La storia la sapete. Trent’anni fa Tim Berners-Lee, un fisico del CERN, sviluppò su un computer NeXT il primo server web httpd e il relativo browser, che chiamò WorldWideWeb,1 insieme al linguaggio HTML con cui creare i documenti ipertestuali visualizzabili dal browser.
Tim Berners-Lee non aveva idea che il suo lavoro avrebbe rivoluzionato la nostra vita. In realtà voleva solo permettere di preparare dei documenti collegati uno all’altro da utilizzare all’interno del CERN, rendendo possibile passare da un documento all’altro cliccando sui link presenti nei documenti stessi.
Nella puntata precedente abbiamo visto che da qualche settimana è disponibile un emulatore online del primo Macintosh, con il quale si possono provare parecchie applicazioni storiche per il Mac direttamente dal browser.
Le applicazioni presenti in questo momento sono 77, non tantissime, ma è probabile che aumentino con il tempo.
Lo dico subito, da App Inventor 2 mi sarei aspettato molto di più. Sarà per la sua origine (Google), sarà per chi lo sviluppa attualmente (il MIT), pensavo fosse molto più rifinito e facile da usare di quanto sia in realtà.
Con App Inventor 2 (da ora in poi AI2) lo sviluppo dell’interfaccia grafica e del codice a blocchi di una applicazione viene effettuato interamente nel browser web, ma per eseguirla bisogna compilare ogni volta l’applicazione e trasferirla su un cellulare o un tablet Android.
Il modello di programmazione tradizionale si basa sulla scrittura di codice sorgente secondo una struttura logica e ad una sintassi ben definita e dipendente dal linguaggio di programmazione prescelto.
L’idea di sostituire questo modello con uno fondato su una interfaccia grafica sulla quale trascinare dei blocchi funzionali predefiniti, manipolandoli ed assemblandoli l’uno all’altro quasi fossero dei mattoncini del LEGO, data dalla fine degli anni ‘80 a livello commerciale e si basa su ricerche iniziate già negli anni ‘60. Questo cambio di paradigma aveva l’obiettivo di rendere la programmazione accessibile anche ai non iniziati, permettendo di insegnarne i rudimenti già ai bambini della scuola elementare.
[caption width=“1120” align=“aligncenter”]WorldWideWeb, il primo browser web per il Next Cube (1990).[/caption]
Quest’anno si celebrano i 25 anni del World Wide Web, la tecnologia che ha permesso la diffusione di massa di Internet.
Il web nasce nel 1989 con la proposta del fisico Tim-Berners Lee all’amministrazione del CERN di creare un sistema distribuito costituito da documenti legati gli uni agli altri da opportune parole chiave - i cosiddetti ipertesti – che rendesse più semplice lo scambio e la diffusione delle informazioni fra i ricercatori del CERN, impegnati in progetti che coinvolgevano migliaia di persone sparse in ogni angolo della Terra.