Sono stato a lungo tentato di scegliere per il post di apertura di questa serie proprio Riders on the Storm, il brano finale di L.A. Woman, l’ultimo disco dei Doors al completo. Poi Echoes ha prevalso di un soffio.
KOoLiNuS, uno dei più attenti lettori di questo blog, mi ha suggerito di dare una occhiata a Grav, un moderno generatore di siti web statici,
follemente veloce, ridicolmente facile e favolosamente potente L’ho provato per qualche giorno, con la prospettiva di verificare se potesse essere una alternativa a Jekyll, il generatore di siti web statici che ho deciso da tempo di usare per questo blog al posto di Wordpress (non chiedetemi però quando avverrà).
Ogni tanto, un po’ oziosamente a dire il vero, mi pongo la domanda “Ma se domani, chissà perché, dovessi partire per la Luna, che musica mi porterei dietro?”
Da quasi un mese Packt sta offrendo ogni giorno gratis solo robetta quasi inutile. Non valeva nemmeno la pena menzionare la cosa in questo blog.
Oggi però Packt si riscatta con una vera prelibatezza, l’ebook Learning RStudio for R Statistical Computing di Mark van der Loo e Edwin de Jonge, che normalmente costa 17 euro, nemmeno tanto.
1 Douar significa “una terra” in bretone ma allo stesso tempo “un villaggio” in arabo. Tutto l’album – e questo brano in particolare cantato a due voci da Alan Stivell e Youssou N’Dour – è un bellissimo esempio di contaminazione e di incontro fra culture diverse, con la consapevolezza che
Chi meglio di Adobe può mettere alla prova la nostre capacità grafiche?
Provate a distingure le immagini vere da quelle aggiustate con Photoshop1, rispondendo alle venticinque domande del sito Real or Photoshop.
Come si può vedere, io faccio schifo: solo 10 risposte giuste su venticinque. Peggio di così… E secondo loro dovrei pure condividere il risultato su Facebook o Twitter?
Vorrei segnalare questo post particolarmente interessante sulla storia del primo articolo sulla neonata Apple Computer Company, pubblicato all’inizio del 1977 sul secondo numero di Kilobaud, la rivista che divenne rapidamente la principale concorrente di BYTE, la più famosa rivista in assoluto dedicata ai computer personali.
L’articolo parla dell’Apple 1 ed è una lettura interessantissima per chi, come me, è appassionato di storia e tecnologia dei computer.
Ho letto negli ultimi giorni un post molto interessante, Lessons Learned in Software Development, che elenca una serie di regole utili per chi sviluppa software. Le regole sono molto generiche e sono adatte sia ai professionisti che agli sviluppatori più o meno occasionali.
Alcune regole mi piacciono in modo particolare, forse perché collimano perfettamente con la mia esperienza personale.
Fra i vari Apple-gate (veri e presunti) degli ultimi anni, questo è decisamente il più divertente.
Speriamo che J-Ax non l’abbia già ordinato… ;)
A volte bisogna saper ammettere i propri errori. Questa è una di quelle volte.
Nel mio post su launchd di qualche mese fa non avevo nascosto il mio scetticismo per una soluzione molto lontana dai canoni di Unix e troppo complicata per essere usata al posto di cron, il programma che nei sistemi operativi derivati da Unix è incaricato di eseguire periodicamente dei comandi o degli interi script in modo automatico.