Apple

Ma il Fusion Drive serve ancora?

Un amico mi ha chiesto tramite WhatsApp se gli conveniva o no prendere un iMac con il Fusion Drive. Gli ho risposto subito di lasciar perdere il Fusion Drive e di prendere al suo posto un disco SSD e che gli avrei dato una risposta più dettagliata tramite email. Ma dato che l’argomento può avere un interesse più generale e che, bontà sua, l’amico è un lettore di melabit, ho pensato di rispondergli in modo più articolato qui sul blog.

Windows 95: le finestre usabili di Microsoft

Microsoft aveva un problema. Windows 3.1 era stato un grande successo, almeno per gli standard dell’epoca, e tanti utenti abituati al DOS avevano finalmente scoperto l’interfaccia grafica: “perché mai dovrei usare un mouse?” era una domanda ricorrente nelle riviste di quegli anni. L’aggiornamento apparentemente minore a Windows for Workgroups 3.11 aveva perfino spinto molti uffici a dotarsi di una infrastruttura di rete, anche se ancora molto acerba (spesso era necessario spegnere e far ripartire tutti i PC collegati allo stesso segmento di rete per risolvere i problemi più ostinati).

Imparare a programmare per iOS

Cosa riescono a fare dei veri professionisti del Mac quando gli si da in mano un vero Mac professionale? Fate un salto qui e lo saprete. Non perdetevi il primo video, è favoloso, anche Escher sarebbe rimasto a bocca aperta.

Imparare a programmare per iOS

Lo so che tendo spesso a dimenticarlo, ma questo blog dovrebbe essere dedicato soprattutto alla programmazione e al Mac. E allora non posso non segnalare il volume di Craig Clayton, iOS 10 Programming for Beginners, edito da Packt e disponibile oggi (e solo oggi) in download gratuito. Lo so che siamo a iOS 11 e che attendiamo iOS 12, ma sono anche convinto che per un principiante sia meglio concentrarsi sulle funzioni di base del sistema operativo, disponibili anche nelle versioni precedenti di iOS, piuttosto che provare a sfruttare le ultimissime bells and whistles (in italiano non esiste una espressione equivalente, diciamo più o meno “fronzoli”, “orpelli”) messe a disposizione ogni anno dagli ingegneri di Apple.

Tutto qui, un anno dopo

– Beth Jusino, Flickr. È già passato un anno dalla presentazione dei MacBook Pro 2016, sui quali ho scritto parecchio e in modo sempre sfavorevole. Non mi convinceva la tastiera, i connettori, le prestazioni, la scarsità di RAM, tutti fattori molto negativi in macchine che dovrebbero essere destinate ad usi professionali. Anche il mini aggiornamento di metà 2017 non ha cambiato sostanzialmente le cose.1

iPhone X, il futuro dello smartphone

Che dire del keynote Apple della settimana scorsa? Sull’iPhone 8 solo qualche parola. Se ho contato bene questa è l’undicesima generazione di iPhone: nuovo vestito, questa volta di vetro, nuovo processore, nuovo display grafico, caratteristiche generali migliorate rispetto al modello dell’anno precedente. Un aggiornamento annuale ormai quasi scontato. Apple è praticamente obbligata a far uscire ogni anno un nuovo modello di iPhone, altrimenti gli analisti si annoiano, il titolo cala e la rete ribolle di sciocchezze sulla perdita di innovazione in casa Apple…

Perché Facebook è meglio di Apple

Cosa hanno in comune Apple e Facebook? Niente. Apple produce hardware e software, oltre che servizi tagliati specificatamente per i suoi prodotti. Facebook vende di fatto pubblicità, collegata ad un servizio, il social, la chat, soggetto alle mode del momento, oggi va alla grande, domani chissà (ricordate Second Life o MySpace?), usato fin troppo spesso per diffondere sciocchezze, urla, falsità, e perfino odio vero e proprio.

iPhone XYX

Non so voi, ma a me tutta questa attesa spasmodica per il nuovo iPhone mi fa venire l’orticaria. Sono mesi che girano voci incontrollate (ed incontrollabili) sulle caratteristiche del nuovo modello, sui suoi dettagli più minuti, perfino sul nome che potrebbe aver scelto Apple per festeggiare il decennale, una cosa veramente stucchevole.

Windows 10: come lo vede chi usa il Mac

Gli utenti del Mac sono fortunati, possono usare la migliore combinazione disponibile di hardware e software. L’hardware non è sempre aggiornato come si deve (si veda il disgraziato MacBook Pro del 2016 o il derelitto Mac Pro cristallizzato al 2013), però è sempre costruito in modo impeccabile e, cosa che conta ancora di più, assolutamente affidabile.

La cattiva scienza dei sensori da polso

L’articolo Accuracy in Wrist-Worn, Sensor-Based Measurements of Heart Rate and Energy Expenditure in a Diverse Cohort, pubblicato qualche giorno fa sul Journal of Personalized Medicine da Anna Shcherbina e coautori, sotto la guida del prof. Euan Ashley del Dipartimento di Medicina dell’Università di Stanford in California ha destato molto scalpore sul web.