Commercio tradizionale o commercio online? Perché Amazon sta vincendo (parte 3)

– Fonte: Cristina Gottardi su Unsplash. C’è qualche morale da trarre dalle storie raccontate nelle due puntate precedenti (clicca qui per leggere la prima parte e la seconda parte)? Il primo negozio in cui ho cercato il cacciavite adatto a rimuovere la batteria del mio MacBook Pro è uno dei più grossi punti vendita della regione nel settore della ferramenta professionale e del fai-da-te. Il negozio ha una clientela variegata che va dall’artigiano al piccolo rivenditore, dall’appassionato di bricolage alla famiglia in cerca di accessori per la casa. I commessi sono abbastanza competenti e disponibili, il vero problema è riuscire a trovarne uno vista la scarsità di personale in rapporto alle dimensioni del negozio.

Commercio tradizionale o commercio online? Perché Amazon sta vincendo (parte 2)

All’inizio dell’estate compro una chiavetta USB per rimpiazzare l’ennesima pendrive perduta. Ormai sono così piccole che è praticamente impossibile non dimenticarle in giro o farle cadere per sbaglio dalla tasca. Dovrei decidermi ad attaccarle ad un portachiavi o a qualcosa del genere, ma poi diventerebbe molto più scomodo collegarle al computer. Per fortuna le uso solo (o quasi) per trasportare dei file da un Mac all’altro e perderne una non è mai troppo grave.

Commercio tradizionale o commercio online? Perché Amazon sta vincendo (parte 1)

Il MacBook Pro è aperto sul tavolo operatorio. Forse si è offeso perché l’ho messo via per le vacanze e ha deciso di vendicarsi. Quando l’ho ripreso in mano a settembre, la batteria era così gonfia che aveva quasi strappato il trackpad dalla sua sede. Poco male, tanto la batteria non funzionava da un paio di anni, da quando il Mac era stato coinvolto in un incidente idraulico ed aveva dovuto passare settimane coperto di riso ad asciugarsi.

Pensieri d'agosto 3

Non voglio entrare a gamba tesa in tutti i disastri degli ultimi giorni, ma leggere della sciagura avvenuta sul Pollino mi ha fatto tornare in mente una esperienza recente legata proprio alla Calabria. Da qualche anno mi occupo fra le altre cose di monitoraggio ambientale, in particolare di ottimizzazione delle reti di monitoraggio e di analisi dei dati provenienti dai sensori di misura.

Pensieri d'agosto 2

Negli ultimi anni la Puglia ha portato avanti un piano intelligente di produzione di energia pulita attraverso l’installazione di centinaia di pale eoliche. Non so se, come sostiene qualcuno, la regione abbia raggiunto l’autonomia energetica, ma la quantità di energia rinnovabile prodotta è comunque molto rilevante. La maggior parte delle pale è stato installata al confine fra la Puglia e la Campania, in una regione collinare spoglia e poco popolata, nota più che altro per bollettini meteo sempre allarmanti, “… attenzione, nebbia in banchi fra Grottaminarda e Candela”.

Pensieri d'agosto 1

Un circuito elettronico è progettato per funzionare con valori ben precisi di tensione di alimentazione e di corrente elettrica, ma può tollerare deviazioni più o meno grandi dei parametri di progetto. Se in condizioni normali nel circuito fluisce una corrente di 100 mA (milliAmpere, equivalente a un flusso di $latex 6 \times 10^{17}$ elettroni al secondo), posso aumentare tranquillamente la corrente fino a 120 mA senza che succeda niente. Se sono fortunato e se ho fatto le cose per benino, il circuito continuerà a funzionare anche se la corrente arriva a 150 e magari anche a 200 mA.

Senza contatto

– Fonte: CafeCredit su Flickr. Venerdì mattina mi chiama mia figlia da Londra. Ha perso il portafogli con la carta prepagata, è preoccupata, probabilmente teme anche la mia reazione. L’ha cercato a casa e a scuola, niente, l’ultima speranza è il pub dove sono stati la sera prima, ma apre solo nel pomeriggio.

Tutto anzi niente

Alla fine degli anni ‘80 ho vissuto a lungo in Germania. Bellissima la città, Brauschweig, quasi al confine con l’ex Germania Est e a pochi chilometri da una città incantevole come Hannover. Bellissimo l’istituto dove lavoravo, il Physikalisch-Technische Bundesanstalt (PTB per quelli che non amano gli scioglilingua), immerso nel verde, pieno di animali selvatici liberi di scorazzare nel bosco, tanto grande che per andare da un capo all’altro tanti usavano la bici o l’auto. Organizzazione perfetta, i tedeschi quando ci si mettono sono dei maestri.

Qui! Consip, ovvero altro che quattro punti spuntati

Non mi sarei mai aspettato di vedere immediatamente confermato, e nel modo peggiore, quello che scrivevo solo pochi giorni fa sulla Consip, il carrozzone che gestisce gli appalti della pubblica amministrazione. Riassumo brevemente i fatti. Una azienda, la Qui! di Genova (difficile trovare un nome più insulso), vince due lotti di un appalto Consip da 1 miliardo di euro (avete letto bene, 1 miliardo di euro) relativo alla distribuzione dei buoni pasto agli uffici pubblici.

Consip, ovvero la triste storia dei punti senza punta

Dopo parecchi anni di servizio i punti della mia pinzatrice sono finiti. Poco male, un salto in segreteria e mi hanno dato un paio di pacchetti nuovi, che al ritmo attuale dovrebbero essere sufficienti per parecchi anni. Dovrebbero, perché questi punti sono stati acquistati tramite la Consip, la società del Ministero dell’Economia e delle Finanze che dovrebbe “rendere più efficiente e trasparente l’utilizzo delle risorse pubbliche, fornendo alle amministrazioni strumenti e competenze per gestire i propri acquisti e stimolando le imprese al confronto competitivo con il sistema pubblico”.