Posts

Homebrew: i comandi avanzati

Dopo aver esaminato i comandi principali per usare Homebrew, è ora di trattare i principali comandi avanzati. Prima però un breve ripasso del post precedente. Aggiornamento Come abbiamo visto, per aggiornare Homebrew si usa la terna di comandi $ brew update che aggiorna il sistema Homebrew vero e proprio,

Homebrew: i comandi principali

Dopo una introduzione generale ad Homebrew ed ai suoi concorrenti e dopo aver visto come installare (e disinstallare) Homebrew, è arrivata finalmente l’ora di imparare ad usarlo. Homebrew si utilizza dalla linea di comando tramite il comando brew. Data la sua semplicità e per il target di utenti a cui è dedicato, non dispone di una interfaccia grafica, che sottrarrebbe solo risorse allo sviluppo del sistema di base. Del resto non ce n’è bisogno, i pochi comandi di Homebrew sono abbastanza facili e coerenti da essere imparati senza troppi problemi.

Scrivener in offerta

Scrivener 2, una via di mezzo fra un sofisticato gestore di note e di documentazione e un word processor, è in offerta per ancora alcuni giorni su MacUpdate. Ho usato a lungo la prima versione di Scrivener, sostituendola negli ultimi anni con MacJournal e DEVONThink Pro, entrambi acquistati in offerta. Ma alcune funzioni di Scrivener, fra tutte la possibilità di esportare i documenti non solo nei formati più comuni come rtf e l’onnipresente doc, ma anche in formati molto più interessanti come LaTeX e Markdown, lo rendono per me potenzialmente superiore agli altri due prodotti.

Homebrew: installazione e disinstallazione

Nel post precedente abbiamo fatto la conoscenza con Homebrew, uno dei sistemi di gestione dei pacchetti software open source di derivazione Unix/Linux sviluppati per OS X. Dopo la lunga introduzione al sistema con i suoi pro e contro è ora di sporcarsi le mani imparando ad installare (e, non si sa mai, a disinstallare) Homebrew.

Homebrew: software per il Mac fatto in casa

Homebrew è un sistema di gestione dei pacchetti (package) che semplifica l’installazione su OS X del software open source di derivazione Unix/Linux. Homebrew si autodefinisce “The missing package manager for OS X” (Il gestore di pacchetti per OS X che mancava), una definizione un po’ sfrontata – in particolare nelle prime fasi dello sviluppo alcuni anni fa – ma ormai non troppo lontana dalla realtà.

Samsung Galaxy S5: attenti al sensore

Pochi giorni fa ho scritto che il sensore di impronte digitali sul Samsung Galaxy S5 era implementato in modo rischioso per l’utente e mi chiedevo quanto tempo sarebbe passato prima che fosse violato. A differenza della Apple con il suo iPhone 5s, in cui il riconoscimento dell’impronta digitale serve solo a sbloccare il telefono, sostituendosi solo al codice di sblocco a 4 cifre (o più spesso a nessun codice di sblocco), la Samsung ha deciso di implementare gli strumenti software per integrare il riconoscimento delle impronte nelle applicazioni, usandolo ad esempio per accedere al proprio account PayPal.

iWatch o morte

Apple needs an iWatch sooner rather than later, or the company will risk losing its innovative edge to rivals, analysts say. “They only have 60 days left to either come up with something or they will disappear,” said Trip Chowdhry, managing director at Global Equities Research.

Nostalgia canaglia

Il supporto a Windows XP è appena terminato e già inizia l’operazione nostalgia. Chi vuole crogiolarsi nel ricordo del sistema operativo più longevo della storia – forse perché dopo quello Microsoft non è riuscita a mettere assieme nulla di decente – può godersi il video introduttivo a Windows XP. Non è affatto male, un tema new-age con echi di pop-jazz alla David Sanborn e un retrogusto del Phun Theme di Emil Enerfeldt.

Perché il Samsung Galaxy S5 sembra così... boh?

ArsTechnica, un sito tecnicamente affidabile e non certo squilibrato a favore di Apple, pubblica una lunga recensione del Samsung Galaxy S5, di cui mi ha colpito in particolare il titolo, perché sintetizza perfettamente il contenuto dell’articolo Samsung’s Galaxy S5 has plenty of upgrades—so why does it feel so meh?

Un disco SSD per un iMac G5: il sistema operativo

Nei giorni scorsi ho descritto l’aggiornamento di un iMac G5 con un disco SSD esaminando gli aspetti legati all’hardware. Ma come funziona l’iMac G5 dopo la cura? Le prestazioni generali dell’iMac migliorano con l’uso di un disco a stato solido o il vero collo di bottiglia è l’architettura hardware ormai datata? Che sistema operativo scegliere e quale software ci può girare sopra, oggi?