Ma quanto è veloce una CPU moderna?

– Foto: CPU Artworks. Un anno fa proprio di questi tempi non si parlava altro che di Meltdown e di Spectre, due vulnerabilità appena scoperte che permettevano di accedere al contenuto della memoria interna del processore (la memoria cache) senza averne i diritti, consentendo (almeno potenzialmente) di recuperare dati riservati come password, dati bancari, certificati digitali e quant’altro.

L'anno che finisce

E così finisce anche il 2018. Fare un bilancio dell’anno appena trascorso è una cosa molto personale e la lascio volentieri a ciascuno di voi. Intanto voglio augurare a tutti uno splendido 2019, per quello che mi riguarda se fosse sullo stesso livello del 2018 non sarebbe affatto male.

Script per tutti i giorni: shell e parametri

– Foto: Trammell Hudson su Flickr. Lo script di conversione del titolo di un post mostrato alla fine della puntata precedente è diventato ormai quasi “utilizzabile”. Mancano solo un paio di tocchi finali, che vedremo nel corso di questa terza parte. Una casa per i programmi Prima di proseguire è bene decidere una volta per tutte dove salvare gli script che stiamo sviluppando. Non so voi, ma io preferisco usare una cartella dedicata allo scopo invece di buttare tutto dove capita. In tutti gli articoli di questa serie gli script in fase di sviluppo saranno salvati nella cartella Development, situata all’interno della cartella Home (o Inizio) dell’utente che ha effettuato il login (la cartella Home è quella rappresentata dall’icona di una casetta). Ovviamente siete liberi di usare un altro nome e un’altra posizione sul disco rigido, ma dovrete ricordarvi di modificare di conseguenza i percorsi dei comandi.

Un Mac montato in diretta

Quando ho iniziato a guardare questo video pensavo che fosse la solita presentazione di un nuovo prodotto. Qualche battuta, un paio di giochini introduttivi – carino il bicchiere pieno d’acqua tirato fuori dalla borsa – l’immancabile video pubblicitario. Ma si trattava della presentazione del Macintosh Portable, il primo Macintosh portatile,1 un computer di scarsissimo successo commerciale ma che è stato una vera icona del suo tempo, e sono andato avanti a guardare.

E sono cinque!

Oggi il blog compie cinque anni. Purtroppo me ne sono ricordato solo all’ultimo momento e non ho avuto il tempo di fare una analisi dettagliata come mi ero ripromesso di fare. Pazienza, magari ci sarà occasione in una circostanza meno “tonda”. Una cosa che mi colpisce sempre è che, nonostante il blog sia in italiano, ben il 10% degli accessi provenga da fuori Italia. Chissà cosa riescono a capire i poveri visitatori che leggono gli articoli tramite Google Traduttore!

Script per tutti i giorni: dalla linea di comando al programma

– Foto: Matthew Ratzloff su Flickr. Il comando per generare automaticamente il nome del file nel formato previsto da Jekyll (o da Wordpress) dal titolo del post presentato alla fine della prima puntata potrà anche essere interessante dal punto di vista didattico ma, diciamolo, è poco pratico per essere utilizzato veramente. Bisogna lanciare il Terminale, andare a cercare il comando da qualche parte, copiarlo e incollarlo nel Terminale, cancellare il titolo preesistente e incollare il titolo del nuovo post su cui stiamo lavorando… Si fa prima a fare tutto a mano nel Finder!

Script per tutti i giorni: semplici modifiche alle stringhe di testo

– Foto: telwink su Flickr. Succede più spesso di quanto mi renda conto. Devo rinominare dei file, modificare un testo o fare altri pasticci con i miei documenti. Potrei usare una delle tante applicazioni ad hoc fatte per fare proprio quello. Ma perché perdere tempo ad installare ed imparare ad usare l’ennesima applicazione se con il Terminale posso fare prima (e meglio)?

Come scaricare le versioni meno recenti di macOS: da Yosemite a Lion

Dopo più di un anno dalla pubblicazione il contenuto dell’articolo è ancora in gran parte valido. Nel frattempo per Apple ha aggiornato alcuni dei link riportati qui sotto, che sono contenuti una versione più recente dell’articolo, Come scaricare le versioni meno recenti di macOS: un anno dopo. L’aggiornamento dell’App Store introdotto in parallelo al rilascio di Mojave ha reso molto più difficile scaricare le versioni precedenti di macOS anche per chi le ha già acquistate, quasi sempre a costo zero, in passato (per semplicità nel seguito userò il termine “macOS” anche per indicare le versioni che in origine si chiamavano Mac OS X o OS X).1

Come scaricare le versioni meno recenti di macOS: da High Sierra a El Capitan

Dopo più di un anno dalla pubblicazione il contenuto dell’articolo è ancora in gran parte valido. Nel frattempo per Apple ha aggiornato alcuni dei link riportati qui sotto, che sono contenuti una versione più recente dell’articolo, Come scaricare le versioni meno recenti di macOS: un anno dopo. In questi giorni sto trafficando parecchio con il mio MacBook Pro, modello Early 2011. Per ora ho installato El Capitan, che è la versione recente di macOS che preferisco ma sulla quale purtroppo non girano alcune applicazioni che mi interessano.

Batteria no, batteria si

Un post di qualche giorno fa sull’acquisto di un cacciavite per rimuovere la batteria rigonfia del mio MacBook Pro si concludeva così: Post Scriptum #2. Non credo che comprerò un’altra batteria. Ormai quando viaggio porto solo l’iPad e quindi il MacBook Pro può benissimo rimanere fisso sulla scrivania, sempre collegato all’alimentatore (come del resto ha fatto finora per il 99% del tempo).