E Fu La Notte è un brano quasi dimenticato di Fabrizio De Andrè, pubblicato sul lato B del suo primo 45 giri del 1961. Una voce stupenda e una deliziosa atmosfera anni ‘60.
Come promesso nei commenti al post della settimana scorsa, ecco una pagina vuota in cui chiunque potrà inserire commenti e link a brani musicali di qualunque genere, da ascoltare durante le vacanze di Playlist per Bora Bora.
Astenersi solo, per favore!, da giggidalessio e cloni.
Per rendere il tutto più visibile, cercherò di trascinare la pagina da una domenica all’altra, mantenendo tutti i commenti delle settimane precedenti (sempre ammesso che Wordpress mi consenta di farlo).
Il giorni più emozionante della mia vita. Una vita ancora breve in verità, avevo appena nove anni, e i miei mi permisero per la prima volta di rimanere alzato, a seguire la diretta TV dell’allunaggio dell’Apollo 11.
Non ho mai apprezzato particolarmente Neil Young da solo. Troppo intimista per i miei gusti, troppa voce e chitarra, con la musica ridotta quasi soltanto a un semplice accompagnamento in sottofondo. Tutta un’altra cosa nei Buffalo Springfield o in Crosby, Stills, Nash & Young, dove il suo stile un po’ lamentoso si fondeva mirabilmente con quello dei compagni, producendo un mix indimenticabile di voci e suoni.
Dopo più di nove anni di viaggio e quasi 5 miliardi di chilometri, la sonda New Horizons ha raggiunto Plutone, il pianeta (nano) più esterno del sistema solare, avvicinandosi fino ad appena 12.500 km (7.750 miglia) dalla sua superficie.
Le immagini relative non sono ancora arrivate, la più recente è stata scattata ieri a 768.000 chilometri di distanza. Anzi, la sonda impiegherà ancora 16 mesi prima inviare tutti i dati disponibili, prima di perdersi nello spazio interstellare.
Ricordo ancora perfettamente la prima volta che ho sentito i Cowboy Junkies: una sola canzone sentita per caso in un pomeriggio d’estate è bastata per far nascere una vera e propria passione per questo gruppo canadese dal nome un po’ assurdo.
Come scrivevo ieri, una rapida ricerca in rete dimostra che il mancato aggiornamento delle finestre del Finder è un problema ben noto, ed è presente in OS X almeno dai tempi di Mountain Lion!
Però, prima di aggiornare a OS X 10.10.4 non mi era mai successo e non avevo mai nemmeno letto nulla in proposito.
La settimana scorsa ho aggiornato i miei due iMac alla versione 10.10.4 di OS X e mi sono imbattuto in un baco del Finder che trovo piuttosto seccante: il Finder non aggiorna più immediatamente il contenuto delle cartelle!
L’aggiornamento automatico delle cartelle del Finder è stato introdotto (se non sbaglio) in OS X 10.6 ed è una di quelle funzioni apparentemente minori che, a mio modesto parere, contribuiscono a distinguere nettamente OS X da Windows.
Sono stato combattuto a lungo sulla scelta della canzone per questo post. Poi alla fine ho deciso di continuare con l’argomento cover e di parlare per una volta (ma non abituatevi!) di musica italiana.
Il magnetismo è uno dei principali fenomeni fisici. Ha permesso ai nostri antenati di orientarsi con la bussola ed oggi fa funzionare i motori elettrici e gli altoparlanti o consente ai medici di guardare all’interno del nostro corpo.
Ma l’applicazione più impensabile del magnetismo in cui mi sia mai imbattuto è mostrata in questo video su YouTube: usare due potenti magneti per distruggere con una forza di 300 chilogrammi un iWatch in oro 18 carati da undicimila euro.