Pensieri oziosi della domenica.
Nel 1984 il Macintosh stupì il mondo con la sua interfaccia grafica, che permetteva di interagire con il computer tramite il mouse, i menu e le icone sullo schermo, invece di dover inserire laboriosamente i comandi arcani del DOS tramite la tastiera.
Oggi però la vera potenza del computer è tornata ad esprimersi tramite il Terminale, con cui si possono fare tantissime cose ed in modo così efficiente che, al confronto, l’interfaccia grafica sembra un reperto del passato.
– Foto di Edgar Chaparro su Unsplash.
Dopo aver mostrato nella prima parte dell’articolo perché è conveniente utilizzare un disco SSD relativamente piccolo dove installare il sistema operativo e le applicazioni, accoppiato ad un hard-disk meccanico (HDD) molto più capiente riservato ai documenti,1 in questa seconda parte presenterò alcuni scenari pratici di applicazione di questa tecnica.
Microsoft ogni tanto mi invia una email, questa volta lo ha fatto per celebrare i 5 anni del programma Windows Insider, che permette di provare in anteprima le nuove funzioni di Windows 10. Ammetto di essere stato un beta-tester scarsissimo, ormai uso raramente Windows e non ho modo di provare davvero le nuove funzioni del sistema operativo, né mi interessa più di tanto farlo.
Gli utenti del Mac sono fortunati, possono usare la migliore combinazione disponibile di hardware e software.
L’hardware non è sempre aggiornato come si deve (si veda il disgraziato MacBook Pro del 2016 o il derelitto Mac Pro cristallizzato al 2013), però è sempre costruito in modo impeccabile e, cosa che conta ancora di più, assolutamente affidabile.
Volete fare uno scherzo ad un amico che che usa Windows 7 (o magari anche Windows 8.x) e crede fermamente nella massima “Non avrai altro sistema operativo al di fuori di Windows”? Volete far passare un quarto d’ora d’ansia al collega (o al vicino) spocchioso, secondo il quale Windows è sempre il non plus ultra?
La recente mossa di Microsoft di integrare in Windows 10 il supporto alle applicazioni Linux ha stupito più di un commentatore. Per anni, ai tempi del dominio incontrastato di Windows, Linux era il male assoluto, il sistema operativo che andava contro i principi ispiratori del fondatore Bill Gates, e del suo epigono, Steve Ballmer. Anzi, Microsoft ha fatto per anni di tutto per scoraggiare, e perfino per impedire, l’installazione di Linux al posto o in parallelo al suo sistema operativo
I sistemi operativi si stanno trasformando da monoliti rilasciati periodicamente con grandi squilli di tromba a sistemi fluidi e in continua evoluzione.
Apple ha fatto da apripista e a partire da OS X 10.8, Mountain Lion, rilascia ogni anno una nuova versione di OS X. Ognuna di queste contiene un certo numero di aggiustamenti e di nuove funzionalità rispetto alla versione precedente, ma finora senza stravolgimenti alla base del sistema operativo. El Capitan, OS X 10.11, in arrivo in autunno, sarà la quarta iterazione annuale.
Trovo in rete la notizia che presto anche i Bancomat verranno aggiornati a Windows 10. Non mi sorprenderebbe se la Microsoft avessero già invitato i Bancomat a prenotare al più presto l’aggiornamento a Windows 10, come sta succedendo in questi giorni a tanti conoscenti perplessi, in modo da non perdere l’occasione di essere fra i primi a poter utilizzare il nuovo sistema operativo. :D
Sarò strano ma mi diverte sempre leggere gli articoli su Windows, sulla Microsoft e sulle sue strategie – sempre più affannose in verità – per mantenere il dominio del mercato dei sistemi operativi e del software applicativo.
L’argomento “hot” del momento è naturalmente il prossimo Windows 10 e quanto costerà aggiornare il proprio PC a Windows 10.
La prossima versione di Windows, la cui uscita è prevista per la metà del 2015, si chiamerà Windows 10 e non, come sarebbe logico in base alla numerazione delle ultime due versioni, Windows 9.
Del resto non è niente di nuovo, la Microsoft cambia continuamente lo schema di numerazione delle versioni del suo sistema operativo: siamo passati da Windows 3.0 e 3.1 a Windows 95 e 98, poi a Windows ME (argh!), poi ancora a Windows NT, a Windows 2000 e 2003, al sempiterno Windows XP, in seguito a Windows Vista (almeno per i pochi che hanno avuto la sfortuna di usarlo), e negli ultimi anni a Windows 7, 8, 8.1.