Hardware

50 anni con Apple

50 anni con Apple

– La prima immagine di un Apple II pubblicata su Bit, che a cavallo fra la fine degli anni ‘70 e i primi anni ‘80 è stata la più importante rivista italiana dedicata ai personal computer (Bit n. 5, Novembre-Dicembre 1979). Cinquant’anni fa ero un liceale brufoloso e non avrei saputo dell’esistenza di Apple fino ai primissimi anni ‘80, quando Bit iniziò ad ospitare le prime pagine pubblicitarie dedicate all’Apple II.
Steve Wozniak, 75 anni di felicità

Steve Wozniak, 75 anni di felicità

Ho sempre avuto una grandissima ammirazione per Steve Wozniak, il nerd paffutello che nell’immaginario di chi si occupa di queste faccende è sempre stato considerato un gradino sotto (e magari anche di più) l’amico e socio fondatore di Apple Computer, Steve Jobs. Certo, senza il genio commerciale di Steve Jobs Apple non sarebbe mai diventata il gigante che è oggi, ma sarebbe rimasta una delle tante aziende che negli anni ‘80 vendevano personal computer dalle forme e dalle funzioni più disparate, Tandy, Sinclair, Commodore, Osborne, Atari, Compaq, e così via.
MDR Dasher contro Flow 2: moda o buonsenso?

MDR Dasher contro Flow 2: moda o buonsenso?

Tutto è cominciato con Severance, la serie TV cult che è piaciuta praticamente a tutti. È bastato che, per promuovere l’ultima puntata della seconda stagione, Apple mettesse online una pagina con l’immagine del Lumon Terminal Pro, il computer usato dai dipendenti delle Lumon Industries – una replica di un terminale Data General Dasher 6053 d’antan (altre immagini qui e qui) – per scatenare la corsa ad avere una tastiera ispirata a quel terminale.
Nove nove

Nove nove

– Immagine generata da Flux Image AI. Fra pochi giorni, è ufficiale, Apple terrà l’evento di inizio settembre “It’s Glowtime”, durante il quale presenterà i nuovi iPhone e Apple Watch e rilascerà le versioni definitive (magari fosse davvero così!) di iOS e macOS. E ormai la cosa, lasciatemelo dire, mi lascia indifferente.
Il ritorno di MagSafe

Il ritorno di MagSafe

L’apertura della scatola del nuovo Air M2 ha riservato una piccola sorpresa. Non solo perché il modello Mezzanotte si dimostra davvero molto più elegante e moderno degli altri MacBook Air e Pro che girano per casa, ma anche perché ho ritrovato un vecchio amico, il connettore di alimentazione MagSafe, che nei MacBook Air e Pro più recenti era stato inspiegabilmente eliminato.
Da Air ad Air

Da Air ad Air

– Immagine generata da Flux Image AI. Mia moglie aveva bisogno di un nuovo Mac perché il suo MacBook Air M1 era stato requisito dalla nostra figlia più grande. Ma cosa scegliere? Apple ormai ha una offerta molto più articolata di quella a quattro quadranti introdotta dopo il ritorno di Steve Jobs nel 1997,1 quindi bisogna fare delle scelte.
La prima email dallo spazio

La prima email dallo spazio

– Fonte: Quora. Dal diario di bordo dello Space Shuttle Atlantis, 10 agosto 1991. Oggi, non c’è molto da segnalare. La giornata è trascorsa tra i soliti esperimenti scientifici e la normale manutenzione della navicella. Ci siamo accorti che il sistema di raffreddamento di APU-2 non funziona, speriamo che non ci dia problemi al ritorno.
Babbo Natale in ritardo

Babbo Natale in ritardo

Babbo Natale è arrivato un po’ in ritardo quest’anno, però mi ha portato un bel po’ di Raspberry e Arduino, con accessori in quantità. Tutto pagato da un Ministero, che è sempre una bella soddisfazione. Ora ho il Mac Studio, ho i Raspberry, ho gli Arduino, ho tutti i sensori che mi servono; non ho più scuse, devo mettermi a lavorare sul serio!
Da Intel ad Apple Silicon

Da Intel ad Apple Silicon

– Fonte: Viktor Forgacs su Unsplash. La transizione è conclusa, da alcuni giorni tutti i computer che uso per lavorare funzionano con un processore ARM Apple Silicon: un Mac Studio M2 Ultra di cui ho già parlato a lungo e che sta sulla scrivania del mio ufficio, un Mac Mini M1 16 GB/1 TB – rimasto semidimenticato su uno scaffale per motivi che non sto qui a dire – nell’ufficio casalingo e un Mac Book Air M1 molto molto basico (appena 8 GB di RAM e 256 GB di SSD, la metà di quello di mia moglie) per usi light e per quando devo andare in giro.
Mac Studio!

Mac Studio!

Ed ecco il Mac Studio. Ho dovuto fare una lunga trafila burocratica per averlo, ma alla fine ce l’ho fatta ed ora è qui davanti a me. La prima cosa che si nota è che la scatola è pesante, molto pesante. Le specifiche dicono che il Mac Studio è grande e pesa più o meno quanto tre Mac Mini messi uno sull’altro (19.7 x 19.7 x 9.5 cm^3 e 3.6 kg per il Mac Studio contro 19.7 x 19.7 x 3.6 cm^3 e 1.2 kg per il Mac Mini). Io non ho mai preso in mano tre Mac Mini insieme, ma in ogni caso la scatola dà una bella impressione di solidità, che per un oggetto costoso come questo è una cosa più che positiva.