Fonte: Console di comando per sistema Olivetti ELEA 9003, Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci di Milano. I computer sono oggetti complessi nei quali estetica, ergonomia ed esperienza utente devono fondersi appieno con la tecnologia sottostante.
Sembra di sentire Steve Jobs, invece è quello che pensava Adriano Olivetti già negli anni ‘50.
– Fonte: Bernard Hermant su Unsplash.
Fino a pochi anni fa le reti private virtuali (VPN, Virtual Private Network) erano un prodotto di nicchia, riservato prevalentemente a chi era spesso fuori dall’ufficio per lavoro e aveva bisogno di connettersi in modo sicuro alla rete aziendale dal bar o dall’hotel di turno, oppure a chi viveva in paesi a rischio censura e voleva esprimere il suo pensiero senza poter essere rintracciato o più semplicemente desiderava accedere liberamente ai siti web oscurati dal proprio governo.
L’articolo precedente si concludeva con la domanda: è possibile installare la versione compatibile con il nostro dispositivo iOS di una qualunque app dell’App Store, e non solo di quelle che abbiamo già acquistato in passato?
In teoria non è possibile, in pratica ci sono alcuni modi semplici e perfettamente legali per risolvere il problema.
Nel corso della discussione (purtroppo solo a due voci!) seguita al Bora Bora della settimana scorsa si è parlato parecchio di punk e simili. Come ho già detto, la musica punk non mi piace, è una questione di pelle che non ha niente a che vedere con i suoi meriti culturali o musicali.
Il mio iPad 3 è ormai definitivamente bloccato su iOS 9, ma quasi tutte le app che uso continuano ad essere aggiornate e sempre più spesso le nuove versioni sono compatibili solo con le release più recenti di iOS.
Normalmente non ci sono problemi, se le app sono già installate sull’iPad iOS non le aggiorna più e tutto finisce qui. Ma cosa succede se abbiamo ripristinato l’iPad allo stato di fabbrica e vogliamo reinstallare le app che ci servono? (anche in questo articolo ogni riferimento all’iPad sottintende che le stesse considerazioni valgono anche per l’iPhone e l’iPod Touch).
Prima o poi doveva succedere: il mio venerando iPad 3 all’improvviso ha smesso di funzionare.
In realtà c’erano già stati dei segnali premonitori, prima dei crash improvvisi e apparentemente casuali delle app poi, nelle ultime settimane, dei blocchi completi del sistema (freeze) che dopo qualche minuto si concludevano con il riavvio spontaneo dell’iPad. Avevo attribuito tutte questi malfunzionamenti all’età, l’iPad ha più di sei anni, è bloccato da tempo su iOS 9 mentre la maggior parte delle app installate continuano ad essere aggiornate e pesano sempre di più sul processore e sul resto dell’hardware.
Lo spunto per la scelta musicale di oggi me l’ha dato MailMaster che, nei commenti al post dedicato ad American Pie, ha citato Regatta de Blanc, quello che forse è l’album più famoso dei Police.
– © Charles M. Schulz. Versione italiana della strip originale del 2 aprile 1972.
Di Don McLean, lo confesso, so pochissimo. Il suo secondo album, American Pie, è considerato un classico del rock. Ha scritto una canzone, Vincent, molto orecchiabile e un po’ lamentosa, con la quale qualcuno afferma di aver imparato l’inglese.
Nelle puntate precedenti abbiamo visto come scrivere dei semplici script in bash o in awk che risolvono un problema assai specifico, è vero, ma che possono anche costituire una buona base di partenza per affrontare argomenti più complessi (i link alle puntate precedenti si trovano alla fine dell’articolo).
In particolare, nella terza puntata abbiamo imparato come rendere i nostri script quasi indistinguibili dai normali comandi del Terminale: (1) si aggiunge in testa allo script lo shebang, cioè la sequenza di caratteri #!, seguita dal percorso completo al programma da utilizzare per eseguire lo script,1 (2) si usa il comando chmod per rendere lo script eseguibile (almeno) all’utente attuale del Mac,