– Fonte: Macworld.
Il contrasto fra i due personaggi è stridente. Tim Cook è nato in una famiglia operaia del profondo Sud ed è asceso con le sue sole capacità alla direzione della più importante azienda tecnologica del mondo. È un gay conclamato e orgoglioso di esserlo, nonché un difensore dei diritti delle minoranze.
– Immagine generata da Flux Image AI.
Negli ultimi tempi il blog è rimasto fermo ma, dietro le quinte, il lavoro è stato intenso e si concretizzerà nei primi giorni del nuovo anno.
Stay tuned! Nel frattempo godetevi i festeggiamenti di fine anno, sperando che il 2025 sia un anno pieno di scoperte, crescita e felicità.
Non sono il tipo che rimpiange i “bei vecchi tempi” che poi, in verità, tanto belli non erano, anzi. La vita media era vent’anni più breve di oggi, la mortalità infantile molto alta e chi riusciva a crescere invecchiava più in fretta, tanto che a cinquant’anni sembrava già anziano. Il cibo era più genuino ma scarseggiava, altro che carne e pesce tutto l’anno, in alcune zone d’Italia la dieta invernale si riduceva a polenta e poco più. Le case erano fredde in inverno, mentre d’estate le auto diventavano forni. E potrei continuare.
– Immagine generata dall’IA di Microsoft Designer.
“Devi dare una occhiata al phon, il filo è rotto” mi dice mia moglie. Penso alla solita guaina danneggiata vicino al passacavo: un’ ottima occasione per provare la confezione di simil-Sugro che non ho ancora aperto, sperando di aver preso proprio quella nera.
Rimango sempre frastornato quando sento espressioni inglesi usare a capocchia in ambito aziendale, tanto per sentirsi alla moda o più intelligenti (magari fosse così!).
Dal mitico smart working invece di lavoro da remoto o lavoro da casa usato dai veri inglesi e americani,1 a location, briefing, trend, target, brand, performance, challenge, senza dimenticare la numero uno, la mia preferita in assoluto, team building.
– Windows Ugly Sweater: Bliss Edition.
Volete dare a vostra moglie una buona scusa per divorziare? Volete litigare con la fidanzata per non essere costretti a passare l’Immacolata con i futuri suoceri? Volete diventare a tutti i costi lo zimbello dei vicini o della scuola? Volete che i colleghi ridacchino ogni volta che vi vedono passare nel corridoio?
– Windows Holiday Sweater.
Dovete fare un regalo a qualcuno che non sopportate? Un collega fastidioso? L’amico che vi prende sempre in giro perché usate il Mac? Un ex-fidanzato che non si da pace? L’imbecille che si ostina a volervi parlare a dieci centimetri di distanza senza mascherina? Regalategli uno di questi #WindowsUglySweater (maglioni brutti di Windows, mai definizione fu più azzeccata) e ve lo toglierete di torno per sempre!
– Fonte: Ben Garratt su Unsplash.
Dopo la breve lista di una settimana fa, ecco una nuova serie di articoli che vale la pena leggere. Alcuni sono un po’ datati (che in questo caso significa che sono stai scritti un mese fa), ma rimangono utili per inquadrare al meglio la situazione che stiamo vivendo.
– Fonte: Macau Photo Agency su Unsplash.
Sul coronavirus e su tutto quello che circonda questa terribile pandemia ho letto e continuo a leggere parecchio (del resto è quasi impossibile leggere altro), articoli scientifici, notizie del giorno, articoli di approfondimento e, naturalmente, il cumulo di sciocchezze quotidiane.
Di quest’ultimo non vale la pena parlare, ognuno si sente in dovere di dire la sua, anzi meno ne capisce e più strepita. Per quanto mi riguarda, la perla in senso negativo ce l’ha l’imbonitore da strapazzo che spacciava un farmaco anti-influenzale, l’Avigan, come il rimedio finale contro il coronavirus, con tanti altri sciocchi subito pronti a sostenerlo, senza uno straccio di prova clinica, senza nessun vero test sui pazienti, senza una seppur minima base scientifica. La scienza ridotta a volere del “popolo” (o di qualche politicante). Terrorismo da sagra paesana.
– Fonte: Edwin Hooper su Unsplash.
L’epidemia di coronavirus ha stravolto le nostre vite, costringendoci a tapparci in casa in attesa di tempi migliori. Da più di un mese le giornate sono scandite dalle conferenze stampa delle 18, veri e propri bollettini di guerra, con i numeri dei nuovi ricoverati, dei guariti e, purtroppo, dei troppi morti.