Syncthing

Syncthing, c'è anche l'iPhone e l'iPad

Syncthing, c'è anche l'iPhone e l'iPad

Ed eccoci arrivati all’ultima parte della serie dedicata a Syncthing, questa volta incentrata sull’uso del programma con i dispositivi mobili (qui potete trovare la prima, la seconda e la terza parte). Su Android posso dire poco, perché in questo momento non ho per le mani nemmeno un dispositivo Android su cui fare delle prove. In ogni caso, su Google Play è disponibile l’app ufficiale di Syncthing, per cui non dovrebbero esserci particolari differenze rispetto ad un sistema desktop (volendo si può scaricare l’app anche dello store alternativo F-Droid, dedicato alle applicazioni open source per Android).
Syncthing, e se vogliamo qualcosa di più?

Syncthing, e se vogliamo qualcosa di più?

Nei primi due articoli di questa serie ho descritto in generale cos’è Syncthing e come lo si può installare ed usare con le opzioni di default del programma. Questo articolo, invece, è dedicato ad un uso un po’ più avanzato di Syncthing, che permetta di ottenere qualcosa di più dal programma, diminuendo allo stesso tempo il rischio di perdere i nostri preziosi file.
Syncthing, installazione e uso

Syncthing, installazione e uso

– Fonte: JJ Ying su Unsplash. Descrivere in generale un software complesso come Syncthing è utile, ma ancora più utile è arrotolarsi le maniche e provare ad usarlo, verificando in pratica se fa davvero al caso nostro. Caratteristiche principali Quali sono le caratteristiche principali che differenziano Syncthing rispetto a strumenti più diffusi come Dropbox, Box e così via, ma anche rispetto ai servizi offerti dai giganti dell’informatica come iCloud, OneDrive o Google Drive?
Syncthing, ovvero come liberarsi dalle limitazioni di Dropbox e affini

Syncthing, ovvero come liberarsi dalle limitazioni di Dropbox e affini

– Fonte: JJ Ying su Unsplash. Proprio come VisiCalc, WordStar, Photoshop, Hypercard o Netscape, Dropbox è stato uno di quei (pochi) software davvero innovativi e capaci di cambiare la vita dei suoi utilizzatori. Se oggi l’idea di sincronizzare i propri file attraverso la rete sembra naturale, nel 2008 l’uscita di Dropbox rappresentò una vera e propria liberazione dalla schiavitù delle chiavette USB e dei CD riscrivibili.