Fra i tanti servizi cloud a cui mi sono iscritto negli ultimi anni c’è JustCloud, una piattaforma per il backup e la condivisone dei file analoga a Dropbox, Google Drive, iCloud, OneDrive, Box, per citare solo le più famose.
Francamente non ricordo perché abbia deciso di registrarmi anche a JustCloud, ma ricordo benissimo di non aver trovato nel servizio nulla di tanto significativo da farmelo preferire agli altri.
Nel post precedente ho descritto la mia esperienza con il Kobo Glo HD e come questo lettore di eBook si sia rivelato tanto insoddisfacente da spingermi a restituire il prodotto (che nel frattempo mi è stato rimborsato).
Questo episodio mi fornisce lo spunto per domandarmi (e domandarvi) se è ragionevole pensare, oggi, di sostituire la lettura su carta con quella sullo schermo di un tablet, di un computer o, magari, di un lettore dedicato.
Il mio primo (e finora unico) lettore di eBook è stato un Kindle 4, il modello senza retroilluminazione disponibile alcuni anni fa.
L’ho usato per alcuni mesi, poi l’ho dato via. Non mi piaceva dover usare i tasti fisici per cambiare pagina e soprattutto mi mancava la possibilità di leggere al buio. Ho provato anche un paio di lampade da lettura a clip, ma la precarietà e la scomodità dell’accrocchio mi faceva passare la voglia di leggere.
Non soffro particolarmente della sindrome della pagina bianca, ma sono anche consapevole che le cose migliori mi vengono fuori quando ho l’ispirazione e scrivo di getto.
Non a caso scrivo ancora spesso a mano. Mi piace la sensazione della penna che scorre veloce sul foglio, seguendo al meglio il filo del pensiero. Anche se vengono fuori geroglifici quasi incomprensibili, riesco (quasi sempre) a decifrarli e a tradurli in un testo decente.
Oggi il blog festeggia il secondo compleanno. Sono riuscito a ricordarmene, anche se purtroppo negli ultimi mesi ho avuto veramente poco tempo da dedicarvi.
Mi fa molto piacere che quest’anno il numero degli accessi sia raddoppiato rispetto al 2014 e che si mantenga abbastanza costante nel corso delle settimane e dei mesi. Significa che gli articoli durano nel tempo e vengono letti anche dopo parecchi mesi dalla pubblicazione.
Non trovo le parole per descrivere al meglio questo sito (e la tecnologia che c’è dietro).
Le animazioni sono realistiche, lo scroll velocissimo e naturale, tutto succede nel browser senza pause o impuntature. Perfino la musica, anche se ripetitiva, è affascinante.
Altro che Flash, qui si dimostra al meglio la potenza e la flessibilità dell’HTML5. Questo è il futuro.
Ho scaricato da un po’ il demo, senza avere mai il tempo di provarlo a fondo come merita.
Però l’idea mi sembra molto interessante. Quiver è un blocco di appunti specifico per i programmatori (e non solo), in cui poter mescolare liberamente testo scritto in Markdown e in LaTeX, codice sorgente, immagini, diagrammi e link.
Oggi è il Venerdì Nero, il giorno che negli USA apre tradizionalmente la stagione degli acquisti natalizi. La rete ha diffuso in tutto il mondo quella che era una tradizione prettamente americana e le offerte speciali fioccano.
Anzi, sono così numerose che non si sa cosa scegliere.
Finora non mi sono fatto sfuggire Pixelmator per iOS a 1.99 euro e M3 Data Recovery e Commander One Pro per OS X al prezzo di un caffé.1
Come tanti ricevo ogni giorno una o più email che mi propongono di visitare questo o quel sito. Non è sempre tempo perso, spesso si trovano delle vere e proprie gemme.
Altre volte però scopro siti o applicazioni la cui utilità è perlomeno dubbia.
img2css La palma del programma più inutile degli ultimi mesi vorrei assegnarla a img2css, una applicazione web scritta in JavaScript che converte una immagine bitmap (in formato png, jpg o simili) in un file CSS, che può qundi essere inserito direttamente in una pagina web.
Michaelangelo è uno dei gruppi più ingiustamente misconosciuti della storia della musica rock. Hanno prodotto un solo disco e poi sono scomparsi, schiacciati dallo show business e da ripicche assurde fra produttori e agenti.