaccia grafica Liquid Glass su macOS.1