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Un anno, cento post

Questo blog spegne oggi la sua prima candelina virtuale con il centesimo post. Una coincidenza non casuale ma niente affatto pianificata.1 Un anno fa non avrei mai potuto pensare di riuscire a scrivere tanto. È stata una bella fatica, ma allo stesso tempo una sfida divertente. Che ha messo a dura, durissima, prova la mia capacità di spiegare qualcosa in modo comprensibile. Spero qualche volta di esserci riuscito.

Setacciare a blocchi

L’algoritmo del Crivello di Eratostene è stato implementato in almeno 103 linguaggi diversi, alcuni decisamente curiosi o esoterici. Chi ha mai sentito parlare di AutoIt, Bracmat, M4, Nimrod o zkl? Manca una implementazione in Blockly, un linguaggio di generazione di codice visuale a blocchi. Blockly è stato sviluppato da Google e deriva da Scratch, StarLogo TNG e SNAP!, linguaggi di programmazione didattici rivolti soprattutto ai programmatori più giovani, e anche da AppInventor, un linguaggio più avanzato con cui si possono sviluppare applicazioni per Android.

Setacciare numeri con il serpente (parte 2)

Caught me crawlin’, baby, Crawlin’ ‘round your door, Seein’ everything I want, I’m gonna crawl on your floor. – The Doors, Crawlin’ King Snake. Nel post di qualche mese fa, Setacciare numeri con il serpente, avevo preso lo spunto da un semplice programma che calcolava i numeri primi mediante il famoso Crivello di Eratostene, traducendo il programma dal BASIC originale in Python, che considero il linguaggio di programmazione più interessante, oggi.

Microsoft Office 2011 e OS X Yosemite: un matrimonio complicato

L’altro ieri sono riuscito finalmente ad avere un po’ di tempo per iniziare a lavorare sul mio nuovo iMac da 21", rimasto per più di quindici giorni ben nascosto sotto la mia scrivania. Una bella bestia, 16 GB di RAM, disco SSD da 512 GB, processore i7, insomma quasi Mac Pro (per il quale purtroppo non c’erano abbastanza soldi). Aspetto con ansia di iniziare a farci qualche simulazione, voglio proprio vedere la differenza di prestazioni con il MacBook Pro 2011 che uso attualmente (e che sta veramente mostrando la corda).

Venerdì (anzi sabato) nero

Lo so che il venerdì nero americano è ormai finito da un pezzo, ma vorrei comunque segnalare che Pixelmator 3.3 si trova ancora in offerta sull’App Store a soli 13.99 euro. A questo prezzo è un grave errore farselo sfuggire. Già la versione 1 di Pixelmator 1 che ho usato finora copriva (più che) abbondantemente le mie necessità di ritocco di immagini, sono veramente curioso di provare le novità e le migliorie della versione attuale.

Musica ancora più di corsa

Il film non è niente di che, ma Michael Douglas è inquietante come sempre e la tremenda scena centrale con l’inseguimento e l’omicidio di Andy Garcia vale la visione del film. Che è in fondo solo una scusa per ascoltare Greg Allman che canta I’ll Be Holding On. Proprio lui, uno dei fratelli della Allman Brothers Band, il gruppo rock-folk che ci ha dato un disco come At Fillmore East, uno degli album live più trascinanti mai pubblicato.

Automatizzare il Mac dal Terminale - Sua maestà cron

Nella prima parte di questa serie abbiamo visto come usare il comando at per automatizzare determinate attività sul Mac dal Terminale. At è utile ogni volta che si vuole eseguire un comando automaticamente una sola volta e in un momento ben definito Ma at ha anche parecchi limiti e non è adatto a svolgere una attività periodica in modo trasparente, come richiesto da Lucio Bragagnolo nel post da cui ha preso spunto questa serie.

Musica di corsa

Anche se Piero Scarruffi non condivide, uno dei gruppi anni ‘80 che preferisco sono i Waterboys. Non ho idea di quante volte ho ascoltato il CD di Fisherman’s Blues, secondo me il loro capolavoro assoluto (non mi dite che cito sempre le pagine in inglese di Wikipedia, basta confrontare questa con la versione in italiano per capire il perché).

Venticinque anni

[vimeo http://vimeo.com/110554287] Venticinque anni fa ero a pochi chilometri dal confine con la Germania Est. Avevo già vissuto a Braunschweig, una splendida città della Bassa Sassonia, per quasi due anni, nel 1987 e nel 1988. Braunschweig era l’ultima vera città prima del confine con l’Est, sulla strada che collega Hannover con Berlino. All’inizio del mio soggiorno a Braunschweig andavo ogni notte a letto con la sensazione di avere un paio di missili puntati proprio sul letto, ma con il tempo mi ci ero abituato.