Sistemi Operativi

Un anno, cento post

Questo blog spegne oggi la sua prima candelina virtuale con il centesimo post. Una coincidenza non casuale ma niente affatto pianificata.1 Un anno fa non avrei mai potuto pensare di riuscire a scrivere tanto. È stata una bella fatica, ma allo stesso tempo una sfida divertente. Che ha messo a dura, durissima, prova la mia capacità di spiegare qualcosa in modo comprensibile. Spero qualche volta di esserci riuscito.

Perché Windows 10 non si chiama Windows 9?

La prossima versione di Windows, la cui uscita è prevista per la metà del 2015, si chiamerà Windows 10 e non, come sarebbe logico in base alla numerazione delle ultime due versioni, Windows 9. Del resto non è niente di nuovo, la Microsoft cambia continuamente lo schema di numerazione delle versioni del suo sistema operativo: siamo passati da Windows 3.0 e 3.1 a Windows 95 e 98, poi a Windows ME (argh!), poi ancora a Windows NT, a Windows 2000 e 2003, al sempiterno Windows XP, in seguito a Windows Vista (almeno per i pochi che hanno avuto la sfortuna di usarlo), e negli ultimi anni a Windows 7, 8, 8.1.

Amministratore pro tempore

Qual’è la differenza fra semplice utente ed amministratore nei sistemi basati su Unix, come Linux o OS X? Non ho mai trovato una sintesi così perfetta come quella proposta dal geniale autore di xkcd. Il comando di terminale sudo permette di diventare – anche se solo temporaneamente – l’amministratore (root) onnipotente di un sistema Unix in grado persino, e senza ripensamenti, di cancellare completamente il contenuto del disco rigido.

Come mettere un piolo quadrato in un buco rotondo

Allora inventatevi come mettere un piolo quadrato in un buco rotondo. – Apollo 13 (1995) Ho già scritto di come un semplice disco SSD connesso via Firewire 800 al mio iMac del 2008 abbia trasformato una macchina ansimante e già pronta per la pensione in un computer moderno ed adeguato ad un utilizzo casalingo.

Impressioni su Koding: addendum

Ieri, scrivendo delle mie prime impressioni su Koding, ho dimenticato un dettaglio fondamentale: le macchine virtuali create su quella piattaforma non possono (almeno per ora) fornire un servizio di hosting, utile per ospitare un sito web personale. Per ragioni di sicurezza e di efficienza nell’uso dei server, infatti, la macchina virtuale viene disattivata un’ora dopo il logout dall’account associato.

Impressioni su Koding

Qualche giorno fa ho segnalato su questo blog che Koding stava offrendo una macchina virtuale gratis con 3 GB di spazio su disco. Lo spazio disponibile poteva essere ampliato mediante il meccanismo del win-win referral (non mi viene una traduzione migliore di “invito vinci-vinci”): invitando amici e conoscenti a registrarsi, entrambi ricevono in premio 1 GB di spazio in più, fino ad un massimo di 20 GB.

Una macchina virtuale gratis

kOoLiNuS (che è bravissimo a riuscire a gestire, oltre al suo blog personale, anche un blog su Tevac Network ed un terzo anglofono su Wordpress.com) mi ha segnalato molto gentilmente che Koding.com sta offrendo una macchina virtuale gratis [1], con ben 3 GB di spazio su disco e accesso ssh.

Una transizione memorabile

A casa ho un iMac Aluminum del 2008 condiviso da tutta la famiglia. Dato l’uso intenso, negli ultimi tempi sono stato combattuto fra l’idea di affiancarlo con un secondo Mac, preferibilmente un Air, o di cercare di renderlo più veloce. Nel corso degli anni, infatti, le prestazioni dell’iMac si sono degradate notevolmente. Il suo momento migliore è stato con Snow Leopard: il sistema era reattivo e scattante e io stesso mi stupivo osservando come fossero sufficienti solo pochi secondi per passare dalla schermata di login (quella dove sono elencati i vari utenti) ad un desktop perfettamente funzionale. Tutta un’altra cosa rispetto alla lentezza (anche alcuni minuti!) del login di Windows XP, che vedevo quasi ogni giorno sui PC dei colleghi o degli amici.

La memoria di Android

NOTA: Questo non è un post tecnico. Della gestione della memoria di massa di Android ne so pochissimo e parlo qui solo da utente finale. Analisi molto più dettagliate ma comprensibili si possono trovare su queste pagine web: Sopravvivere con Android con memoria interna piena o spazio esaurito sul cellulare, Liberare spazio sulla memoria Android e sulla scheda SD, Gestione memoria e spostamento applicazioni.

Frammenti di Android (parte 3)

Leggi la prima parte | seconda parte Una volta effettuato il rooting del telefono, quale ROM custom scegliere per fare in modo che il proprio cellulare con Android abbia prestazioni decenti? La scelta come già detto è vastissima. Però la ROM custom più diffusa è senza dubbio CyanogenMod, che supporta un numero vastissimo di cellulari Android.