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Schede perforate: Arriva il Commodoro

Schede perforate: Arriva il Commodoro

Il mio primo computer casalingo è stato il Commodore VIC-20, una tastiera beige da collegare alla TV che all’accensione metteva a disposizione ben (ben?) 3.5 kB di memoria (sì, avete letto bene, erano proprio 3.5 kilobyte, 3.500 byte). Il VIC-20 costava poco, è vero, ma quei 3.5 kB disponibili erano davvero troppo pochi e mi costruii subito una scheda di espansione da 8 Kb di RAM statica, più lenta e costosa di quella dinamica ma con un circuito elettronico molto più semplice, adatto ad un hobbista inesperto come me. Accendere il VIC e avere 11.5 kB a disposizione sembrava un sogno. Peccato che il computer fosse inadeguato lo stesso.
Schede perforate: Macintosh 128K

Schede perforate: Macintosh 128K

“Vieni, ti faccio vedere una cosa.” L’amico più grande mi fece entrare in un’ala dell’istituto di Fisica dove non ero mai stato. Avevo appena iniziato la tesi e il mio nuovo status mi permetteva di andare dove i semplici studenti non erano ammessi. “Guarda!” Eravamo entrati in una stanzetta piccola e ingombra di scaffali, al centro c’era una scrivania come tante con sopra un monitor e una tastiera. Ma erano piccoli, molto più piccoli di quelli che ero ormai abituato ad usare.
Schede perforate: Dal sottosuolo

Schede perforate: Dal sottosuolo

– Fonte: What obsolete computer punch cards reveal about the history of information design in today’s era of unseen data. Sono stato combattuto a lungo sul nome da dare a questa serie. In un primo momento avevo scelto “Racconti dal sottosuolo”. I primi computer che ho usato stavano proprio sotto terra, prima sotto il vecchio Dipartimento di Fisica di Torino e l’anno dopo nella dependance sotterranea del centro di calcolo dell’Università (ora c’è un supermercato), dove riuscivo ad entrare di straforo grazie all’aiuto di un amico che studiava informatica. Stare sottoterra, quindi, è stato per me all’inizio una condizione naturale per usare un computer.
Schede perforate: 1-2-3 Quattro

Schede perforate: 1-2-3 Quattro

Per la tesi avevo un problema: dovevo cercare di calcolare se era possibile realizzare un nuovo dispositivo elettronico funzionante a bassissima temperatura, quello che nel titolo della tesi sarà un “dispositivo ad anello di giunzioni Josephson”.1 In teoria era una idea interessante, perché la configurazione ad anello rendeva il dispositivo meno soggetto al rumore magnetico, ma anche se le equazioni matematiche dicevano che funzionava, non era affatto detto che fosse davvero fattibile.
Swift contro Python, ovvero mele contro pere

Swift contro Python, ovvero mele contro pere

– Fonte: Martina Leuderalbert su Unsplash. Alle elementari la maestra mi aveva insegnato a non sommare le mele con le pere, cioè a non mettere insieme (o paragonare) cose e fatti molto diversi fra loro. Non ha quindi senso sommare 3 litri di acqua con 5 chilogrammi di farina o chiedersi se 40 metri sono più o meglio di 20 secondi.
Aggiornare a macOS Monterey

Aggiornare a macOS Monterey

Non sono un early adopter e quindi non ho mai avuto fretta di acquistare l’ultimo prodotto tecnologico. Non è per snobismo, ma piuttosto perché, come succede con le automobili, so per esperienza che i difetti iniziali (quasi) inevitabili di questi prodotti vengono corretti solo dopo la seconda o la terza iterazione.
In prima linea con l'Osborne 1

In prima linea con l'Osborne 1

Il proiettile di mortaio fischiò debolmente nel cielo notturno e si schiantò con un forte crack contro il fianco della collina. Mentre cercavano disperatamente un riparo, una dozzina di guerriglieri islamici con il turbante iniziarono a sparare inutilmente con i loro fucili e le mitragliatrici contro le postazioni delle milizie filorusse sulla cresta della collina. Un altro colpo di mortaio si schiantò sugli alberi a una cinquantina di metri di distanza, interrompendo temporaneamente il suono staccato dei colpi di fucile automatico intorno a noi. Nel frattempo io, sdraiato sulla schiena, cercavo di calcolare le probabilità che la squadra di mortai sopra di noi mi lanciasse un colpo direttamente in grembo. Mi resi conto che non venivo pagato abbastanza per questo incarico.
Portateci i dati!

Portateci i dati!

Non si sa se questa frase, Noi crediamo in Dio. Tutti gli altri devono portarci i dati, sia stata pronunciata veramente da William Edwards Deming, professore di statistica e fondatore dei metodi di analisi della qualità, ma in ogni caso dovrebbe essere appesa nelle aule scolastiche accanto alla foto del Presidente.
The Pi Hut, o caro!

The Pi Hut, o caro!

– Fonte: Pixabay. La Brexit sta causando danni enormi all’economia del Regno Unito: l’inflazione è alle stelle, la fiducia dei consumatori è crollata ai minimi degli ultimi 50 anni e tanti settori produttivi che andavano avanti grazie ai lavoratori stranieri ora non trovano manodopera nemmeno a cercarla con il lanternino. Perfino il business delle vacanze studio in Inghilterra è in crisi! C’è stato il COVID, è vero, ma rispetto agli altri stati europei la Gran Bretagna sembra cavarsela peggio.
Sopravvivere al coronavirus: scende o non scende?

Sopravvivere al coronavirus: scende o non scende?

Sono reduce, mio malgrado, da una polemica su Twitter, relativa alla discesa della curva dei contagi COVID-19, circa la quale avevo affermato un mesetto fa che non sarebbe scesa. E per i quindici-venti giorni di cui si parlava in quei tweet le cose sono andate proprio così. Una persona normale la chiude lì e pensa ad altro.