Dopo più di un anno dalla pubblicazione il contenuto dell’articolo è ancora in gran parte valido. Nel frattempo per Apple ha aggiornato alcuni dei link riportati qui sotto, che sono contenuti una versione più recente dell’articolo, Come scaricare le versioni meno recenti di macOS: un anno dopo.
In questi giorni sto trafficando parecchio con il mio MacBook Pro, modello Early 2011. Per ora ho installato El Capitan, che è la versione recente di macOS che preferisco ma sulla quale purtroppo non girano alcune applicazioni che mi interessano.
Un post di qualche giorno fa sull’acquisto di un cacciavite per rimuovere la batteria rigonfia del mio MacBook Pro si concludeva così:
Post Scriptum #2. Non credo che comprerò un’altra batteria. Ormai quando viaggio porto solo l’iPad e quindi il MacBook Pro può benissimo rimanere fisso sulla scrivania, sempre collegato all’alimentatore (come del resto ha fatto finora per il 99% del tempo).
Come ho già scritto più volte su questo blog, il mio iMac di casa è un modello del 2008 a cui la semplice aggiunta di un disco esterno SSD ha dato nuova vita, rendendolo ancora perfettamente usabile per i normali usi casalinghi, nonostante un’età ormai quasi veneranda.
Pur essendo abituato ad usare macchine piuttosto potenti (e recenti), non noto grosse differenze nell’uso normale dell’iMac di casa, che non mostra mai (o quasi mai) quei rallentamenti che ci si aspetterebbero dalla sua età.
Gli utenti del Mac sono fortunati, possono usare la migliore combinazione disponibile di hardware e software.
L’hardware non è sempre aggiornato come si deve (si veda il disgraziato MacBook Pro del 2016 o il derelitto Mac Pro cristallizzato al 2013), però è sempre costruito in modo impeccabile e, cosa che conta ancora di più, assolutamente affidabile.
Era il 2002, Jaguar era uscito da poco, e io dopo tanti anni decisi di tornare al Mac. Da anni usavo a tempo pieno Linux, ma la grafica spettacolare di OS X unita al cuore che batteva Unix erano troppo allettanti per farsele sfuggire.
Una delle cose che mi piacevano di più di Jaguar era lo sfondo del desktop. Semplicemente spettacolare, niente a che vedere con quello che si vedeva su Linux, un sistema operativo tecnicamente ineccebile ma di aspetto grafico miserrimo.1
Dopo l’esperienza deludente dello scorso ottobre quando, dopo aver sperato che venisse presentato qualcosa di veramente nuovo e grandioso mi sono ritrovato con i nuovi insipidi Macbook Pro, questa volta preferisco astenermi da ogni previsione relativa all’hardware.
Ma questo è il WWDC, la conferenza mondiale degli sviluppatori, e il software la farà da padrone.
Nella puntata precedente abbiamo visto che da qualche settimana è disponibile un emulatore online del primo Macintosh, con il quale si possono provare parecchie applicazioni storiche per il Mac direttamente dal browser.
Le applicazioni presenti in questo momento sono 77, non tantissime, ma è probabile che aumentino con il tempo.
Non l’ho (ancora) provata ma se funziona bene come sembra, può essere un modo per usare, finalmente!, i tasti funzione per cose più utili di cambiare il volume o la luminosità del Mac.
Dimenticavo, l’articolo originale lo potete leggere su MArCh, un bel blog che racconta le “esperienze di un architetto freelance nell’uso di un computer Mac in ambito lavorativo”. Da seguire, anche se non si è architetti.
Qualche giorno fa una bella domanda di andy69 su QuickLook mi ha stimolato ad elencare quelle che, secondo me, sono le distribuzioni di Linux più adatte per la vita di tutti i giorni.
L’argomento mi interessa parecchio e ho pensato di riprenderlo e di estenderlo un po’ in questo articolo.
Tante distribuzioni, troppe distribuzioni Le distribuzioni di Linux sono troppe. E sono quasi tutte inutili, semplici rimasticature delle distribuzioni maggiori.
Siete dei fanatici della linea di comando? Volete mettere alla prova la vostra conoscenza del terminale – l’interfaccia a linea di comando di Linux o di macOS/OS X – e della shell bash?
Se avete risposto ‘si’ ad entrambe le domande, fatevi un giretto su Commandline Challenge e mettete alla prova le vostre capacità, risolvendo le sfide proposte.