– Fonte: sony kusuma estri su Unsplash.
Non so voi, ma a me ogni tanto succede che qualche scritta spuria rimanga come appiccicata sullo schermo del Mac. Capita soprattutto con l’anteprima del nome completo di un file, il pop-up che compare spostando il mouse sul nome di un file senza fare click.1
– Fonte: Alexander Schimmeck su Unsplash.
La firma digitale apposta da Apple sui programmi di installazione di tutte le versioni di macOS distribuite digitalmente (cioè da Lion in poi) è scaduta il 24 ottobre scorso. Di conseguenza, se oggi si prova ad installare macOS utilizzando un programma di installazione scaricato prima del 24 ottobre, l’installazione si blocca con un messaggio di errore che invita a scaricare di nuovo il programma di installazione dall’App Store.
Di macOS Recovery ho già parlato alcuni mesi fa all’interno dell’articolo dedicato a come scaricare dall’App Store le versioni meno recenti di macOS (a partire da Yosemite e andando indietro nel tempo fino a Lion).1
Negli ultimi giorni ho utilizzato continuamente macOS Recovery per cercare di rimettere in funzione un mio vecchio MacBook Pro del 2011 che ne ha passate tante e mi sono reso conto che è uno strumento davvero fondamentale quando si ha a che fare con un Mac che fa i capricci. Ho pensato quindi di dedicargli un articolo apposito, basato sul testo originale ma con qualche aggiornamento ed integrazione.
Dopo più di un anno dalla pubblicazione il contenuto dell’articolo è ancora in gran parte valido. Nel frattempo per Apple ha aggiornato alcuni dei link riportati qui sotto, che sono contenuti una versione più recente dell’articolo, Come scaricare le versioni meno recenti di macOS: un anno dopo.
In questi giorni sto trafficando parecchio con il mio MacBook Pro, modello Early 2011. Per ora ho installato El Capitan, che è la versione recente di macOS che preferisco ma sulla quale purtroppo non girano alcune applicazioni che mi interessano.
Un post di qualche giorno fa sull’acquisto di un cacciavite per rimuovere la batteria rigonfia del mio MacBook Pro si concludeva così:
Post Scriptum #2. Non credo che comprerò un’altra batteria. Ormai quando viaggio porto solo l’iPad e quindi il MacBook Pro può benissimo rimanere fisso sulla scrivania, sempre collegato all’alimentatore (come del resto ha fatto finora per il 99% del tempo).