Tante parole

Ogni volta che scrivo un post per questo blog mi sforzo di esporre l’argomento trattato nel modo più chiaro possibile e di presupporre che chi legge non sappia nulla, o quasi, dell’argomento trattato. L’aspetto negativo di questo atteggiamento è che mi obbliga a ripetere continuamente il significato di alcuni termini fondamentali, correndo il rischio di far perdere il filo del discorso a chi conosce già il significato di questi concetti e appesantendo il tono generale del post.

Pino

Potevi aspettare ancora un po’ prima di andare a trovare il tuo amico Massimo. Ci mancherai.

And the winner is...

Riassunto delle puntate precedenti. Wordpress.com è un’ottima piattaforma di blogging, ed ha il grosso vantaggio di liberare l’utente da tutte le preoccupazioni riguardanti la manutenzione del proprio blog. Non è però una piattaforma che si adatta bene al mio modo di lavorare, e ne ho già scritto diffusamente alcuni mesi fa. Però cosa scegliere fra le varie tipologie disponibili: wiki o CMS o piattaforme di blog, siti statici o siti dinamici? Per vari motivi mi sono orientato verso un generatore di siti statici, un programma che prende una serie di file di testo, di immagini e di documenti e li converte in un sito web completo secondo un tema grafico predefinito. In rete ci sono letteralmente decine e decine di generatori di siti statici ed il loro numero cresce molto rapidamente: erano 289 all’inizio di agosto, oggi sono ben 388! Come orientarsi in questo marasma? Basandomi su una lista di caratteristiche irrinunciabili (almeno per me), ne ho provati e scartati parecchi, buon ultimo Hugo, promettente ma rivelatosi alla fine piuttosto immaturo.

Hugo, la prova

Massimiliano vene scostumato. Cioè… niente, lo so… È proprio il nome che è scostumato. Perché Massimiliano… Per esempio, questo ragazzo sta vicino alla mamma… questo ragazzo si muove per andare a qualche parte? La mamma prima di chiamare Mas-si-mi-lia-no, il ragazzo già chissà dove è andato, chissà cosa sta facendo! Non ubbidisce, perche è troppo lungo! Invece Ugo, quello come sta vicino alla mamma e sta per muoversi: Ugo! Il ragazzo non ha nemmeno il tempo di fare un passo. Ugo!, e deve tornare per forza, perche lo sente, il nome. – Massimo Troisi, Ricomincio da tre (1981)

Un anno, cento post

Questo blog spegne oggi la sua prima candelina virtuale con il centesimo post. Una coincidenza non casuale ma niente affatto pianificata.1 Un anno fa non avrei mai potuto pensare di riuscire a scrivere tanto. È stata una bella fatica, ma allo stesso tempo una sfida divertente. Che ha messo a dura, durissima, prova la mia capacità di spiegare qualcosa in modo comprensibile. Spero qualche volta di esserci riuscito.

Setacciare a blocchi

L’algoritmo del Crivello di Eratostene è stato implementato in almeno 103 linguaggi diversi, alcuni decisamente curiosi o esoterici. Chi ha mai sentito parlare di AutoIt, Bracmat, M4, Nimrod o zkl? Manca una implementazione in Blockly, un linguaggio di generazione di codice visuale a blocchi. Blockly è stato sviluppato da Google e deriva da Scratch, StarLogo TNG e SNAP!, linguaggi di programmazione didattici rivolti soprattutto ai programmatori più giovani, e anche da AppInventor, un linguaggio più avanzato con cui si possono sviluppare applicazioni per Android.

Setacciare numeri con il serpente (parte 2)

Caught me crawlin’, baby, Crawlin’ ‘round your door, Seein’ everything I want, I’m gonna crawl on your floor. – The Doors, Crawlin’ King Snake. Nel post di qualche mese fa, Setacciare numeri con il serpente, avevo preso lo spunto da un semplice programma che calcolava i numeri primi mediante il famoso Crivello di Eratostene, traducendo il programma dal BASIC originale in Python, che considero il linguaggio di programmazione più interessante, oggi.

Microsoft Office 2011 e OS X Yosemite: un matrimonio complicato

L’altro ieri sono riuscito finalmente ad avere un po’ di tempo per iniziare a lavorare sul mio nuovo iMac da 21", rimasto per più di quindici giorni ben nascosto sotto la mia scrivania. Una bella bestia, 16 GB di RAM, disco SSD da 512 GB, processore i7, insomma quasi Mac Pro (per il quale purtroppo non c’erano abbastanza soldi). Aspetto con ansia di iniziare a farci qualche simulazione, voglio proprio vedere la differenza di prestazioni con il MacBook Pro 2011 che uso attualmente (e che sta veramente mostrando la corda).

Venerdì (anzi sabato) nero

Lo so che il venerdì nero americano è ormai finito da un pezzo, ma vorrei comunque segnalare che Pixelmator 3.3 si trova ancora in offerta sull’App Store a soli 13.99 euro. A questo prezzo è un grave errore farselo sfuggire. Già la versione 1 di Pixelmator 1 che ho usato finora copriva (più che) abbondantemente le mie necessità di ritocco di immagini, sono veramente curioso di provare le novità e le migliorie della versione attuale.