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Ritorno a Bora Bora: The Isle of Everywhere

Lo confesso, i Gong non mi hanno mai fatto impazzire. Il gruppo franco-austro-inglese ha fatto musica a tratti bellissima, la trilogia lisergica di Radio Gnome Invisible è un sogno musicale beffardo e originale, un vero figlio del suo tempo, ma con loro non è mai scattata la scintilla che te li fa ascoltare e riascoltare come se fosse l’ultima cosa da fare nella vita.

Ritorno a Bora Bora: Atom Heart Mother

Scrivere di Bora Bora mi piaceva moltissimo, purtroppo la leggevano solo pochi frequentatori di Melabit e ho preferito lasciar perdere. Ma negli ultimi giorni alcuni di loro mi hanno sollecitato a riprendere la serie, sono fra i lettori più affezionati del blog, come potevo dire di no?

Word e LaTeX a confronto

Macchinetta del caffè. C’è anche un collega, simpatico, divertente, con un passato piuttosto “vissuto”, uno dei migliori colleghi con cui trascorrere la fatidica pausa caffè di metà mattinata.1 A un certo punto inizia a raccontare di quando, da “giovane”, aveva dovuto usare LaTeX per scrivere, di quanto poco gli piacesse e di come trovi Word infinitamente più comodo da usare.

Come usare Skype Web con Safari e Firefox

Uso pochissimo Skype, per comunicare o condividere file con amici o colleghi preferisco di gran lunga usare Slack. Per cui, quando ho letto che la nuova versione di Skype utilizzabile via browser rilasciata la settima scorsa supportava solo Edge e Google Chrome – rispettivamente il nuovo browser Microsoft che l’azienda di Seattle cerca disperatamente di far usare a qualcuno e il browser dominante con il quale non si può non fare i conti – ho scrollato le spalle e sono passato ad altro.

WorldWideWeb, il primo browser web è online

La storia la sapete. Trent’anni fa Tim Berners-Lee, un fisico del CERN, sviluppò su un computer NeXT il primo server web httpd e il relativo browser, che chiamò WorldWideWeb,1 insieme al linguaggio HTML con cui creare i documenti ipertestuali visualizzabili dal browser. Tim Berners-Lee non aveva idea che il suo lavoro avrebbe rivoluzionato la nostra vita. In realtà voleva solo permettere di preparare dei documenti collegati uno all’altro da utilizzare all’interno del CERN, rendendo possibile passare da un documento all’altro cliccando sui link presenti nei documenti stessi.

Script per tutti i giorni: entra in scena awk

– Tastiera A.W.K., Viscount Instruments. Nelle prime tre puntate di questa serie abbiamo imparato a scrivere uno script in bash per trasformare una stringa di testo in modo che segua delle convenzioni ben determinate a priori (qui i link alla prima, seconda e terza puntata). In questo caso particolare, la stringa risultante dalla trasformazione deve essere scritta tutta in minuscolo e non deve contenere apostrofi o altri caratteri speciali, a parte il trattino usato come separatore di parole. L’idea è quella di usare questa stringa, insieme alla data di pubblicazione del post, per dare un nome standard e facilmente rintracciabile al file Markdown che contiene il testo del post stesso, utilizzando il formato YYYY-MM-DD-titolo-del-post.md, dove YYYY indica l’anno, MM il mese e DD il giorno di pubblicazione.

Ma quanto è veloce una CPU moderna?

– Foto: CPU Artworks. Un anno fa proprio di questi tempi non si parlava altro che di Meltdown e di Spectre, due vulnerabilità appena scoperte che permettevano di accedere al contenuto della memoria interna del processore (la memoria cache) senza averne i diritti, consentendo (almeno potenzialmente) di recuperare dati riservati come password, dati bancari, certificati digitali e quant’altro.

L'anno che finisce

E così finisce anche il 2018. Fare un bilancio dell’anno appena trascorso è una cosa molto personale e la lascio volentieri a ciascuno di voi. Intanto voglio augurare a tutti uno splendido 2019, per quello che mi riguarda se fosse sullo stesso livello del 2018 non sarebbe affatto male.

Script per tutti i giorni: shell e parametri

– Foto: Trammell Hudson su Flickr. Lo script di conversione del titolo di un post mostrato alla fine della puntata precedente è diventato ormai quasi “utilizzabile”. Mancano solo un paio di tocchi finali, che vedremo nel corso di questa terza parte. Una casa per i programmi Prima di proseguire è bene decidere una volta per tutte dove salvare gli script che stiamo sviluppando. Non so voi, ma io preferisco usare una cartella dedicata allo scopo invece di buttare tutto dove capita. In tutti gli articoli di questa serie gli script in fase di sviluppo saranno salvati nella cartella Development, situata all’interno della cartella Home (o Inizio) dell’utente che ha effettuato il login (la cartella Home è quella rappresentata dall’icona di una casetta). Ovviamente siete liberi di usare un altro nome e un’altra posizione sul disco rigido, ma dovrete ricordarvi di modificare di conseguenza i percorsi dei comandi.

Un Mac montato in diretta

Quando ho iniziato a guardare questo video pensavo che fosse la solita presentazione di un nuovo prodotto. Qualche battuta, un paio di giochini introduttivi – carino il bicchiere pieno d’acqua tirato fuori dalla borsa – l’immancabile video pubblicitario. Ma si trattava della presentazione del Macintosh Portable, il primo Macintosh portatile,1 un computer di scarsissimo successo commerciale ma che è stato una vera icona del suo tempo, e sono andato avanti a guardare.