L’apertura della scatola del nuovo Air M2 ha riservato una piccola sorpresa. Non solo perché il modello Mezzanotte si dimostra davvero molto più elegante e moderno degli altri MacBook Air e Pro che girano per casa, ma anche perché ho ritrovato un vecchio amico, il connettore di alimentazione MagSafe, che nei MacBook Air e Pro più recenti era stato inspiegabilmente eliminato.
– Immagine generata da Flux Image AI.
Mia moglie aveva bisogno di un nuovo Mac perché il suo MacBook Air M1 era stato requisito dalla nostra figlia più grande.
Ma cosa scegliere? Apple ormai ha una offerta molto più articolata di quella a quattro quadranti introdotta dopo il ritorno di Steve Jobs nel 1997,1 quindi bisogna fare delle scelte.
Ed eccoci arrivati alla seconda parte di questo lunghissimo articolo su OpenCore Legacy Patcher.
Nella prima parte ho presentato il programma, che può ridare smalto ad un vecchio Mac permettendogli di far girare versioni recenti di macOS, e ho spiegato come installare su una chiavetta USB sia OpenCore Legacy Patcher (da ora in poi OCLP) che il programma di installazione di macOS, da scegliere fra Big Sur, Monterey, Ventura e Sonoma.
Dopo aver valutato le prestazioni del MacBook Air M1 con Geekbench 5, questa volta tocca a PerformanceTest, un tool meno noto ma davvero molto interessante, perché permette una analisi molto dettagliata delle prestazioni del sistema. Ma non temete, qui mi limiterò solo a un riassunto dei risultati più importanti. Chi vuole può saltare i dettagli relativi all’installazione e all’uso di PerformanceTest e leggere solo la parte finale con i risultati dei test.
– Fonte: The London Standard.
Jonathan “Jony” Ive dopo trent’anni abbandona la Apple per fondare una sua azienda, LoveFrom, che avrà la Apple come prima cliente. La notizia ha riempito per giorni le gazzette tecnologiche (e non) di tutto il mondo (come si può leggere ad esempio qui, qui e qui) e quasi tutti i commentatori, una volta superata la sorpresa dell’annuncio, si sono augurati che la collaborazione fra il cavaliere inglese1 e la casa madre californiana potesse continuare esattamente come prima.
Un post di qualche giorno fa sull’acquisto di un cacciavite per rimuovere la batteria rigonfia del mio MacBook Pro si concludeva così:
Post Scriptum #2. Non credo che comprerò un’altra batteria. Ormai quando viaggio porto solo l’iPad e quindi il MacBook Pro può benissimo rimanere fisso sulla scrivania, sempre collegato all’alimentatore (come del resto ha fatto finora per il 99% del tempo).
– Fonte: Cristina Gottardi su Unsplash.
C’è qualche morale da trarre dalle storie raccontate nelle due puntate precedenti (clicca qui per leggere la prima parte e la seconda parte)?
Il primo negozio in cui ho cercato il cacciavite adatto a rimuovere la batteria del mio MacBook Pro è uno dei più grossi punti vendita della regione nel settore della ferramenta professionale e del fai-da-te. Il negozio ha una clientela variegata che va dall’artigiano al piccolo rivenditore, dall’appassionato di bricolage alla famiglia in cerca di accessori per la casa. I commessi sono abbastanza competenti e disponibili, il vero problema è riuscire a trovarne uno vista la scarsità di personale in rapporto alle dimensioni del negozio.
Il MacBook Pro è aperto sul tavolo operatorio. Forse si è offeso perché l’ho messo via per le vacanze e ha deciso di vendicarsi. Quando l’ho ripreso in mano a settembre, la batteria era così gonfia che aveva quasi strappato il trackpad dalla sua sede. Poco male, tanto la batteria non funzionava da un paio di anni, da quando il Mac era stato coinvolto in un incidente idraulico ed aveva dovuto passare settimane coperto di riso ad asciugarsi.
Cosa riescono a fare dei veri professionisti del Mac quando gli si da in mano un vero Mac professionale? Fate un salto qui e lo saprete.
Non perdetevi il primo video, è favoloso, anche Escher sarebbe rimasto a bocca aperta.
– Beth Jusino, Flickr.
È già passato un anno dalla presentazione dei MacBook Pro 2016, sui quali ho scritto parecchio e in modo sempre sfavorevole. Non mi convinceva la tastiera, i connettori, le prestazioni, la scarsità di RAM, tutti fattori molto negativi in macchine che dovrebbero essere destinate ad usi professionali. Anche il mini aggiornamento di metà 2017 non ha cambiato sostanzialmente le cose.1