Non sono il tipo che rimpiange i “bei vecchi tempi” che poi, in verità, tanto belli non erano, anzi. La vita media era vent’anni più breve di oggi, la mortalità infantile molto alta e chi riusciva a crescere invecchiava più in fretta, tanto che a cinquant’anni sembrava già anziano. Il cibo era più genuino ma scarseggiava, altro che carne e pesce tutto l’anno, in alcune zone d’Italia la dieta invernale si riduceva a polenta e poco più. Le case erano fredde in inverno, mentre d’estate le auto diventavano forni. E potrei continuare.
– Foto di Michael Dziedzic su Unsplash.
Dell non mi piace e non comprerei mai un PC dell’azienda texana. Però trovo lo stesso che il viaggio all’inferno descritto da Eyepatch Wolf in una lunghissima discussione su Twitter sia, come dicono a Roma, una sòla.
Della storia ha parlato con la consueta stringatezza John Gruber su Daring Firewall, così come il sempre caustico Macalope su MacWorld e il nostro Lucio “Lux” Bragagnolo su QuickLoox (che vale sempre la pena leggere, fosse solo per i titoli geniali dei suoi post). Anche quelli di HackerNews non si sono fatti sfuggire la notizia.
– Foto di Edgar Chaparro su Unsplash.
Dopo aver mostrato nella prima parte dell’articolo perché è conveniente utilizzare un disco SSD relativamente piccolo dove installare il sistema operativo e le applicazioni, accoppiato ad un hard-disk meccanico (HDD) molto più capiente riservato ai documenti,1 in questa seconda parte presenterò alcuni scenari pratici di applicazione di questa tecnica.
– Foto di Laura Ockel su Unsplash.
Ci hanno messo qualche anno di troppo, ma ormai i dischi SSD sono diventati le normali unità di avvio dei computer moderni, complice il calo di prezzi degli ultimi anni. Solo Apple si ostina ad offrire dei lenti dischi meccanici da appena 5400 giri al minuto sui suoi iMac più economici, ma probabilmente smetterà (finalmente!) di farlo alla prossima iterazione del modello, che dovrebbe arrivare molto presto (infatti l’iMac è stato aggiornato proprio ieri).
Un amico mi ha chiesto tramite WhatsApp se gli conveniva o no prendere un iMac con il Fusion Drive. Gli ho risposto subito di lasciar perdere il Fusion Drive e di prendere al suo posto un disco SSD e che gli avrei dato una risposta più dettagliata tramite email. Ma dato che l’argomento può avere un interesse più generale e che, bontà sua, l’amico è un lettore di melabit, ho pensato di rispondergli in modo più articolato qui sul blog.
Come ho già scritto più volte su questo blog, il mio iMac di casa è un modello del 2008 a cui la semplice aggiunta di un disco esterno SSD ha dato nuova vita, rendendolo ancora perfettamente usabile per i normali usi casalinghi, nonostante un’età ormai quasi veneranda.
Pur essendo abituato ad usare macchine piuttosto potenti (e recenti), non noto grosse differenze nell’uso normale dell’iMac di casa, che non mostra mai (o quasi mai) quei rallentamenti che ci si aspetterebbero dalla sua età.
Qualche ulteriore commento sparso su dettagli che ho dimenticato di inserire negli articoli degli ultimi giorni.
S/PDIF Phil Schiller afferma che, a differenza dell’iPhone 7, i MacBook Pro late 2016 conservano il jack analogico perché “sono macchine professionali che hanno bisogno di una connessione fisica ai dispositivi audio professionali attraverso il jack audio.” These are pro machines. If it was just about headphones then it doesn’t need to be there, we believe that wireless is a great solution for headphones. But many users have setups with studio monitors, amps, and other pro audio gear that do not have wireless solutions and need the 3.5mm jack.
Ho bisogno di deframmentare, pulire, disinfettare il disco, perché i processi sono diventati troppo lenti. Potresti suggerirmi un software idoneo, possibilmente anche gratuito, visto che oggi è molto difficile comprare anche una biro.
Un ex collega qualche giorno fa mi ha chiesto come fare per velocizzare il suo iMac 27" del 2010, diventato ormai lento come una lumaca. Sull’iMac gira ancora OS X 10.6.8, AKA Snow Leopard, una delle versioni migliori di OS X, molto efficiente ed ottimizzata. Me lo ricordo molto bene, appena installato sui miei Mac diede immediatamente freschezza a macchine che con Leopard sembravano arrancare con il freno a mano tirato.1
Nei giorni scorsi ho descritto l’aggiornamento di un iMac G5 con un disco SSD esaminando gli aspetti legati all’hardware.
Ma come funziona l’iMac G5 dopo la cura? Le prestazioni generali dell’iMac migliorano con l’uso di un disco a stato solido o il vero collo di bottiglia è l’architettura hardware ormai datata? Che sistema operativo scegliere e quale software ci può girare sopra, oggi?
Ci ho preso gusto.
Dopo aver dato una nuova vita al mio iMac 2008 con la semplice aggiunta di un disco SSD, ho deciso di recuperare dalla cantina il mio vecchio iMac G5 del 2004, prima versione <e provare a rimetterlo in sesto.
Per questo iMac ho deciso di utilizzare un SSD da soli 120 GB: è una macchina destinata comunque ad usi leggeri, per la quale un hard-disk più grande sarebbe inutile. E poi tutta la musica conservata sul Mac principale (che occupa sempre una grossa fetta dei miei hard-disk casalinghi) è a portata di click, grazie alla rete wireless di casa e alle magie software della Apple.