Software

Homebrew: i comandi principali

Dopo una introduzione generale ad Homebrew ed ai suoi concorrenti e dopo aver visto come installare (e disinstallare) Homebrew, è arrivata finalmente l’ora di imparare ad usarlo. Homebrew si utilizza dalla linea di comando tramite il comando brew. Data la sua semplicità e per il target di utenti a cui è dedicato, non dispone di una interfaccia grafica, che sottrarrebbe solo risorse allo sviluppo del sistema di base. Del resto non ce n’è bisogno, i pochi comandi di Homebrew sono abbastanza facili e coerenti da essere imparati senza troppi problemi.

Scrivener in offerta

Scrivener 2, una via di mezzo fra un sofisticato gestore di note e di documentazione e un word processor, è in offerta per ancora alcuni giorni su MacUpdate. Ho usato a lungo la prima versione di Scrivener, sostituendola negli ultimi anni con MacJournal e DEVONThink Pro, entrambi acquistati in offerta. Ma alcune funzioni di Scrivener, fra tutte la possibilità di esportare i documenti non solo nei formati più comuni come rtf e l’onnipresente doc, ma anche in formati molto più interessanti come LaTeX e Markdown, lo rendono per me potenzialmente superiore agli altri due prodotti.

Homebrew: installazione e disinstallazione

Nel post precedente abbiamo fatto la conoscenza con Homebrew, uno dei sistemi di gestione dei pacchetti software open source di derivazione Unix/Linux sviluppati per OS X. Dopo la lunga introduzione al sistema con i suoi pro e contro è ora di sporcarsi le mani imparando ad installare (e, non si sa mai, a disinstallare) Homebrew.

Homebrew: software per il Mac fatto in casa

Homebrew è un sistema di gestione dei pacchetti (package) che semplifica l’installazione su OS X del software open source di derivazione Unix/Linux. Homebrew si autodefinisce “The missing package manager for OS X” (Il gestore di pacchetti per OS X che mancava), una definizione un po’ sfrontata – in particolare nelle prime fasi dello sviluppo alcuni anni fa – ma ormai non troppo lontana dalla realtà.

Nostalgia canaglia

Il supporto a Windows XP è appena terminato e già inizia l’operazione nostalgia. Chi vuole crogiolarsi nel ricordo del sistema operativo più longevo della storia – forse perché dopo quello Microsoft non è riuscita a mettere assieme nulla di decente – può godersi il video introduttivo a Windows XP. Non è affatto male, un tema new-age con echi di pop-jazz alla David Sanborn e un retrogusto del Phun Theme di Emil Enerfeldt.

Un disco SSD per un iMac G5: il sistema operativo

Nei giorni scorsi ho descritto l’aggiornamento di un iMac G5 con un disco SSD esaminando gli aspetti legati all’hardware. Ma come funziona l’iMac G5 dopo la cura? Le prestazioni generali dell’iMac migliorano con l’uso di un disco a stato solido o il vero collo di bottiglia è l’architettura hardware ormai datata? Che sistema operativo scegliere e quale software ci può girare sopra, oggi?

Office per iPad: un nuovo fiasco per Microsoft?

Dalle notizie che circolano in rete sembra che il tanto atteso(?) Office per iPad sarà presentato domani, 27 marzo, e richiederà probabilmente un abbonamento al servizio Microsoft Office 365. Se confermata, la notizia significherebbe che la Microsoft ha preso atto del fatto che l’iPad è lo standard di fatto nel mercato dei tablet con cui fare i conti, in particolare nell’ambito professionale a cui si rivolge Office.

Una macchina virtuale gratis

kOoLiNuS (che è bravissimo a riuscire a gestire, oltre al suo blog personale, anche un blog su Tevac Network ed un terzo anglofono su Wordpress.com) mi ha segnalato molto gentilmente che Koding.com sta offrendo una macchina virtuale gratis [1], con ben 3 GB di spazio su disco e accesso ssh.

Sottoscrivo

Non potrei aggiungere nulla di più a quanto scritto da Marco Coïsson in Life on iPad – Quello che manca sui limiti dell’iPad come piattaforma di lavoro. So bene che i suoi interessi professionali (e i miei) sono lontanissimi da quelli dell’utente normale (a quanti potrebbe interessare un datalogger sull’iPad?), ma resta il fatto che il mancato accesso al filesystem è una delle più gravi limitazioni di iOS.

Un dominio personale

Dopo solo due mesi dalla nascita di questo blog i limiti di Wordpress.com sono diventati evidenti, tanto da spingermi ad acquistare (tecnicamente affittare) il dominio melabit.com/posts/it in modo da poter effettuare una transizione su una piattaforma più flessibile. Devo ammettere che nel complesso Wordpress.com non è affatto male. L’interfaccia di gestione del blog è un po’ pesante, è vero, ma comunque è molto migliorata negli ultimi anni. Anche la configurazione del blog è sufficientemente flessibile, soprattutto se teniamo conto che le funzionalità principali della piattaforma sono totalmente gratuite.