Ho sempre avuto una grandissima ammirazione per Steve Wozniak, il nerd paffutello che nell’immaginario di chi si occupa di queste faccende è sempre stato considerato un gradino sotto (e magari anche di più) l’amico e socio fondatore di Apple Computer, Steve Jobs.
Certo, senza il genio commerciale di Steve Jobs Apple non sarebbe mai diventata il gigante che è oggi, ma sarebbe rimasta una delle tante aziende che negli anni ‘80 vendevano personal computer dalle forme e dalle funzioni più disparate, Tandy, Sinclair, Commodore, Osborne, Atari, Compaq, e così via.
Nel 1998 Apple era un’azienda decotta e vicina al fallimento. Ma poi, esattamente 25 anni fa oggi, arrivò “lui”, l’iMac G3 traslucido Bondi Blue, un computer che rompeva tutti gli schemi dei computer tradizionali e che segnò l’inizio della risurrezione dell’azienda.
Non c’è dubbio, l’iPod e l’iPhone hanno reso Apple l’azienda globale che è oggi, ma senza l’iMac G3 probabilmente non saremmo nemmeno qui a parlarne.
C’era una volta il Disco per l’Estate. Nel 1968 lo vince Riccardo del Turco con Luglio e Franco IV e Franco I vendono palate di dischi cantando Ho scritto t’amo sulla sabbia. All’estero il 1968 è l’anno di Street Fighting Man dei Rolling Stones, ispirato alle manifestazioni studentesche e contro la guerra del Vietnam, e di Revolution dei Beatles, ma da noi l’estate significa solo mare, sabbia, vacanze e disimpegno.
Fonte: Console di comando per sistema Olivetti ELEA 9003, Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci di Milano. I computer sono oggetti complessi nei quali estetica, ergonomia ed esperienza utente devono fondersi appieno con la tecnologia sottostante.
Sembra di sentire Steve Jobs, invece è quello che pensava Adriano Olivetti già negli anni ‘50.
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