macOS Tahoe: liberiamo le icone!

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Non ci sono solo le icone dei dischi. Appena ho visto quello che Tahoe aveva fatto alle icone di tante applicazioni installate sul mio Mac, ho deciso che dovevo fare qualcosa per ripristinare l’aspetto delle icone originali.

Ci ho provato più volte, usando i tool di automazione di casa Apple, Automator e Comandi Rapidi ma niente, c’era sempre qualche funzione che mancava. O magari sono solo io che non sono capace di usarli.

Poi ho scoperto fileicon, una libreria disponibile su Homebrew che permette di modificare programmaticamente le icone di file e cartelle. E con quella il problema era praticamente risolto.

Fonte: Hennie Stander su Unsplash.

La gabbia dello squircle

Con Tahoe Apple ha introdotto un nuovo formato di icone, che ora devono necessariamente adattarsi alla forma predefinita a squircle, una via di mezzo fra un quadrato e un cerchio (o una superellisse, per chi si diletta di matematica).

Apple ha ridisegnato le icone delle sue applicazioni per adattarle al nuovo formato e ai canoni estetici di Liquid Glass, anche se l’effetto finale è spesso molto discutibile. Persino John Gruber non risparmia critiche su questo aspetto, arrivando a definire chi ha disegnato l’icona di Automator un dilettante che non avrebbe mai dovuto ottenere un lavoro presso Apple (e come dargli torto?).

Il problema però non è solo che tante icone delle applicazioni Apple hanno perso significato o sono proprio brutte, ma anche che tante icone di applicazioni di terze parti non si adattano proprio alla gabbia rappresentata dallo squircle.

Succede a tutte quelle applicazioni che hanno icone che sono veri oggetti di design, come Audio Hijack, BBEdit, Alfred, Amphetamine, VLC, NValt, Gemini 2, HandBrake, Keyboard Maestro e così via.

Tutte applicazioni molto note, sviluppate da team medio-grandi, che però in tutti questi mesi non hanno ritenuto necessario (o utile) adattare le loro magnifiche icone ai nuovi canoni imposti da Tahoe.

E figuriamoci se l’hanno fatto gli sviluppatori più piccoli, o quelli che sviluppano applicazioni multipiattaforma nelle quali è essenziale avere un look grafico unico e ben riconoscibile.

E cosa succede in questi casi? Che Tahoe rimpicciolisce automaticamente le icone di queste applicazioni, racchiudendole all’interno dello squircle. Ma in sovrappiù, quasi a ricordare agli sviluppatori che devono sbrigarsi a rispettare i dettami di Cupertino, piazza queste icone su uno sfondo grigio che definire brutto è poco.

Nella prima beta di Tahoe il risultato finale era semplicemente orribile, come si può vedere nelle immagini del mio primo articolo su Tahoe. In sovrappiù, questo trattamento brutale rendeva alcune icone quasi invisibili (Tunnelblick, QGIS, OpenMV IDE, Thonny).

Nella versione pubblica di Tahoe rilasciata a settembre e negli aggiornamenti successivi, Apple ha attenuato certi eccessi di trasparenza di Liquid Glass e ha anche schiarito un po’ il grigio di sfondo delle icone recalcitranti allo squircle.

L’effetto finale è migliore, non c’è dubbio.1 Però le icone bordate di grigio rimangono bruttine e molto più piccole di quanto potrebbero (e meriterebbero) essere.

Si può fare qualcosa per ripristinare l’aspetto che avevano prima della cura Tahoe?

Liberiamo le icone

Ovviamente la risposta è sì, altrimenti non avrei scritto questo articolo.

Il metodo per farlo a mano è descritto molto bene qui e richiede di fare click con il tasto destro sull’icona di una applicazione, selezionare Ottieni Informazioni e sostituire la miniatura dell’icona con quella che si trova all’interno dell’applicazione stessa.

Per trovarla, bisogna fare di nuovo click con il tasto destro sull’icona dell’applicazione selezionare Mostra contenuto pacchetto, cliccare sull’icona della cartella Contents e poi su Resources cercare il file con estensione .icns (tenendo conto che alcune applicazioni possono contenere più di un file di questo tipo) e trascinarlo sulla miniatura dell’icona della finestra di Ottieni informazioni.

Sembra complicato ma con un po’ di pratica si fa in fretta. Ma questo metodo manuale può funzionare se si hanno poche applicazioni da curare. Ma se, come nel mio caso se ne hanno più di 20, diventa rapidamente noioso e soggetto ad errori. Come se non bastasse, è probabile che vada ripetuto ogni volta che si aggiorna l’applicazione.

Meglio far fare tutto automaticamente al Mac. Ed è qui che entra in scena IconLib.

IconLib

IconLib è un piccolo script in Bash che automatizza tutto il processo, appoggiandosi alla libreria fileicon per eseguire la modifica vera e propria dell’icona. Basta dargli in pasto un file con la lista delle applicazioni da aggiornare – ed eventualmente anche con il nome del file .icns perché, mannaggia!, tanti sviluppatori usano per le icone dei nomi che non hanno niente a che fare con il nome dell’applicazione e tante volte mettono più di un file .icns all’interno del bundle dell’applicazione – e lui fa tutto il resto.

E se non siamo contenti del risultato, possiamo sempre eseguire di nuovo lo script con lo switch -u (per undo), ripristinando le icone di Tahoe.

Si può anche eseguire IconLib su una data lista di applicazioni e, successivamente, modificare l’elenco in modo da ripristinare le icone solo di alcune applicazioni, lasciando le altre nello stato precedente a Tahoe.

Tutti i dettagli sono nel file README del repository su GitHub e non li ripeterò qui. Qui invece mi limiterò a mostrare come appaiono le icone dopo la cura con IconLib.

Anche se le vecchie icone non rispettano i dettami stilistici dello squircle, l’aspetto più vario e meno costretto nello squircle e l’assenza dello sfondo grigiastro me le fa preferire, almeno finché gli sviluppatori non svilupperanno delle nuove icone adatte a Tahoe.

Lo ha appena fatto Bare Bones Software con BBedit. Ma il fatto stesso che una software house così importante ci abbia messo tanto tempo indica che non è uno scherzo, oppure che gli sviluppatori hanno sperato (invano) per mesi che Apple tornasse sui sui passi. E se BBEdit ci ha messo tanto, è difficile immaginare che altre applicazioni multipiattaforma o di nicchia possano adeguarsi in tempi brevi.

Conclusioni

IconLIb è un programma niente affatto indispensabile e che serve a pochi.

Serve prima di tutto a quelli come me, che hanno tanti programmi installati sul Mac, spesso prodotti da programmatori indie o da team specialistici che non hanno tempo, voglia e competenze per occuparsi di sottili questioni di grafica (penso ad esempio a Tunnelblick, per gestire le VPN, a Thonny, un programma indispensabile per chi programma i microcontrollori in Python, o a JASP che è uno dei migliori programmi grafici di statistica per chi di statistica ne mastica poca).

Serve anche a chi non è soddisfatto della gabbia in cui Tahoe costringe le (ex-)magnifiche icone di tante applicazioni.

E, infine, serve a chi pensa che Apple stia esagerando con questa deriva di macOS, che sembra sempre di più un sottoprodotto di iOS piuttosto che un sistema degno di una sua vita autonoma.


  1. Ma già che c’erano non potevano usare uno sfondo bianco? ↩︎