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Auguri dal Terminale

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Compleanno con permessi

Oggi melabit compie tre anni. Per l’occasione ho chiesto all’amico Lux il permesso di ripubblicare un mio vecchio intervento sul suo (bellissimo) blog Ping, chiuso purtroppo con la cessazione della pubblicazione dell’edizione italiana di Macworld. Perché pubblicare di nuovo questo articolo dopo più di sei anni? Innanzi tutto perché quello che c’è scritto è ancora attuale e, come ha scritto a suo tempo Lux con il suo stile inimitabile, può essere utile per “avvicinarsi agli incantesimi Unix che danno vita al mondo magico di Mac OS X”, una cosa a cui tengo sempre moltissimo. Magari oggi proporrei di usare sul Mac launchd al posto di cron, anche se quest’ultimo rimane la soluzione più generica, valida su un qualunque sistema Unix.

Eccellenza italica

C’è chi eccelle per la libertà garantita ai propri cittadini, per il benessere o per la felicità della popolazione. Chi al contrario primeggia (purtroppo) per il numero di omicidi, per la mortalità infantile o per gli incidenti in automobile. Ci sono nazioni che subiscono il più alto numero di email di spam o di attacchi informatici ed altre che hanno tanti (troppi?) giocatori di scrabble, bevitori di caffé o donne sovrappeso.

Setapp: il Netflix delle applicazioni per il Mac

Setapp è un nuovo sistema di distribuzione delle applicazioni per macOS/OS X basato su un modello ad abbonamento molto simile a quello reso popolare da Netflix per i film e le serie TV: con una spesa mensile piuttosto ridotta si ha il diritto di scaricare ed usare senza limiti sul proprio Mac tutte le applicazioni distribuite dal sistema. Le applicazioni disponibili in questo momento sono una cinquantina, ma il numero sta crescendo piuttosto rapidamente.

Tutto qui? Conclusioni e bibliografia (quasi) ragionata

Eccoci finalmente alla conclusione delle lunga serie di articoli sui MacBook Pro late 2016. Nel corso della serie ho discusso delle caratteristiche generali dei nuovi portatili, del processore, dei limiti della memoria RAM installata, della necessità di usare molteplici adattatori per interfacciarsi con il mondo esterno e di dettagli relativi soprattutto al disco SSD e al touch ID, tutti aspetti piuttosto importanti per tanti professionisti avanzati interessati ad usare i nuovi portatili Apple.

Tutto qui? Dimenticavo...

Qualche ulteriore commento sparso su dettagli che ho dimenticato di inserire negli articoli degli ultimi giorni. S/PDIF Phil Schiller afferma che, a differenza dell’iPhone 7, i MacBook Pro late 2016 conservano il jack analogico perché “sono macchine professionali che hanno bisogno di una connessione fisica ai dispositivi audio professionali attraverso il jack audio.” These are pro machines. If it was just about headphones then it doesn’t need to be there, we believe that wireless is a great solution for headphones. But many users have setups with studio monitors, amps, and other pro audio gear that do not have wireless solutions and need the 3.5mm jack.

Tutto qui? Connettori e design

Copyright Jason Snell/Macworld (2016). Eccoci arrivati (finalmente!) all’ultima parte dell’analisi dei MacBook Pro presentati a fine ottobre. Se le critiche espresse finora si sono focalizzate sulle caratteristiche generali dei nuovi portatili, sul processore e sui limiti della memoria RAM installata, tutti aspetti critici per tanti professionisti che hanno bisogno di macchine con caratteristiche hardware di avanguardia, questa è la volta di dire qualcosa sui connettori che collegano il MacBook Pro late 2016 con le periferiche esterne, un argomento che dovrebbe interessare (e in parte preoccupare) tutti (o quasi) gli utenti dei nuovi notebook Apple.

Tutto qui? Parliamo ancora di hardware

L’idea iniziale per questo secondo articolo dedicato all’hardware dei nuovi MacBook Pro era di concentrarsi sugli altri componenti della macchina – RAM, disco SSD, porte di interfaccia, scheda grafica, schermo LCD, touchpad – analizzandone gli aspetti positivi e le limitazioni. Ma non poteva funzionare: sarebbe venuto fuori un articolo noioso e poco comprensibile per la maggior parte dei lettori.

Tutto qui? I professionisti del Mac

La presentazione dei nuovi MacBook Pro ha suscitato opinioni fortemente contrastanti. Tanti utenti professionali (e io fra questi) sono rimasti fortemente delusi dalle caratteristiche delle nuove macchine, altri professionisti la pensano in modo diametralmente opposto e sono tanto soddisfatti dalle caratteristiche dei nuovi MacBook Pro da precipitarsi a comprarlo. Per farsi un’idea delle diverse opinioni basta leggere gli ultimi post su Quickloox, l’ottimo blog gestito dal mio amico Lucio “Lux” Bragagnolo.

Tutto qui? L'hardware

Non sono un fanatico delle caratteristiche tecniche e delle specifiche hardware nude e crude. E non da oggi, ma dai lontani anni ‘70-‘80, quando nel settore allora molto popolare dell’audio ad alta fedeltà, dei parametri tecnici significativi come la risposta in frequenza piatta fino a ben oltre l’udibile o la distorsione ai limiti delle capacità degli strumenti di misura, non si traducevano necessariamente in una migliore esperienza d’ascolto, perché quello che contava di più era l’equilibrio generale del sistema d’ascolto e l’interazione fra i suoi componenti.