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    <title>Sync on Melabit</title>
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    <description>Recent content in Sync on Melabit</description>
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      <title>Syncthing, ovvero come liberarsi dalle limitazioni di Dropbox e affini</title>
      <link>https://melabit.com/it/2024/03/21/syncthing-ovvero-come-liberarsi-dalle-limitazioni-di-dropbox-e-affini/</link>
      <pubDate>Thu, 21 Mar 2024 18:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://melabit.com/img/2024-03-21-syncthing-ovvero-come-liberarsi-dalle-limitazioni-di-dropbox-e-affini/jj-ying-8bghKxNU1j0-unsplash.jpg&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&amp;ndash; &lt;em&gt;Fonte: &lt;a href=&#34;https://unsplash.com/@jjying&#34;&gt;JJ Ying&lt;/a&gt; su &lt;a href=&#34;https://unsplash.com&#34;&gt;Unsplash&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Proprio come VisiCalc, WordStar, Photoshop, Hypercard o Netscape, &lt;a href=&#34;https://www.dropbox.com&#34;&gt;Dropbox&lt;/a&gt; è stato uno di quei (pochi) software davvero innovativi e capaci di cambiare la vita dei suoi utilizzatori.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Se oggi l&amp;rsquo;idea di sincronizzare i propri file attraverso la rete sembra naturale, nel 2008 l&amp;rsquo;uscita di Dropbox rappresentò una vera e propria liberazione dalla schiavitù delle chiavette USB e dei CD riscrivibili.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Sulla scia di Dropbox sono venuti fuori decine e decine di servizi simili, più o meno meteorici e più o meno affidabili (&lt;a href=&#34;https://www.box.com&#34;&gt;Box&lt;/a&gt;, &lt;a href=&#34;https://www.sync.com&#34;&gt;Sync&lt;/a&gt;, &lt;a href=&#34;https://www.pcloud.com&#34;&gt;pCloud&lt;/a&gt;, &lt;a href=&#34;https://www.idrive.com&#34;&gt;iDrive&lt;/a&gt;, tanto per menzionare i primi che mi vengono in mente), fino all&amp;rsquo;arrivo dei &lt;em&gt;pesi massimi&lt;/em&gt;, con servizi strettamente integrati nei sistemi operativi (Apple &lt;a href=&#34;https://www.icloud.com&#34;&gt;iCloud&lt;/a&gt; e Microsoft &lt;a href=&#34;https://www.microsoft.com/en-us/microsoft-365/onedrive/online-cloud-storage&#34;&gt;OneDrive&lt;/a&gt;) o con la vasta suite di applicazioni web e mobile (&lt;a href=&#34;https://www.google.com/intl/it_it/drive&#34;&gt;Google Drive&lt;/a&gt;).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;hr style = &#34;border: none; &#xA;            border-top: 3px double #333; &#xA;            color: #333; &#xA;            overflow: visible; &#xA;            height: 5px; &#xA;            width: 50%; &#xA;            margin-left: auto; &#xA;            margin-right: auto;&#34;&#xA;&gt;&#xA;&#xA;&lt;p&gt;Praticamente tutti questi servizi si basano su una idea semplice quanto geniale: creare sul computer una cartella &lt;em&gt;speciale&lt;/em&gt; il cui contenuto viene sincronizzato automaticamente con i server dell&amp;rsquo;azienda e da lì con tutti gli altri computer e dispositivi mobili sui quali l&amp;rsquo;utente ha installato l&amp;rsquo;applicazione. Basta modificare un file di questa cartella per attivare il processo di sincronizzazione dal computer di origine a tutti quelli collegati.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Che io sappia, l&amp;rsquo;&lt;a href=&#34;https://melabit.com/it/2014/01/18/sugarsync-addio&#34;&gt;unica eccezione a questo modello di funzionamento&lt;/a&gt; è stato &lt;a href=&#34;https://www1.sugarsync.com/&#34;&gt;SugarSync&lt;/a&gt;, che permetteva di scegliere a piacere le cartelle da sincronizzare con il cloud e, per ciascuna cartella selezionata, i computer con i quali effettuare la sincronizzazione. Era un modello più complicato di quello di Dropbox e affini, è vero, ma era anche molto più flessibile.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ho usato SugarSync finché non è diventata esclusivamente a pagamento e con prezzi da boutique (oggi &lt;a href=&#34;https://www1.sugarsync.com/pricing/&#34;&gt;sincronizzare 100 GB conSugarSync&lt;/a&gt; costa ben 7.49 dollari al mese, quando con iCloud e Dropbox si spendono 9.99 dollari per 2 TB), francamente dubito che qualcuno lo usi davvero.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Però non devo essere stato l&amp;rsquo;unico a rimpiangere il modello di funzionamento di SugarSync, perché qualcuno ha pensato di riprodurlo. E ha fatto di meglio.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;hr style = &#34;border: none; &#xA;            border-top: 3px double #333; &#xA;            color: #333; &#xA;            overflow: visible; &#xA;            height: 5px; &#xA;            width: 50%; &#xA;            margin-left: auto; &#xA;            margin-right: auto;&#34;&#xA;&gt;&#xA;&#xA;&lt;p&gt;Questo qualcuno è &lt;a href=&#34;https://nym.se/&#34;&gt;Jakob Borg&lt;/a&gt;, che dieci anni fa ha sviluppato &lt;a href=&#34;https://github.com/syncthing/syncthing&#34;&gt;Syncthing&lt;/a&gt;, un nuovo strumento di sincronizzazione in grado di &amp;ldquo;&lt;em&gt;sincronizzare i file tra due o più computer in tempo reale, al sicuro da occhi indiscreti&lt;/em&gt;&amp;rdquo;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;A differenza dei prodotti più diffusi, Syncthing non utilizza un server centrale, ma tutti i dati vengono trasmessi in modalità &lt;a href=&#34;https://it.wikipedia.org/wiki/Peer-to-peer&#34;&gt;&lt;em&gt;peer-to-peer&lt;/em&gt;&lt;/a&gt; da un computer all&amp;rsquo;altro usando un canale di trasmissione bidirezionale sicuro basato sul &lt;a href=&#34;https://it.wikipedia.org/wiki/Transport_Layer_Security&#34;&gt;protocollo TLS&lt;/a&gt; e identificando ogni computer che partecipa alla rete privata di sincronizzazione tramite un certificato crittografico.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;In altri termini, se scegliamo una cartella del computer &lt;code&gt;A&lt;/code&gt; da sincronizzare con il computer &lt;code&gt;B&lt;/code&gt;, tutto il contenuto della cartella viene trasmesso direttamente da &lt;code&gt;A&lt;/code&gt; a &lt;code&gt;B&lt;/code&gt;, senza passaggi intermedi e crittografando tutti i dati. La trasmissione è bidirezionale, quindi qualunque modifica al contenuto della cartella sincronizzata effettuata su &lt;code&gt;A&lt;/code&gt; si rifletterà quasi immediatamente sulla cartella corrispondente di &lt;code&gt;B&lt;/code&gt; e viceversa.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://melabit.com/img/2024-03-21-syncthing-ovvero-come-liberarsi-dalle-limitazioni-di-dropbox-e-affini/syncthing-basic.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;La cartella sincronizzata risiedente su &lt;code&gt;B&lt;/code&gt; può anche avere un nome diverso  e può essere situata in una posizione diversa del disco rispetto alla cartella originale su &lt;code&gt;A&lt;/code&gt;.&lt;sup id=&#34;fnref:1&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:1&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;1&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://melabit.com/img/2024-03-21-syncthing-ovvero-come-liberarsi-dalle-limitazioni-di-dropbox-e-affini/syncthing-advanced.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Dimenticavo, Syncthing è &lt;em&gt;open-source&lt;/em&gt;, una cosa che non fa mai male, ma che in questo caso è particolarmente importante perché garantisce che dentro il programma non ci sia codice malevolo che possa fare delle porcherie con i nostri file.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;hr style = &#34;border: none; &#xA;            border-top: 3px double #333; &#xA;            color: #333; &#xA;            overflow: visible; &#xA;            height: 5px; &#xA;            width: 50%; &#xA;            margin-left: auto; &#xA;            margin-right: auto;&#34;&#xA;&gt;&#xA;&#xA;&lt;p&gt;Uso Syncthing da anni e non ho mai perso nemmeno un bit. Con gli anni il programma è migliorato parecchio, non tanto nell&amp;rsquo;interfaccia utente basata su una applicazione web piuttosto minimale, ma proprio in ciò che conta di più, cioè nella modalità e nell&amp;rsquo;efficenza del processo di sincronizzazione, che ora avviene molto più velocemente di quanto accadesse in passato.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Non ne ho mai parlato prima perché Syncthing poteva girare tranquillamente su Linux, macOS, Windows, vari BSD e su Android, ma non su iOS, una limitazione molto seria che lo rendeva inadatto per la maggior parte dei lettori di questo blog.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Di recente, tuttavia, l&amp;rsquo;app di sincronizzazione disponibile su iOS ha introdotto una modalità, definita &lt;em&gt;sperimentale&lt;/em&gt; ma che funziona molto bene, grazie alla quale è finalmente possibile utilizzare Syncthing in modo efficace anche su iPhone ed iPad. E allora non ho avuto più scuse per non scriverne.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma ne riparliamo nel &lt;a href=&#34;https://melabit.com/it/2024/04/09/syncthing-installazione-e-uso/&#34;&gt;prossimo articolo&lt;/a&gt;, che sarà dedicato all&amp;rsquo;installazione e alla configurazione di Syncthing su macOS e, più in generale, sui sistemi operativi desktop.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;div class=&#34;footnotes&#34; role=&#34;doc-endnotes&#34;&gt;&#xA;&lt;hr&gt;&#xA;&lt;ol&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:1&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Secondo me per motivi pratici è preferibile non farlo, però la funzione esiste e chi ne ha bisogno può usarla.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:1&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ol&gt;&#xA;&lt;/div&gt;&#xA;</description>
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