Qualche mese fa ho scritto di Docs.com, un servizio di condivisione gratuita di documenti con qualche problema di privacy, dovuto però più alla ignavia dei suoi utilizzatori che a colpe reali di Microsoft.
Ora Microsoft decide di mettere in pensione Docs.com, sostituendolo con SlideShare, un’altra piattaforma di condivisione di documenti (originariamente solo presentazioni) acquisita tempo fa da Microsoft insieme a LinkedIn.
Dopo l’esperienza deludente dello scorso ottobre quando, dopo aver sperato che venisse presentato qualcosa di veramente nuovo e grandioso mi sono ritrovato con i nuovi insipidi Macbook Pro, questa volta preferisco astenermi da ogni previsione relativa all’hardware.
Ma questo è il WWDC, la conferenza mondiale degli sviluppatori, e il software la farà da padrone.
Quanti sono i brani musicali o gli album che hanno rappresentato un punto di svolta nella storia della musica? L’Arte della Fuga e il Clavicembalo ben Temperato di Bach, la Sagra della Primavera di Stravinskij, Ascension di John Coltrane, Bitches Brew di Miles Davis, tanto per citarne alcuni.
E poi c’è Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band dei Beatles, uscito esattamente 50 anni fa nell’Inghilterra gioiosa e progressiva degli anni ‘60, così magnificamente rappresentata da Michelangelo Antonioni in Blow-Up.
Non c’è solo il Macintosh. Il web è pieno di emulatori di tutti i tipi, con i quali si possono usare vecchie macchine e vecchi sistemi operativi direttamente nel browser, senza installare nulla sul proprio computer.
L’idea iniziale per questo post era quella di proporre un lista ragionata dei migliori emulatori online, ma poi ho deciso di lasciar perdere, ci sono già delle liste ben fatte ed è inutile ripetersi. La mia preferita è una lista molto dettagliata di emulatori in JavaScript, che è di sicuro il modo più moderno ed efficace (anche se magari non il più efficiente) per realizzare un emulatore online, oggi.
Più che un post questa è una vera e propria comunicazione di servizio.
Gli sviluppatori di HandBrake, quello che è probabilmente il miglior convertitore video per il Mac (e non solo), si sono accorti che uno dei loro server è stato compromesso e che le copie di HandBrake scaricate fra il 2 e il 6 maggio potrebbero contenere un cavallo di Troia (trojan horse), cioè un codice maligno capace ad esempio di intercettare quello che si scrive con la tastiera o, nei casi estremi, persino di prendere il controllo del Mac.
Nella puntata precedente abbiamo visto che da qualche settimana è disponibile un emulatore online del primo Macintosh, con il quale si possono provare parecchie applicazioni storiche per il Mac direttamente dal browser.
Le applicazioni presenti in questo momento sono 77, non tantissime, ma è probabile che aumentino con il tempo.
L’abbiamo letto e sentito (e magari anche detto) mille volte: per evitare che ci vengano carpite in modo fraudolento informazioni personali riservate – login e password di servizi importanti, dati della carta di credito, informazioni bancarie – è fondamentale controllare sempre che l’indirizzo (URL) del sito riportato nella barra degli indirizzi del browser sia quello legittimo.
Il retrocomputing – il recupero, il restauro e la conservazione di vecchi computer e del relativo software e documentazione, un tema a metà fra l’archeologia informatica e la semplice nostalgia (ma personalmente propendo per la prima alternativa) – è un argomento piuttosto caldo in questi ultimi giorni.
Ne ho parlato pochi giorni fa a proposito del sito Storie di Apple, che cerca di recuperare la storia, nota e semisconosciuta, dell’azienda di Cupertino.
Chi si ricorda di Doris Norton? Negli anni ‘80 usava l’Apple II per controllare tastiere e sintetizzatori, producendo dischi di musica elettronica che, ancorché datati, sono stati uno dei primi esempi di uso del personal computer nel mondo della musica (più o meno) commerciale.
Chi si ricorda del Jonathan Computer? Era un computer modulare ed aperto in grado di far girare software per i principali computer e sistemi operativi dell’epoca (nel mondo dei personal la differenza fra computer e sistema operativo era allora piuttosto confusa), Apple II, Macintosh, DOS e UNIX. Venne presentato ai dirigenti Apple un anno dopo l’uscita del Macintosh, ma fu tagliato senza pietà, perché ritenuto troppo avanzato e troppo pericoloso per le sorti dell’azienda (sarà un caso, ma a me ricorda parecchio il NeXT).
Molto interessante la conversazione riportata da TechCrunch con alcuni top manager Apple, Phil Schiller, responsabile del marketing, Craig Federighi, responsabile del software, e John Ternus, vice-responsabile dell’hardware. Tutte figure di altissimo livello nell’organigramma Apple, note a chiunque guardi i keynote delle presentazioni dei prodotti Apple.
Che cosa hanno detto i tre parlando con un gruppo ristretto di giornalisti? Più o meno tre cose: