È la prima volta che guardo in diretta il keynote del WWDC e l’esperienza è stata veramente entusiasmante.
Se dovessi riassumere il keynote in una sola parola sceglierei senza dubbio “integrazione”. Le nuove versioni di OS X e iOS convergono in modo sempre più spinto ma anche intelligente, senza forzature inutili.
Per anni ci hanno ripetuto che Microsoft Office è essenziale nelle aziende, che garantisce una produttività nettamente maggiore di quella consentita dai pacchetti software concorrenti, che questi ultimi non possono competere con Office in termini di fedeltà al layout del documento originale, che gli strumenti per il lavoro collaborativo e per tenere traccia delle revisioni multiple dei documenti sono insuperabili.
Homebrew è un sistema di gestione dei pacchetti (package) che semplifica l’installazione su OS X del software open source di derivazione Unix/Linux.
Homebrew si autodefinisce “The missing package manager for OS X” (Il gestore di pacchetti per OS X che mancava), una definizione un po’ sfrontata – in particolare nelle prime fasi dello sviluppo alcuni anni fa – ma ormai non troppo lontana dalla realtà.
Apple needs an iWatch sooner rather than later, or the company will risk losing its innovative edge to rivals, analysts say.
“They only have 60 days left to either come up with something or they will disappear,” said Trip Chowdhry, managing director at Global Equities Research.
Nei giorni scorsi ho descritto l’aggiornamento di un iMac G5 con un disco SSD esaminando gli aspetti legati all’hardware.
Ma come funziona l’iMac G5 dopo la cura? Le prestazioni generali dell’iMac migliorano con l’uso di un disco a stato solido o il vero collo di bottiglia è l’architettura hardware ormai datata? Che sistema operativo scegliere e quale software ci può girare sopra, oggi?
Ci ho preso gusto.
Dopo aver dato una nuova vita al mio iMac 2008 con la semplice aggiunta di un disco SSD, ho deciso di recuperare dalla cantina il mio vecchio iMac G5 del 2004, prima versione <e provare a rimetterlo in sesto.
Per questo iMac ho deciso di utilizzare un SSD da soli 120 GB: è una macchina destinata comunque ad usi leggeri, per la quale un hard-disk più grande sarebbe inutile. E poi tutta la musica conservata sul Mac principale (che occupa sempre una grossa fetta dei miei hard-disk casalinghi) è a portata di click, grazie alla rete wireless di casa e alle magie software della Apple.
Non potrei aggiungere nulla di più a quanto scritto da Marco Coïsson in Life on iPad – Quello che manca sui limiti dell’iPad come piattaforma di lavoro.
So bene che i suoi interessi professionali (e i miei) sono lontanissimi da quelli dell’utente normale (a quanti potrebbe interessare un datalogger sull’iPad?), ma resta il fatto che il mancato accesso al filesystem è una delle più gravi limitazioni di iOS.
NOTA: Questo non è un post tecnico. Della gestione della memoria di massa di Android ne so pochissimo e parlo qui solo da utente finale. Analisi molto più dettagliate ma comprensibili si possono trovare su queste pagine web: Sopravvivere con Android con memoria interna piena o spazio esaurito sul cellulare, Liberare spazio sulla memoria Android e sulla scheda SD, Gestione memoria e spostamento applicazioni.
Oggi, in occasione del compleanno di Steve Jobs, la O’Reilly sconta del 50% tutti i suoi ebook relativi ad Apple, OS X e iOS.
Per chi è interessato è una offerta imperdibile.
Ho avuto la fortuna di riuscire ad usare veramente il primo Macintosh 128k, pochi mesi dopo la sua uscita. È stata un’esperienza emozionante e ne ricordo ancora perfettamente tutti i particolari.
Mi stavo aggirando nel vecchio Dipartimento di Fisica di Torino quando un amico mi chiamò furtivamente per trascinarmi senza complimenti in un corridoio secondario del Dipartimento. Lo conoscevo, c’erano alcuni laboratori di elettronica dove lavoravano degli amici tesisti. Ogni tanto passavo da lì per salutare, ma poiché era riservato ai particellari (nel gergo di allora, i fisici che studiavano la fisica delle particelle), non avevo molto da fare lì. Proprio parlando in una stanza con uno di loro, avevo deciso di passare a stato solido (quella che oggi si chiama fisica della materia).