nVALT 3.0, il ritorno dall'oltretomba

Oggi è Halloween. Per gli antichi Celti era Samhain, il capodanno che segnava il trapasso dall’estate luminosa all’inverno buio e la notte in cui le anime dei defunti tornavano a camminare sulla Terra. E a quanto pare non sono le sole a farlo: ogni tanto ad Halloween anche i programmi possono risorgere da quell’oltretomba a cui sembravano condannati per sempre.

È il caso di nvALT, fermo da molti anni alla versione 2.2 e che rischiava l’anno prossimo di non essere più compatibile con il successore di macOS 27 Golden Gate. A detta di Apple, infatti, la versione 28 di macOS rimuoverà il supporto per Rosetta 2 sui Mac Apple Silicon, impedendo così di utilizzare le applicazioni compilate solo per i per i Mac con processori Intel.

Sul mio Macbook Air M1 con Golden Gate ho tre applicazioni installate che diventeranno presto incompatibili: non mi importa molto di QGIS che uso pochissimo e che probabilmente è già stato aggiornato, Abscissa è orami solo un (bel) ricordo, ma nvALT lo uso tutti i giorni e sarebbe un vero guaio doverlo perdere.

Per fortuna però Brett Terpstra, lo sviluppatore che sta dietro a nvALT ma anche a Marked e a decine di altre applicazioni utilissime per macOS, ha deciso di riprendere in mano il programma per modernizzarne il codice e renderlo compatibile con i Mac con processori Apple Silicon.

Il risultato è nvALT 3.0, che lo stesso Brett Terpstra definisce come un vero e proprio ritorno dall’oltretomba.

Nota importante. A causa dei profondi cambiamenti apportati al programma, non è possibile aggiornare la versione 2 direttamente alla nuova versione 3.

Quest’volta serve un minimo di lavoro manuale: scaricate il file .zip più recente dalla pagina ufficiale del programma, scompattatelo e sostituite la vecchia applicazione con quella nuova. Una volta completato questo passaggio, l’applicazione tornerà ad aggiornarsi da sola, come siamo abituati a fare con moltissime altre applicazioni per macOS.

Inutile dire che nvALT 3 funziona perfettamente e ci regala parecchi miglioramenti rispetto alla versione precedente. Tranne l’icona che, per soddisfare la gabbia dello squircle introdotta con Tahoe, ha perso molta della sua originalità (inutile dire qual’è l’icona originale e quale quella ingabbiata). Peccato!