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Quando iCloud non va...

Quando iCloud non va...

– Fonte: Polina Kuzovkova su Unsplash. Per chi usa il Mac, iCloud è lo strumento più semplice e naturale per sincronizzare i propri file con computer diversi (sì, anche se usano Windows o Linux) o con l’iPhone e l’iPad. Costa un pelo più dei concorrenti ma è studiato specificatamente per i prodotti Apple, funziona bene ed è veloce a sufficienza, non mi pare che ci sia partita.
Sonoma: c'è del buono

Sonoma: c'è del buono

– Immagine generata dall’IA di Microsoft Designer. Sonoma è ancora acerbo e con un discreto numero di bachi, ma per fortuna anche qui c’è del buono. Per quanto mi riguarda, mi piace che Condivisione Schermo (Screen Sharing) abbia preso finalmente piena cittadinanza sul Mac, prendendo posto nella cartella Utility delle Applicazioni del Mac, invece che essere relegato in /System/Library/CoreServices/Applications, come è stato finora.
Apple abbiamo altri problemi: uno sguardo ai bachi d'epoca di macOS

Apple abbiamo altri problemi: uno sguardo ai bachi d'epoca di macOS

– Immagine generata dall’IA di Microsoft Designer. Nell’ultimo post ho descritto alcuni bachi freschissimi presenti in Sonoma, la versione più recente di macOS. I bachi riportati qui, invece, si trascinano da svariate versioni di macOS e sembra che Apple non abbia nessuna voglia di sistemarli o che non li consideri dei veri e propri bachi. Questi problemi però, a differenza di altri report, non si verificano in condizioni estreme o dopo aver aperto un dazillione di file ma in normalissime condizioni d’uso, e quindi mi pare ancora più strano che non siano mai stati risolti.
Apple abbiamo un problema: uno sguardo ai bachi di macOS Sonoma

Apple abbiamo un problema: uno sguardo ai bachi di macOS Sonoma

– Immagine generata dall’IA di Microsoft Designer. Uso il Mac per lavorare e quindi sono sempre restio ad aggiornare macOS troppo velocemente. In genere preferisco aspettare che la versione corrente maturi e qualche volta la salto completamente, magari perché ho letto un report particolarmente negativi o perché non mi ha convinto dopo averla usata su qualche computer di amici o colleghi (l’ho fatto ad esempio con Sierra, con Catalina e con Ventura).1
Mac Studio!

Mac Studio!

Ed ecco il Mac Studio. Ho dovuto fare una lunga trafila burocratica per averlo, ma alla fine ce l’ho fatta ed ora è qui davanti a me. La prima cosa che si nota è che la scatola è pesante, molto pesante. Le specifiche dicono che il Mac Studio è grande e pesa più o meno quanto tre Mac Mini messi uno sull’altro (19.7 x 19.7 x 9.5 cm^3 e 3.6 kg per il Mac Studio contro 19.7 x 19.7 x 3.6 cm^3 e 1.2 kg per il Mac Mini). Io non ho mai preso in mano tre Mac Mini insieme, ma in ogni caso la scatola dà una bella impressione di solidità, che per un oggetto costoso come questo è una cosa più che positiva.
Ridare una nuova vita al vecchio Mac con OpenCore Legacy Patcher (terza parte)

Ridare una nuova vita al vecchio Mac con OpenCore Legacy Patcher (terza parte)

Dopo due lunghissimi articoli su OpenCore Legacy Patcher (prima parte e seconda parte), ha senso destinarne un terzo ad una linkografia1 ragionata di pagine web e di video dedicati a questo software? Secondo me sì (altrimenti non stareste leggendo l’articolo proprio in questo momento), perché OpenCore Legacy Patcher (come sempre, da ora in poi userò l’acronimo OCLP) è un software complesso e non è possibile coprire tutti i casi di uso in due articoli, pur se molto corposi.
Ridare una nuova vita al vecchio Mac con OpenCore Legacy Patcher (seconda parte)

Ridare una nuova vita al vecchio Mac con OpenCore Legacy Patcher (seconda parte)

Ed eccoci arrivati alla seconda parte di questo lunghissimo articolo su OpenCore Legacy Patcher. Nella prima parte ho presentato il programma, che può ridare smalto ad un vecchio Mac permettendogli di far girare versioni recenti di macOS, e ho spiegato come installare su una chiavetta USB sia OpenCore Legacy Patcher (da ora in poi OCLP) che il programma di installazione di macOS, da scegliere fra Big Sur, Monterey, Ventura e Sonoma.
Ridare una nuova vita al vecchio Mac con OpenCore Legacy Patcher (prima parte)

Ridare una nuova vita al vecchio Mac con OpenCore Legacy Patcher (prima parte)

Volevo parlare da parecchio tempo di OpenCore Legacy Patcher, ma sono sempre stato frenato dal fatto che, pur essendo uno strumento ben fatto e affidabile, era chiaramente destinato al pubblico degli utenti avanzati di macOS e non certo all’utente comune del Mac. Ma la versione 0.6.6, rilasciata alla vigilia dell’ultimo WWDC ha cambiato di colpo lo scenario, rendendo il programma usabile praticamente da chiunque. In estate gli sviluppatori hanno accelerato decisamente il passo, per cui ad ottobre abbiamo avuto la versione 1.0, pronta per Sonoma e per il grande pubblico, seguita poco dopo dalla versione 1.1, e in questo momento siamo già alla versione 1.2.1 (mi correggo, nel frattempo siamo passati alla versione 1.3.0).
Un Pixel Fold per un iPhone?

Un Pixel Fold per un iPhone?

– Fonte: Alex Padurariu su Unsplash. Giorni fa Warren Buffett ha scioccato il mondo tecnologico filo-Android affermando che, Se sei un utente Apple e qualcuno ti offre 10.000 dollari, ma l’unica condizione è che ti toglieranno l’iPhone e non potrai più comprarne un altro, non accetterai. e aggiungendo che la stessa cosa non potrebbe mai accadere con altri prodotti, ad esempio nessuno si sognerebbe di rifiutare 10.000 dollari in cambio della promessa di non comprare mai più una data marca di auto, non importa che sia Ford, Fiat o BMW.
iMac G3 venticinque anni dopo

iMac G3 venticinque anni dopo

Nel 1998 Apple era un’azienda decotta e vicina al fallimento. Ma poi, esattamente 25 anni fa oggi, arrivò “lui”, l’iMac G3 traslucido Bondi Blue, un computer che rompeva tutti gli schemi dei computer tradizionali e che segnò l’inizio della risurrezione dell’azienda. Non c’è dubbio, l’iPod e l’iPhone hanno reso Apple l’azienda globale che è oggi, ma senza l’iMac G3 probabilmente non saremmo nemmeno qui a parlarne.