Mentre leggevano uno degli ultimi articoli pubblicati, Roberto e katsiematsi (😃) si sono ritrovati abbonati senza volerlo ad uno di quegli stramaledetti servizi a pagamento di loghi, suonerie o giochini insulsi, veri e propri furti consentiti da una legislazione perlomeno distratta.
Con l’iPhone è un attimo, arrivati in fondo all’articolo basta toccare senza volere l’annuncio cattivo per ritrovarsi alleggeriti di parecchi euro (e con il fastidio di doversi anche dare da fare per annullare l’abbonamento).
A chiunque sia anche minimamente interessato allo sviluppo del software consiglio caldamente la lettura dell’articolo di Paul Rako, What’s All This Software Stuff, Anyhow?, appena pubblicato su Electronic Design.
Potrei sintetizzarlo in due parole, dicendo che lo sviluppo del software è una cosa estremamente complessa, ma che troppo spesso viene fatto alla carlona, senza fare tesoro delle lezioni imparate da altri campi dell’ingegneria, dalla progettazione dell’hardware a quella di strutture edilizie. Ma purtroppo darei solo una pallida immagine di quello che contiene l’articolo completo. E allora buona lettura!
Microsoft aveva un problema. Windows 3.1 era stato un grande successo, almeno per gli standard dell’epoca, e tanti utenti abituati al DOS avevano finalmente scoperto l’interfaccia grafica: “perché mai dovrei usare un mouse?” era una domanda ricorrente nelle riviste di quegli anni. L’aggiornamento apparentemente minore a Windows for Workgroups 3.11 aveva perfino spinto molti uffici a dotarsi di una infrastruttura di rete, anche se ancora molto acerba (spesso era necessario spegnere e far ripartire tutti i PC collegati allo stesso segmento di rete per risolvere i problemi più ostinati).
– Duncan Hull, Flickr.
Nella prima parte di questa storia abbiamo visto quello che è successo ai veri ideatori del metodo di calcolo noto come il metodo Rietveld, il cui contributo è stato fino ad oggi totalmente disconosciuto, ma che almeno hanno potuto continuare a svolgere la loro attività accademica e di ricerca.
Cosa riescono a fare dei veri professionisti del Mac quando gli si da in mano un vero Mac professionale? Fate un salto qui e lo saprete.
Non perdetevi il primo video, è favoloso, anche Escher sarebbe rimasto a bocca aperta.
Lo so che tendo spesso a dimenticarlo, ma questo blog dovrebbe essere dedicato soprattutto alla programmazione e al Mac. E allora non posso non segnalare il volume di Craig Clayton, iOS 10 Programming for Beginners, edito da Packt e disponibile oggi (e solo oggi) in download gratuito.
Lo so che siamo a iOS 11 e che attendiamo iOS 12, ma sono anche convinto che per un principiante sia meglio concentrarsi sulle funzioni di base del sistema operativo, disponibili anche nelle versioni precedenti di iOS, piuttosto che provare a sfruttare le ultimissime bells and whistles (in italiano non esiste una espressione equivalente, diciamo più o meno “fronzoli”, “orpelli”) messe a disposizione ogni anno dagli ingegneri di Apple.
– Nanoscale-Ordered Materials Diffractometer (NOMAD), Oak Ridge National Laboratory, USA.
Gli articoli scientifici, ammettiamolo, possono anche essere molto interessanti, ma raramente riescono a catturare l’attenzione di chi li legge più di un giallo ben congegnato.
È proprio quello che mi è successo mentre leggevo The development of powder profile refinement at the Reactor Centre Netherlands at Petten di Bob van Laar e Henk Schenk, appena pubblicato su Acta Crystallographica Section A, la più importante rivista scientifica di cristallografia (l’articolo può essere letto o scaricato da qui).
Rimaniamo ancora sulle mappe, ma questa volta sociali.
Strava è una delle tante app di fitness che permettono di registrare e condividere i dati della propria attività fisica. L’app registra il percorso fatto mentre si corre, si va in bici, si scia o si nuota, e poi permette di analizzare le prestazioni personali e di confrontarle con quanto fatto in precedenza.
– Fonte: Flickr.
Ogni mattina mio marito ed io imploravamo Alexa di prepararci il caffé. Ma lei reagiva solo quando la richiesta veniva fatta in un modo ben preciso, e neanche sempre.
“[Alexa], chiedi a Behmor [la macchina del caffé connessa in rete, NdT] di preparare il caffè.”
http://www.youtube.com/watch?v=U5nrrnAukwI
Martedì scorso la NASA ha messo online un video che mostra un panorama mozzafiato della superficie di Marte vista dal rover Curiosity. La notizia è stata subito ripresa da tutti i siti di informazione; una ricerca su Google di “curiosity mars panorama”, vi farà trovare decine di link interessanti.1