Hardware

Dieci anni di iPhone

Non mi piacciono particolarmente le celebrazioni, ma per oggi faccio una eccezione doverosa. Perché il 9 gennaio di dieci anni fa Steve Jobs presentò il primo iPhone, il telefono che avrebbe reinventato il concetto stesso di telefono intelligente, rendendo finalmente praticabile portare con sé un vero e proprio computer con cui essere sempre connessi con il resto del mondo.

Tutto qui? Conclusioni e bibliografia (quasi) ragionata

Eccoci finalmente alla conclusione delle lunga serie di articoli sui MacBook Pro late 2016. Nel corso della serie ho discusso delle caratteristiche generali dei nuovi portatili, del processore, dei limiti della memoria RAM installata, della necessità di usare molteplici adattatori per interfacciarsi con il mondo esterno e di dettagli relativi soprattutto al disco SSD e al touch ID, tutti aspetti piuttosto importanti per tanti professionisti avanzati interessati ad usare i nuovi portatili Apple.

Tutto qui? Dimenticavo...

Qualche ulteriore commento sparso su dettagli che ho dimenticato di inserire negli articoli degli ultimi giorni. S/PDIF Phil Schiller afferma che, a differenza dell’iPhone 7, i MacBook Pro late 2016 conservano il jack analogico perché “sono macchine professionali che hanno bisogno di una connessione fisica ai dispositivi audio professionali attraverso il jack audio.” These are pro machines. If it was just about headphones then it doesn’t need to be there, we believe that wireless is a great solution for headphones. But many users have setups with studio monitors, amps, and other pro audio gear that do not have wireless solutions and need the 3.5mm jack.

Tutto qui? Connettori e design

Copyright Jason Snell/Macworld (2016). Eccoci arrivati (finalmente!) all’ultima parte dell’analisi dei MacBook Pro presentati a fine ottobre. Se le critiche espresse finora si sono focalizzate sulle caratteristiche generali dei nuovi portatili, sul processore e sui limiti della memoria RAM installata, tutti aspetti critici per tanti professionisti che hanno bisogno di macchine con caratteristiche hardware di avanguardia, questa è la volta di dire qualcosa sui connettori che collegano il MacBook Pro late 2016 con le periferiche esterne, un argomento che dovrebbe interessare (e in parte preoccupare) tutti (o quasi) gli utenti dei nuovi notebook Apple.

Tutto qui? Parliamo ancora di hardware

L’idea iniziale per questo secondo articolo dedicato all’hardware dei nuovi MacBook Pro era di concentrarsi sugli altri componenti della macchina – RAM, disco SSD, porte di interfaccia, scheda grafica, schermo LCD, touchpad – analizzandone gli aspetti positivi e le limitazioni. Ma non poteva funzionare: sarebbe venuto fuori un articolo noioso e poco comprensibile per la maggior parte dei lettori.

Tutto qui? I professionisti del Mac

La presentazione dei nuovi MacBook Pro ha suscitato opinioni fortemente contrastanti. Tanti utenti professionali (e io fra questi) sono rimasti fortemente delusi dalle caratteristiche delle nuove macchine, altri professionisti la pensano in modo diametralmente opposto e sono tanto soddisfatti dalle caratteristiche dei nuovi MacBook Pro da precipitarsi a comprarlo. Per farsi un’idea delle diverse opinioni basta leggere gli ultimi post su Quickloox, l’ottimo blog gestito dal mio amico Lucio “Lux” Bragagnolo.

Tutto qui? L'hardware

Non sono un fanatico delle caratteristiche tecniche e delle specifiche hardware nude e crude. E non da oggi, ma dai lontani anni ‘70-‘80, quando nel settore allora molto popolare dell’audio ad alta fedeltà, dei parametri tecnici significativi come la risposta in frequenza piatta fino a ben oltre l’udibile o la distorsione ai limiti delle capacità degli strumenti di misura, non si traducevano necessariamente in una migliore esperienza d’ascolto, perché quello che contava di più era l’equilibrio generale del sistema d’ascolto e l’interazione fra i suoi componenti.

Tutto qui?

Giovedì scorso, a causa di un viaggio di lavoro (seguito da una cena sociale), non ho potuto seguire la presentazione dei nuovi MacBook Pro, e per una volta la cosa non mi è dispiaciuta più di tanto. Non per quello che Apple non ha presentato – il mio post sull’evento descriveva quello che io avrei voluto che Apple presentasse, ma non mi aspettavo di certo che lo facesse sul serio – ma per quello che è successo veramente: come previsto dai vari rumors, Apple ha presentato i nuovi MacBook Pro con barretta sensibile al tocco e ha dismesso gli Air, o meglio ha dismesso per ora il solo Air da 11 pollici. Dimenticavo, ha anche migliorato l’esperienza d’uso di tvOS e ha definitivamente mandato in pensione MagSafe.

Hello... again!

Ormai ci siamo, fra due giorni Apple presenterà i nuovi Mac nel corso di un evento intitolato molto significativamente “hello again”. L’attesa dura ormai da troppo tempo, forse a causa della necessità di aspettare la piena disponibilità di Kaby Lake, l’ultima generazione di processori Intel presentata ufficialmente solo a fine agosto, meno di due mesi fa.

Due pesi e due misure

Google ha annunciato un telefono (l’ha già fatto diverse volte, ma poiché sembra che gli opinionisti abbiano ricevuto una botta collettiva sulla testa, nessuno sembra ricordarsene), un hub WiFi (Apple ne fa già uno), un visore VR (praticamente un telecomando e un paio di occhiali per metterci il Pixel) e un assistente intelligente per la casa simile all’Echo (di Amazon).