Negli ultimi anni la Puglia ha portato avanti un piano intelligente di produzione di energia pulita attraverso l’installazione di centinaia di pale eoliche. Non so se, come sostiene qualcuno, la regione abbia raggiunto l’autonomia energetica, ma la quantità di energia rinnovabile prodotta è comunque molto rilevante. La maggior parte delle pale è stato installata al confine fra la Puglia e la Campania, in una regione collinare spoglia e poco popolata, nota più che altro per bollettini meteo sempre allarmanti, “… attenzione, nebbia in banchi fra Grottaminarda e Candela”.
Un circuito elettronico è progettato per funzionare con valori ben precisi di tensione di alimentazione e di corrente elettrica, ma può tollerare deviazioni più o meno grandi dei parametri di progetto. Se in condizioni normali nel circuito fluisce una corrente di 100 mA (milliAmpere, equivalente a un flusso di $latex 6 \times 10^{17}$ elettroni al secondo), posso aumentare tranquillamente la corrente fino a 120 mA senza che succeda niente. Se sono fortunato e se ho fatto le cose per benino, il circuito continuerà a funzionare anche se la corrente arriva a 150 e magari anche a 200 mA.
– Fonte: CafeCredit su Flickr.
Venerdì mattina mi chiama mia figlia da Londra. Ha perso il portafogli con la carta prepagata, è preoccupata, probabilmente teme anche la mia reazione. L’ha cercato a casa e a scuola, niente, l’ultima speranza è il pub dove sono stati la sera prima, ma apre solo nel pomeriggio.
Alla fine degli anni ‘80 ho vissuto a lungo in Germania. Bellissima la città, Brauschweig, quasi al confine con l’ex Germania Est e a pochi chilometri da una città incantevole come Hannover. Bellissimo l’istituto dove lavoravo, il Physikalisch-Technische Bundesanstalt (PTB per quelli che non amano gli scioglilingua), immerso nel verde, pieno di animali selvatici liberi di scorazzare nel bosco, tanto grande che per andare da un capo all’altro tanti usavano la bici o l’auto. Organizzazione perfetta, i tedeschi quando ci si mettono sono dei maestri.
Non mi sarei mai aspettato di vedere immediatamente confermato, e nel modo peggiore, quello che scrivevo solo pochi giorni fa sulla Consip, il carrozzone che gestisce gli appalti della pubblica amministrazione.
Riassumo brevemente i fatti.
Una azienda, la Qui! di Genova (difficile trovare un nome più insulso), vince due lotti di un appalto Consip da 1 miliardo di euro (avete letto bene, 1 miliardo di euro) relativo alla distribuzione dei buoni pasto agli uffici pubblici.
Dopo parecchi anni di servizio i punti della mia pinzatrice sono finiti. Poco male, un salto in segreteria e mi hanno dato un paio di pacchetti nuovi, che al ritmo attuale dovrebbero essere sufficienti per parecchi anni.
Dovrebbero, perché questi punti sono stati acquistati tramite la Consip, la società del Ministero dell’Economia e delle Finanze che dovrebbe “rendere più efficiente e trasparente l’utilizzo delle risorse pubbliche, fornendo alle amministrazioni strumenti e competenze per gestire i propri acquisti e stimolando le imprese al confronto competitivo con il sistema pubblico”.
Un amico mi ha chiesto tramite WhatsApp se gli conveniva o no prendere un iMac con il Fusion Drive. Gli ho risposto subito di lasciar perdere il Fusion Drive e di prendere al suo posto un disco SSD e che gli avrei dato una risposta più dettagliata tramite email. Ma dato che l’argomento può avere un interesse più generale e che, bontà sua, l’amico è un lettore di melabit, ho pensato di rispondergli in modo più articolato qui sul blog.
Ho iniziato a rispondere di getto a un commento di Luca, però a un certo punto mi sono accorto che la cosa meritava una trattazione più adeguata e ne ho fatto un post completo. Perché rispetto le opinioni di tutti, ma non si può andare dietro a gente che gioca con la salute, e perfino con la vita, delle persone.
Se la scelta del servizio di hosting più adatto alle nostre esigenze è difficile, ancora più complicata è la scelta del nome di dominio (o solo dominio), cioè del nome univoco assegnato ad un sito web, che lo caratterizza e lo rende facile da ricordare, come ad esempio www.google.com, www.debian.org oppure www.nomesito.it.
Mi hanno sempre incuriosito quelli che rimpiangono i bei vecchi tempi, l’età dell’oro della loro gioventù, ormai tramontata definitivamente e sostituita da novità incomprensibili e negative a prescindere.
Lo dicevano i miei genitori, “Ai miei tempi la scuola sì che era una cosa seria, i ragazzi di oggi invece…” Sono sicuro che lo dicessero (a loro) i miei nonni, “Ai miei tempi la scuola sì che era una cosa seria, i ragazzi di oggi invece…”