Ma lo Shuttle Columbia si poteva salvare?

Pocket mi ha inviato ieri il link a questo articolo sul disastro dello Space Shuttle Columbia del 2003, pubblicato da poco su Ars Technica: L’audace piano di salvataggio che avrebbe potuto salvare lo Shuttle Columbia. Una lettura interessantissima e l’inglese mi sembra abbastanza scorrevole da non essere un problema insormontabile.

Una macchina virtuale gratis

kOoLiNuS (che è bravissimo a riuscire a gestire, oltre al suo blog personale, anche un blog su Tevac Network ed un terzo anglofono su Wordpress.com) mi ha segnalato molto gentilmente che Koding.com sta offrendo una macchina virtuale gratis [1], con ben 3 GB di spazio su disco e accesso ssh.

Sottoscrivo

Non potrei aggiungere nulla di più a quanto scritto da Marco Coïsson in Life on iPad – Quello che manca sui limiti dell’iPad come piattaforma di lavoro. So bene che i suoi interessi professionali (e i miei) sono lontanissimi da quelli dell’utente normale (a quanti potrebbe interessare un datalogger sull’iPad?), ma resta il fatto che il mancato accesso al filesystem è una delle più gravi limitazioni di iOS.

Un dominio personale

Dopo solo due mesi dalla nascita di questo blog i limiti di Wordpress.com sono diventati evidenti, tanto da spingermi ad acquistare (tecnicamente affittare) il dominio melabit.com/posts/it in modo da poter effettuare una transizione su una piattaforma più flessibile. Devo ammettere che nel complesso Wordpress.com non è affatto male. L’interfaccia di gestione del blog è un po’ pesante, è vero, ma comunque è molto migliorata negli ultimi anni. Anche la configurazione del blog è sufficientemente flessibile, soprattutto se teniamo conto che le funzionalità principali della piattaforma sono totalmente gratuite.

L'app del giorno

Se vi piace la grafica e la geometria – e non necessariamente entrambe – consiglio fortemente di scaricare iOrnament, che oggi è (quasi) gratis sull’App Store. E per una volta l’onnipresente acquisto in-app vale solo un caffé… Persino un incapace totale dal punto di vista artistico come me può partire da uno scarabocchio qualunque,

Un rasoio USB

Alla presentazione del primo iMac nel 1998 la Apple venne criticata severamente per aver deciso di utilizzare solo porte USB per connettere il computer alle periferiche esterne, eliminando in un solo colpo tutte le altre porte di connessione obsolete (oltre che il floppy disk). Il mondo del PC [1] fece notare che loro, come al solito, avrebbero continuato a supportare le porte di connessione standard, per permettere all’utente di usare tutte le periferiche in suo possesso. Glissando sul fatto che fosse poi compito del produttore dell’hardware fornire il supporto e i driver affinché la periferica continuasse ad essere effettivamente usabile con il PC.

Una transizione memorabile

A casa ho un iMac Aluminum del 2008 condiviso da tutta la famiglia. Dato l’uso intenso, negli ultimi tempi sono stato combattuto fra l’idea di affiancarlo con un secondo Mac, preferibilmente un Air, o di cercare di renderlo più veloce. Nel corso degli anni, infatti, le prestazioni dell’iMac si sono degradate notevolmente. Il suo momento migliore è stato con Snow Leopard: il sistema era reattivo e scattante e io stesso mi stupivo osservando come fossero sufficienti solo pochi secondi per passare dalla schermata di login (quella dove sono elencati i vari utenti) ad un desktop perfettamente funzionale. Tutta un’altra cosa rispetto alla lentezza (anche alcuni minuti!) del login di Windows XP, che vedevo quasi ogni giorno sui PC dei colleghi o degli amici.

La memoria di Android

NOTA: Questo non è un post tecnico. Della gestione della memoria di massa di Android ne so pochissimo e parlo qui solo da utente finale. Analisi molto più dettagliate ma comprensibili si possono trovare su queste pagine web: Sopravvivere con Android con memoria interna piena o spazio esaurito sul cellulare, Liberare spazio sulla memoria Android e sulla scheda SD, Gestione memoria e spostamento applicazioni.

Frammenti di Android (parte 3)

Leggi la prima parte | seconda parte Una volta effettuato il rooting del telefono, quale ROM custom scegliere per fare in modo che il proprio cellulare con Android abbia prestazioni decenti? La scelta come già detto è vastissima. Però la ROM custom più diffusa è senza dubbio CyanogenMod, che supporta un numero vastissimo di cellulari Android.

Frammenti di Android (parte 2)

Leggi la prima parte | terza parte È già passato un mese da quando ho confessato di usare Android. Nel frattempo il mio contratto è scaduto ed ora ho un iPhone 5c al posto del Samsung Galaxy S. Il Samsung Galaxy S è stato un ottimo cellulare dal punto di vista hardware, penalizzato purtroppo dalla versione installata di Android, per di più personalizzata dalla Samsung.