Mac Pro

Diritto alla riparabilità: i prodotti Apple

Diritto alla riparabilità: i prodotti Apple

Non sono il tipo che rimpiange i “bei vecchi tempi” che poi, in verità, tanto belli non erano, anzi. La vita media era vent’anni più breve di oggi, la mortalità infantile molto alta e chi riusciva a crescere invecchiava più in fretta, tanto che a cinquant’anni sembrava già anziano. Il cibo era più genuino ma scarseggiava, altro che carne e pesce tutto l’anno, in alcune zone d’Italia la dieta invernale si riduceva a polenta e poco più. Le case erano fredde in inverno, mentre d’estate le auto diventavano forni. E potrei continuare.
Da Air ad Air

Da Air ad Air

– Immagine generata da Flux Image AI. Mia moglie aveva bisogno di un nuovo Mac perché il suo MacBook Air M1 era stato requisito dalla nostra figlia più grande. Ma cosa scegliere? Apple ormai ha una offerta molto più articolata di quella a quattro quadranti introdotta dopo il ritorno di Steve Jobs nel 1997,1 quindi bisogna fare delle scelte.
iPhone 15 Pro, surriscaldamento o fuffa?

iPhone 15 Pro, surriscaldamento o fuffa?

– Fonte: Joshua Rondeau su Unsplash. Non leggo quasi mai Daring Fireball, perché mi urta il suo aspetto minimalista, e ancora di più i suoi caratteri piccolissimi e bianchi su sfondo grigio. E poi, tutto sommato, anche quello che scrive non mi interessa più di tanto. Ma oggi Mastodon mi ha indirizzato ad un articolo di John Gruber sul nuovo (presunto) scandalo del sovra-riscaldamento dell’iPhone 15 Pro e, leggendo quello che scrive l’analista Ming-Chi Kuo,
MacBook Air M1 la non-recensione: prestazioni con Geekbench 5

MacBook Air M1 la non-recensione: prestazioni con Geekbench 5

Lo so, sono passati dei mesi senza che riuscissi a scrivere nulla sulle prestazioni velocistiche del MacBook Air M1. Purtroppo una serie di circostanze professionali e familiari hanno preso il sopravvento e mi hanno obbligato a trascurare il blog per tutto questo tempo. Ma le promesse si mantengono, e quindi eccomi qui ad analizzare le prestazioni del portatile più piccolo ed economico di casa Apple. Data la lunghezza, ho preferito dividere l’articolo in due parti: in questa prima parte presenterò i risultati ottenuti con Geekbench 5, mentre nella seconda parte utilizzerò un tool meno noto ma molto interessante, PerformanceTest per Mac. In entrambi i casi, dopo un anno e mezzo dalla commercializzazione dell’Air M1 i risultati ottenuti da questo piccolo portatile sono ancora strabilianti.

SSD o dischi meccanici? Perché non tutti e due? (seconda parte)

– Foto di Edgar Chaparro su Unsplash. Dopo aver mostrato nella prima parte dell’articolo perché è conveniente utilizzare un disco SSD relativamente piccolo dove installare il sistema operativo e le applicazioni, accoppiato ad un hard-disk meccanico (HDD) molto più capiente riservato ai documenti,1 in questa seconda parte presenterò alcuni scenari pratici di applicazione di questa tecnica.

SSD o dischi meccanici? Perché non tutti e due? (prima parte)

– Foto di Laura Ockel su Unsplash. Ci hanno messo qualche anno di troppo, ma ormai i dischi SSD sono diventati le normali unità di avvio dei computer moderni, complice il calo di prezzi degli ultimi anni. Solo Apple si ostina ad offrire dei lenti dischi meccanici da appena 5400 giri al minuto sui suoi iMac più economici, ma probabilmente smetterà (finalmente!) di farlo alla prossima iterazione del modello, che dovrebbe arrivare molto presto (infatti l’iMac è stato aggiornato proprio ieri).
Jony Ive lascia la Apple: una tragedia o una fortuna?

Jony Ive lascia la Apple: una tragedia o una fortuna?

– Fonte: The London Standard. Jonathan “Jony” Ive dopo trent’anni abbandona la Apple per fondare una sua azienda, LoveFrom, che avrà la Apple come prima cliente. La notizia ha riempito per giorni le gazzette tecnologiche (e non) di tutto il mondo (come si può leggere ad esempio qui, qui e qui) e quasi tutti i commentatori, una volta superata la sorpresa dell’annuncio, si sono augurati che la collaborazione fra il cavaliere inglese1 e la casa madre californiana potesse continuare esattamente come prima.

Wow!

È raro che commenti a caldo un keynote Apple (anche perché non riesco quasi mai a vederli), ma quest’anno a Cupertino si sono superati e il keynote è stato un susseguirsi di annunci scoppiettanti, fino al gran finale dedicato agli sviluppatori. Cominciamo dal Mac Pro, di sicuro l’annuncio più atteso. Una macchina fantastica, un ritorno al passato, anzi una vera e propria inversione ad U. I progettisti hardware di Apple si saranno cosparsi il capo di tonnellate di cenere prima di mettersi al lavoro. Perché una macchina professionale da 6.000 (e molti più!) dollari deve fare i conti con il resto del mondo supportando gli standard industriali correnti, e deve essere espandibile e modificabile anche in modo estremo, per poter durare il più possibile e diluire nel tempo il pesantissimo investimento economico necessario per venirne in possesso.

Nuovo Mac Pro in arrivo. Ma solo nel 2018?

Molto interessante la conversazione riportata da TechCrunch con alcuni top manager Apple, Phil Schiller, responsabile del marketing, Craig Federighi, responsabile del software, e John Ternus, vice-responsabile dell’hardware. Tutte figure di altissimo livello nell’organigramma Apple, note a chiunque guardi i keynote delle presentazioni dei prodotti Apple. Che cosa hanno detto i tre parlando con un gruppo ristretto di giornalisti? Più o meno tre cose:

Tutto qui? Connettori e design

Copyright Jason Snell/Macworld (2016). Eccoci arrivati (finalmente!) all’ultima parte dell’analisi dei MacBook Pro presentati a fine ottobre. Se le critiche espresse finora si sono focalizzate sulle caratteristiche generali dei nuovi portatili, sul processore e sui limiti della memoria RAM installata, tutti aspetti critici per tanti professionisti che hanno bisogno di macchine con caratteristiche hardware di avanguardia, questa è la volta di dire qualcosa sui connettori che collegano il MacBook Pro late 2016 con le periferiche esterne, un argomento che dovrebbe interessare (e in parte preoccupare) tutti (o quasi) gli utenti dei nuovi notebook Apple.