Buona Pasqua!

– © Charles M. Schulz. Versione italiana della strip originale del 2 aprile 1972.

Ritorno a Bora Bora: American Pie

Di Don McLean, lo confesso, so pochissimo. Il suo secondo album, American Pie, è considerato un classico del rock. Ha scritto una canzone, Vincent, molto orecchiabile e un po’ lamentosa, con la quale qualcuno afferma di aver imparato l’inglese.

Script per tutti i giorni: lo script è il comando

Nelle puntate precedenti abbiamo visto come scrivere dei semplici script in bash o in awk che risolvono un problema assai specifico, è vero, ma che possono anche costituire una buona base di partenza per affrontare argomenti più complessi (i link alle puntate precedenti si trovano alla fine dell’articolo). In particolare, nella terza puntata abbiamo imparato come rendere i nostri script quasi indistinguibili dai normali comandi del Terminale: (1) si aggiunge in testa allo script lo shebang, cioè la sequenza di caratteri #!, seguita dal percorso completo al programma da utilizzare per eseguire lo script,1 (2) si usa il comando chmod per rendere lo script eseguibile (almeno) all’utente attuale del Mac,

Ritorno a Bora Bora: The Isle of Everywhere

Lo confesso, i Gong non mi hanno mai fatto impazzire. Il gruppo franco-austro-inglese ha fatto musica a tratti bellissima, la trilogia lisergica di Radio Gnome Invisible è un sogno musicale beffardo e originale, un vero figlio del suo tempo, ma con loro non è mai scattata la scintilla che te li fa ascoltare e riascoltare come se fosse l’ultima cosa da fare nella vita.

Ritorno a Bora Bora: Atom Heart Mother

Scrivere di Bora Bora mi piaceva moltissimo, purtroppo la leggevano solo pochi frequentatori di Melabit e ho preferito lasciar perdere. Ma negli ultimi giorni alcuni di loro mi hanno sollecitato a riprendere la serie, sono fra i lettori più affezionati del blog, come potevo dire di no?

Word e LaTeX a confronto

Macchinetta del caffè. C’è anche un collega, simpatico, divertente, con un passato piuttosto “vissuto”, uno dei migliori colleghi con cui trascorrere la fatidica pausa caffè di metà mattinata.1 A un certo punto inizia a raccontare di quando, da “giovane”, aveva dovuto usare LaTeX per scrivere, di quanto poco gli piacesse e di come trovi Word infinitamente più comodo da usare.

Come usare Skype Web con Safari e Firefox

Uso pochissimo Skype, per comunicare o condividere file con amici o colleghi preferisco di gran lunga usare Slack. Per cui, quando ho letto che la nuova versione di Skype utilizzabile via browser rilasciata la settima scorsa supportava solo Edge e Google Chrome – rispettivamente il nuovo browser Microsoft che l’azienda di Seattle cerca disperatamente di far usare a qualcuno e il browser dominante con il quale non si può non fare i conti – ho scrollato le spalle e sono passato ad altro.

WorldWideWeb, il primo browser web è online

La storia la sapete. Trent’anni fa Tim Berners-Lee, un fisico del CERN, sviluppò su un computer NeXT il primo server web httpd e il relativo browser, che chiamò WorldWideWeb,1 insieme al linguaggio HTML con cui creare i documenti ipertestuali visualizzabili dal browser. Tim Berners-Lee non aveva idea che il suo lavoro avrebbe rivoluzionato la nostra vita. In realtà voleva solo permettere di preparare dei documenti collegati uno all’altro da utilizzare all’interno del CERN, rendendo possibile passare da un documento all’altro cliccando sui link presenti nei documenti stessi.

Script per tutti i giorni: entra in scena awk

– Tastiera A.W.K., Viscount Instruments. Nelle prime tre puntate di questa serie abbiamo imparato a scrivere uno script in bash per trasformare una stringa di testo in modo che segua delle convenzioni ben determinate a priori (qui i link alla prima, seconda e terza puntata). In questo caso particolare, la stringa risultante dalla trasformazione deve essere scritta tutta in minuscolo e non deve contenere apostrofi o altri caratteri speciali, a parte il trattino usato come separatore di parole. L’idea è quella di usare questa stringa, insieme alla data di pubblicazione del post, per dare un nome standard e facilmente rintracciabile al file Markdown che contiene il testo del post stesso, utilizzando il formato YYYY-MM-DD-titolo-del-post.md, dove YYYY indica l’anno, MM il mese e DD il giorno di pubblicazione.