Questo articolo non vuole essere una guida dettagliata alla installazione e configurazione di Jekyll; per quello ci sono le ottime guide riportate più sotto.1
L’articolo è invece una raccolta commentata delle note che ho preso mentre sviluppavo melabit.com/posts/it, e sono il risultato di giorni e giorni di prove ed errori, di cambi di direzione, di letture alla ricerca del comando giusto. A me le note servivano per ricordare quello che avevo fatto e come avevo risolto i problemi che si presentavano di volta in volta. A voi potrebbero essere utili per fare tutto più in fretta e senza intoppi.
– Immagine generata dall’IA di Microsoft Designer.
Negli ultimi mesi ho scritto ben quattro articoli sui bachi di macOS Sonoma (la lista completa si trova alla fine di questo articolo), perché mi sembrava incredibile che questa versione di macOS fosse stata pubblicata con dei bachi così evidenti nel Finder e nella gestione del disco .
– Fonte: Jametlene Reskp su Unsplash.
Come dicevo nell’ultimo post, lasciare la comfort zone di Wordpress non è stato per niente facile.
Fra doversi preoccupare solo di scrivere qualcosa di interessante, con tutto il resto gestito da una squadra di amministratori di sistema ed esperti di programmazione web, a dover fare tutto da solo c’è un abisso.
– Immagine generata dall’IA di Microsoft Designer.
Undici anni fa, quando ho iniziato a scrivere in questo spazio personale, non avrei mai pensato di rimanere per tutto questo tempo su WordPress.com, una piattaforma di blogging comoda ed affidabile, che però è sempre stata poco adatta al mio modo di lavorare. Con il tempo ho imparato a convivere con questi limiti, ma l’idea di cambiare non mi ha mai abbandonato.
– Immagine generata da Flux Image AI.
Negli ultimi tempi il blog è rimasto fermo ma, dietro le quinte, il lavoro è stato intenso e si concretizzerà nei primi giorni del nuovo anno.
Stay tuned! Nel frattempo godetevi i festeggiamenti di fine anno, sperando che il 2025 sia un anno pieno di scoperte, crescita e felicità.
– Fonte: Apple Support.
Quando si sperimenta può succedere che qualcosa vada storto. Ed è proprio quello che è capitato a me quando, dopo una installazione andata male di macOS, è comparso questo grande punto interrogativo con l’invito perentorio a visitare la pagina dedicata al ripristino dello stato del Mac.
– Immagine generata dall’IA di Microsoft Designer.
I bachi di Sonoma non mancano mai di sorprendere, e qui descrivo un baco fresco fresco, che per fortuna è stato corretto in Sequoia.
Prendete un MacBook Air o Pro nuovo, dove avete appena installato Sonoma, oppure un MacBook dove prima di installare Sonoma avete cancellato il disco di avvio (quello che succede aggiornando semplicemente da una versione precedente potrebbe essere diverso).
Non sono il tipo che rimpiange i “bei vecchi tempi” che poi, in verità, tanto belli non erano, anzi. La vita media era vent’anni più breve di oggi, la mortalità infantile molto alta e chi riusciva a crescere invecchiava più in fretta, tanto che a cinquant’anni sembrava già anziano. Il cibo era più genuino ma scarseggiava, altro che carne e pesce tutto l’anno, in alcune zone d’Italia la dieta invernale si riduceva a polenta e poco più. Le case erano fredde in inverno, mentre d’estate le auto diventavano forni. E potrei continuare.
– Immagine generata dall’IA di Microsoft Designer.
“Devi dare una occhiata al phon, il filo è rotto” mi dice mia moglie. Penso alla solita guaina danneggiata vicino al passacavo: un’ ottima occasione per provare la confezione di simil-Sugro che non ho ancora aperto, sperando di aver preso proprio quella nera.
Rimango sempre frastornato quando sento espressioni inglesi usare a capocchia in ambito aziendale, tanto per sentirsi alla moda o più intelligenti (magari fosse così!).
Dal mitico smart working invece di lavoro da remoto o lavoro da casa usato dai veri inglesi e americani,1 a location, briefing, trend, target, brand, performance, challenge, senza dimenticare la numero uno, la mia preferita in assoluto, team building.