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    <title>Apple Watch on Melabit</title>
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    <description>Recent content in Apple Watch on Melabit</description>
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    <lastBuildDate>Sat, 31 Aug 2024 06:00:00 +0000</lastBuildDate>
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      <title>Nove nove</title>
      <link>https://melabit.com/it/2024/08/31/nove-nove/</link>
      <pubDate>Sat, 31 Aug 2024 06:00:00 +0000</pubDate>
      <guid>https://melabit.com/it/2024/08/31/nove-nove/</guid>
      <description>&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://melabit.com/img/2024-08-31-nove-nove/fluximageai-1725050391433.jpg&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&amp;ndash; &lt;em&gt;Immagine generata da &lt;a href=&#34;https://www.fluximageai.com/&#34;&gt;Flux Image AI&lt;/a&gt;.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Fra pochi giorni, è ufficiale, Apple terrà l&amp;rsquo;&lt;a href=&#34;https://www.apple.com/apple-events/&#34;&gt;evento di inizio settembre&lt;/a&gt; &amp;ldquo;It&amp;rsquo;s Glowtime&amp;rdquo;, durante il quale presenterà i nuovi iPhone e Apple Watch e rilascerà le versioni &lt;em&gt;definitive&lt;/em&gt; (magari fosse davvero così!) di iOS e macOS.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;E ormai la cosa, lasciatemelo dire, mi lascia indifferente.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Sarà perché questi eventi periodici finiscono per somigliarsi tutti: stesso periodo dell&amp;rsquo;anno, stesso format, stessa enfasi un po&amp;rsquo; artificiosa. Una sorta di rito laico.&lt;sup id=&#34;fnref:1&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:1&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;1&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Sarà per il fatto che l&amp;rsquo;iPhone è un prodotto più che maturo ed è difficile inventarsi ogni anno una nuova diavoleria che faccia rizzare i capelli sulla testa e far venire l&amp;rsquo;acquolina in bocca. Quest&amp;rsquo;anno ci sarebbe &lt;a href=&#34;https://www.macworld.com/article/2412089/ios-18-1-beta-release-date-apple-intelligence.html&#34;&gt;Apple Intelligence&lt;/a&gt;, ma è &lt;a href=&#34;https://www.macworld.com/article/2413704/apple-intelligence-features-ios-18-1-beta-available-coming-later.html&#34;&gt;ancora incompleta&lt;/a&gt; e comunque non ci tocca, perché per ora è riservata ai modelli Pro e Pro Max e al solo mercato statunitense.&lt;sup id=&#34;fnref:2&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:2&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;2&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Sarà perché compro solo quando mi serve, non perché devo avere a tutti i costi l&amp;rsquo;ultimissimo oggetto del desiderio, che sia un iPhone, un iPad, un iWatch o chissà che altro.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Sarà infine per il fatto che ormai manca pure l&amp;rsquo;effetto sorpresa di qualche anno fa. I siti di &lt;em&gt;rumors&lt;/em&gt;, e di conseguenza Macworld, ci hanno descritto per filo e per segno da mesi come saranno i nuovi modelli di iPhone e affini e ormai ci prendono al 100%. L&amp;rsquo;unica cosa che non si capisce è se sia Apple che fa filtrare volutamente le notizie o se sia la filiera produttiva così estesa che rende impossibile mantenere anche il più piccolo segreto.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Da parte mia preferirei che i nuovi prodotti Apple &amp;ndash; che siano i prodotti hardware come l&amp;rsquo;iPhone, l&amp;rsquo;iPad o il Mac, oppure le varie incarnazioni dei relativi sistemi operativi &amp;ndash; fossero presentati quando sono pronti e non solo perché bisogna rispettare una cadenza annuale.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ne soffrirebbe il marketing, ma ne guadagnerebbero gli utenti finali.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;div class=&#34;footnotes&#34; role=&#34;doc-endnotes&#34;&gt;&#xA;&lt;hr&gt;&#xA;&lt;ol&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:1&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;In una prima versione avevo scritto che sembravano una festa del santo patrono (di cui mi importa ancor meno che dell&amp;rsquo;evento settembrino di Apple).&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:1&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:2&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Tutti gli altri dovranno consolarsi con la possibilità di &lt;a href=&#34;https://www.macworld.com/article/2404049/how-iphone-mirroring-lets-you-access-your-iphone-on-your-mac-in-macos-sequoia.html&#34;&gt;usare l&amp;rsquo;iPhone tramite il Mac&lt;/a&gt; o di &lt;a href=&#34;https://www.macstories.net/stories/ipados-18s-smart-script-a-promising-start-but-dont-toss-your-keyboard-out-yet/&#34;&gt;poter riconoscere la scrittura&lt;/a&gt; sull&amp;rsquo;iPad (che secondo me è la cosa più interessante in assoluto).&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:2&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ol&gt;&#xA;&lt;/div&gt;&#xA;</description>
    </item>
    <item>
      <title>Dritto a casa con l&#39;Apple Watch</title>
      <link>https://melabit.com/it/2023/07/10/dritto-a-casa-con-l-apple-watch/</link>
      <pubDate>Mon, 10 Jul 2023 18:00:00 +0000</pubDate>
      <guid>https://melabit.com/it/2023/07/10/dritto-a-casa-con-l-apple-watch/</guid>
      <description>&lt;p&gt;Una delle funzioni che mi piacciono di più di Apple Watch è la sua capacità di avvisarmi, quando salgo in macchina, di quanto ci metterò per arrivare a destinazione.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Io ho orari molto variabili, però se mi metto in macchina la mattina fra le 8 e le 9 Apple Watch mi dice subito quanto tempo impiegherò per arrivare al lavoro. Mi basta una rapida occhiata all&amp;rsquo;orologio per sapere se troverò più o meno traffico e se devo provare un percorso alternativo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://melabit.com/img/2023-07-10-dritto-a-casa-con-l-apple-watch/incoming-D8784EBF-686C-4FAE-9444-7277E44D9AE5.png&#34; alt=&#34;&#34; class=&#34;gallery-2-left&#34;&gt;&lt;img src=&#34;https://melabit.com/img/2023-07-10-dritto-a-casa-con-l-apple-watch/incoming-18C36424-9175-4390-9FBB-01D59155CF0A.png&#34; alt=&#34;&#34; class=&#34;gallery-2-right&#34;&gt;&lt;p&gt;Lo stesso succede la sera, quando Apple Watch è così gentile da avvertirmi di quanto impiegherò per tornare a casa.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://melabit.com/img/2023-07-10-dritto-a-casa-con-l-apple-watch/incoming-5598D3D2-ECBB-4765-BC3E-7A267EBE32A7.png&#34; alt=&#34;&#34; class=&#34;gallery-2-left&#34;&gt;&lt;p&gt;Ha fatto lo stesso ieri mattina quando, puntuale, mi ha detto che avrei impiegato solo 48 minuti per tornare dal mare a casa. Ero scettico, tre quarti d&amp;rsquo;ora è il tempo che ci metto di solito, ma di questi tempi la superstrada è sempre intasata.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://melabit.com/img/2023-07-10-dritto-a-casa-con-l-apple-watch/incoming-09197584-8652-483B-8E0D-5F6941F169B0.png&#34; alt=&#34;&#34; class=&#34;gallery-2-left&#34;&gt;&lt;p&gt;Ma aveva ragione lui. È vero, sono arrivato qualche minuto più tardi del previsto, ma solo perché lungo la strada c&amp;rsquo;era un piccolo incidente che non era ancora avvenuto quando Apple Watch ha fatto la sua previsione.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;hr style = &#34;border: none; &#xA;            border-top: 3px double #333; &#xA;            color: #333; &#xA;            overflow: visible; &#xA;            height: 5px; &#xA;            width: 50%; &#xA;            margin-left: auto; &#xA;            margin-right: auto;&#34;&#xA;&gt;&#xA;&#xA;&lt;p&gt;Ma allora, se Apple Watch è capace di interrogare Mappe sull&amp;rsquo;iPhone e di generare automaticamente una previsione molto accurata del tempo di percorrenza, perché se uso Siri per sapere se c&amp;rsquo;è traffico sulla strada, mi risponde picche?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://melabit.com/img/2023-07-10-dritto-a-casa-con-l-apple-watch/incoming-6F756EB2-99DE-4678-8E83-E26BC52D1CE3.png&#34; alt=&#34;&#34; class=&#34;gallery-2-left&#34;&gt;&lt;img src=&#34;https://melabit.com/img/2023-07-10-dritto-a-casa-con-l-apple-watch/incoming-19E6BA09-6C93-412C-A98B-D64E667ECDDC.png&#34; alt=&#34;&#34; class=&#34;gallery-2-right&#34;&gt;&lt;p&gt;Lo so, potrei chiedere all&amp;rsquo;iPhone, ma quando sei in macchina e non hai CarPlay l&amp;rsquo;Apple Watch è molto molto molto più comodo di tirare fuori l&amp;rsquo;iPhone e chiedere a lui.&lt;/p&gt;&#xA;</description>
    </item>
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      <title>Ehi Siri!</title>
      <link>https://melabit.com/it/2022/06/19/ehi-siri/</link>
      <pubDate>Sun, 19 Jun 2022 06:00:00 +0000</pubDate>
      <guid>https://melabit.com/it/2022/06/19/ehi-siri/</guid>
      <description>&lt;p&gt;Sono in macchina, in attesa di mia figlia e con niente da fare. Apro l&amp;rsquo;Apple Watch e comincio a giocare con Siri. Ammetto di aver sempre trascurato Siri finora, forse perché ho sempre trovato sgradevoli certi eccessi di chi usa Siri in pubblico.&lt;sup id=&#34;fnref:1&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:1&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;1&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt; Però ora sono solo e mi sto annoiando, quindi perché no?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma cosa posso chiedere a Siri? Il tempo non mi interessa, fa un caldo torrido e non ci sono nuvole all&amp;rsquo;orizzonte, è difficile che succeda qualcosa di interessante (e invece mi sbagliavo, dopo un giorno è arrivato il diluvio). Le ultime notizie le ho appena sentite alla radio. Il percorso che dovrò fare fra poco lo conosco a memoria. Proviamo con la matematica, del resto la matematica ha un linguaggio molto preciso e definito, per cui Siri dovrebbe capire facilmente quello che gli dico.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Ehi Siri, quanto fa la radice quadrata di 2 al quadrato?&lt;/strong&gt;&#xA;&lt;em&gt;La risposta è 2.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ok lo ammetto, non era difficile. Mi piace che Siri capisca bene la lingua, posso dire &amp;ldquo;quanto fa&amp;rdquo;, &amp;ldquo;qual&amp;rsquo;è&amp;rdquo;, &amp;ldquo;calcola&amp;rdquo;, e la risposta non cambia.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Ehi Siri, quanto fa la radice quadrata di 12 al quadrato?&lt;/strong&gt;&#xA;&lt;em&gt;Fa 12.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Anche qui non c&amp;rsquo;è dubbio. Vediamo come se la cava Siri con qualcosa di più difficile.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Ehi Siri, quanto fa la radice cubica di 3 al cubo?&lt;/strong&gt;&#xA;&lt;em&gt;La risposta è 3.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Ehi Siri, quanto fa la radice quinta di 12 alla quinta?&lt;/strong&gt;&#xA;&lt;em&gt;La risposta è circa 12.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Come &lt;em&gt;circa 12&lt;/em&gt;?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Ehi Siri, quanto fa la radice quadrata di pi greco al quadrato?&lt;/strong&gt;&#xA;&lt;em&gt;La risposta è circa 1,7724.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://melabit.com/img/2022-06-19-ehi-siri/siri-apple-watch-root-pigreek-squared.jpg&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Ma come Siri, finora non hai perso un colpo (o quasi), e ora mi cadi sul pi greco? Forse è meglio provare con la forma inglese.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Ehi Siri, quanto fa la radice quadrata di pi al quadrato?&lt;/strong&gt;&#xA;&lt;em&gt;Fa circa 3,1415.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://melabit.com/img/2022-06-19-ehi-siri/siri-apple-watch-root-pi-squared.jpg&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Capito, se Siri ha dei problemi, si può sempre provare a sfoderare la propria conoscenza delle lingue.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Ehi Siri, quanto fa la radice quadrata di 9 più 16?&lt;/strong&gt;&#xA;&lt;em&gt;Fa 5.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Ehi Siri, quanto fa la radice quadrata di 7 al quadrato più 24 al quadrato?&lt;/strong&gt;&#xA;&lt;em&gt;La risposta è 25.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://melabit.com/img/2022-06-19-ehi-siri/siri-apple-watch-pythagorean-triple.jpg&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;OK, con le terne pitagoriche ci siamo.&lt;sup id=&#34;fnref:2&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:2&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;2&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt; Però non bisogna esagerare&amp;hellip;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Ehi Siri, quanto fa la radice quadrata di 7 al quadrato più 24 al quadrato il tutto diviso 5?&lt;/strong&gt;&#xA;&lt;em&gt;Questo è quello che ho trovato sul web.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://melabit.com/img/2022-06-19-ehi-siri/siri-apple-watch-on-the-web.jpg&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Ovvero: non ho idea di cosa voglia tu da me.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Ehi Siri, qual&amp;rsquo;è il seno di 0?&lt;/strong&gt;&#xA;&lt;em&gt;Questi sono i risultati che ho trovato.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Ehi Siri, qual&amp;rsquo;è il coseno di 0?&lt;/strong&gt;&#xA;&lt;em&gt;Questi sono i risultati che ho trovato.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ho l&amp;rsquo;impressione che Siri non vada oltre la calcolatrice integrata nell&amp;rsquo;Apple Watch, che ha solo le quattro operazioni. Ma allora perché riconosce le potenze e il pi greco, anche se un po&amp;rsquo; a fatica?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;hr style = &#34;border: none; &#xA;            border-top: 3px double #333; &#xA;            color: #333; &#xA;            overflow: visible; &#xA;            height: 5px; &#xA;            width: 50%; &#xA;            margin-left: auto; &#xA;            margin-right: auto;&#34;&#xA;&gt;&#xA;&#xA;&lt;p&gt;Arrivato a questo punto, è stato quasi d&amp;rsquo;obbligo ripetere le stesse domande a Siri sull&amp;rsquo;iPhone. Nessun problema con i normali calcoli aritmetici (e vorrei vedere!), ma arrivati al pi greco:&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Ehi Siri, calcola la radice quadrata di pi greco al quadrato.&lt;/strong&gt;&#xA;&lt;em&gt;La radice quadrata di pi greco fa circa 1,7724.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Ehi Siri, calcola la radice quadrata di pi al quadrato.&lt;/strong&gt;&#xA;&lt;em&gt;Queste sono le informazioni che ho trovato su internet. Dai un&amp;rsquo;occhiata.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://melabit.com/img/2022-06-19-ehi-siri/siri-iphone-root-pi.jpg&#34; alt=&#34;&#34; class=&#34;gallery-2-left&#34;&gt;&lt;p&gt;Niente, per quanto ci abbia provato, sull&amp;rsquo;iPhone non c&amp;rsquo;è stato verso di far calcolare a Siri la radice quadrata di pi (greco) al quadrato. Certo, sull&amp;rsquo;iPhone posso tranquillamente continuare ad usare la calcolatrice, ma è curioso che invece Siri sull&amp;rsquo;Apple Watch ce la faccia senza (troppi) problemi.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Un&amp;rsquo;altra cosa che non mi piace di Siri sull&amp;rsquo;iPhone è che da troppo poco tempo per formulare la domanda, basta una pausa di troppo e parte per la tangente, rispondendo come gli pare. Ma forse è solo colpa mia che non sono abituato ad usarlo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;hr style = &#34;border: none; &#xA;            border-top: 3px double #333; &#xA;            color: #333; &#xA;            overflow: visible; &#xA;            height: 5px; &#xA;            width: 50%; &#xA;            margin-left: auto; &#xA;            margin-right: auto;&#34;&#xA;&gt;&#xA;&#xA;&lt;p&gt;E veniamo infine al Mac. Devo dire che usare Siri sul Mac per fare quattro calcoli mi sembra abbastanza inutile, secondo me si fa prima a lanciare la Calcolatrice dal Finder, però in ogni caso ecco quello che mi ha risposto Siri sul Mac:&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Quanto fa 2 al quadrato?&lt;/strong&gt;&#xA;&lt;em&gt;La risposta è 4.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Quanto fa 10 al quadrato?&lt;/strong&gt;&#xA;&lt;em&gt;Fa 100.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Quanto fa la radice quadrata di 2 al quadrato?&lt;/strong&gt;&#xA;&lt;em&gt;La risposta è 2.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Quanto fa la radice quadrata di sette al quadrato?&lt;/strong&gt;&#xA;&lt;em&gt;La risposta è 7.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Calcola la radice quadrata di pi greco al quadrato.&lt;/strong&gt;&#xA;&lt;em&gt;Secondo i miei calcoli circa 1,7724.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://melabit.com/img/2022-06-19-ehi-siri/siri-mac-root-pigreek-squared.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Calcola la radice quadrata di pi al quadrato.&lt;/strong&gt;&#xA;&lt;em&gt;Fa circa 3.1415.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://melabit.com/img/2022-06-19-ehi-siri/siri-mac-root-pi-squared.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Non c&amp;rsquo;è niente da fare, Siri capisce benissimo l&amp;rsquo;italiano, ma su certe cose è rimasto fedele alla sua lingua originale. Inutile dire quello che combina se provo ad usare il seno o il coseno!&lt;/p&gt;&#xA;&lt;hr style = &#34;border: none; &#xA;            border-top: 3px double #333; &#xA;            color: #333; &#xA;            overflow: visible; &#xA;            height: 5px; &#xA;            width: 50%; &#xA;            margin-left: auto; &#xA;            margin-right: auto;&#34;&#xA;&gt;&#xA;&#xA;&lt;p&gt;Detto francamente, sull&amp;rsquo;iPhone e sul Mac Siri mi ha deluso, una vera calcolatrice è molto più comoda e anche per il resto, sono abbastanza sicuro di far prima ad usare una app dedicata che a cercare di convincere Siri a fare quello che gli dico.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Sull&amp;rsquo;Apple Watch il discorso cambia, qui Siri si è rivelato un assistente davvero utile (e non solo per la matematica), soprattutto alla guida o quando ho le mani occupate. Se fosse solo un po&amp;rsquo; più preciso potrebbe davvero diventare il mezzo più pratico per interagire con l&amp;rsquo;Apple Watch. E in ogni caso, usarlo mi ha permesso di imparare a fare gli screenshot sull&amp;rsquo;Apple Watch!&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ah, dimenticavo: ma perché Siri non salva più la storia delle sue interazioni, per poterle recuperare in un secondo momento?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;div class=&#34;footnotes&#34; role=&#34;doc-endnotes&#34;&gt;&#xA;&lt;hr&gt;&#xA;&lt;ol&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:1&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Come un ex-collega, davvero odioso, che si pavoneggiava alla macchinetta del caffè ordinando a Siri di telefonare a questo o a quel potente di sua conoscenza.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:1&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:2&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per i più smemorati, una terna pitagorica è una terna di numeri \(a\), \(b\) e \(c\) (con \(a\) e \(b\) minori di \(c\)) tali che \(a^2 + b^2 = c^2\). La terna pitagorica più famosa è \((3,4,5)\), ma ci sono anche \((5, 12, 13)\), \((7, 24, 25)\) e \((8, 15, 17)\), per citare solo le prime quattro.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:2&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ol&gt;&#xA;&lt;/div&gt;&#xA;</description>
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      <title>L&#39;elettro-giubbotto</title>
      <link>https://melabit.com/it/2017/10/02/lelettro-giubbotto/</link>
      <pubDate>Mon, 02 Oct 2017 06:00:00 +0000</pubDate>
      <guid>https://melabit.com/it/2017/10/02/lelettro-giubbotto/</guid>
      <description>&lt;p&gt;Internet è un posto pericoloso, c&amp;rsquo;è sempre qualcuno che cerca di spillarci soldi con invenzioni assurde o inutili, come la &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2017/10/01/la-spremuta-al-tempo-di-internet/&#34;&gt;spremitrice che non spreme&lt;/a&gt; di ieri.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Oggi è la volta dell&amp;rsquo;&lt;a href=&#34;https://www.theverge.com/2017/9/25/16354712/google-project-jacquard-levis-commuter-trucker-jacket-price-release-date&#34;&gt;elettro-giubbotto di jeans&lt;/a&gt;, prodotto non da una startup da due soldi ma da due grossi calibri come Levi&amp;rsquo;s e Google. Il giubbotto in questione è intessuto con un filo conduttivo, che permette di controllare uno smartphone semplicemente &lt;a href=&#34;https://youtu.be/OqimqTf6EP8&#34;&gt;toccando o strisciando sulla manica&lt;/a&gt;. Ideale per le passeggiate in bici, molto meno in una metropolitana affollata.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Il giubbotto costa 350 dollari, praticamente quanto un Apple Watch (che fa le stesse cose e molto di più) e più del doppio del giubbotto &lt;em&gt;normale&lt;/em&gt; non elettrificato. Però, a differenza di quest&amp;rsquo;ultimo, &lt;a href=&#34;http://sfist.com/2017/09/26/you_can_only_wash_google_and_levis.php&#34;&gt;non può essere lavato più di dieci volte&lt;/a&gt;, altrimenti i circuiti elettronici si danneggiano irrimediabilmente.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Converrete anche voi che per un giubbotto di jeans è un dettaglio del tutto trascurabile.&lt;/p&gt;&#xA;</description>
    </item>
    <item>
      <title>La cattiva scienza dei sensori da polso</title>
      <link>https://melabit.com/it/2017/07/05/la-cattiva-scienza-dei-sensori-da-polso/</link>
      <pubDate>Wed, 05 Jul 2017 06:00:00 +0000</pubDate>
      <guid>https://melabit.com/it/2017/07/05/la-cattiva-scienza-dei-sensori-da-polso/</guid>
      <description>&lt;p&gt;L&amp;rsquo;articolo &lt;a href=&#34;http://www.mdpi.com/2075-4426/7/2/3/htm&#34;&gt;Accuracy in Wrist-Worn, Sensor-Based Measurements of Heart Rate and Energy Expenditure in a Diverse Cohort&lt;/a&gt;, pubblicato qualche giorno fa sul &lt;em&gt;Journal of Personalized Medicine&lt;/em&gt; da Anna Shcherbina e coautori, sotto la guida del prof. Euan Ashley del Dipartimento di Medicina dell&amp;rsquo;Università di Stanford in California ha destato molto scalpore sul web.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Una veloce ricerca su Google con le parole chiave &amp;ldquo;stanford apple watch heart rate accuracy&amp;rdquo; produce oltre 1.000.000 (un milione!) di risultati, con in cima un articolo interessante su &lt;a href=&#34;http://www.imore.com/stanford-2017-study-apple-watch-tops-heart-rate-faq&#34;&gt;iMore&lt;/a&gt; e un altro articolo (discreto) su &lt;a href=&#34;http://appleinsider.com/articles/17/05/24/stanford-study-finds-apple-watch-top-notch-heart-rate-monitor-mediocre-calorie-counter&#34;&gt;AppleInsider&lt;/a&gt;.&#xA;Poi tanta &lt;a href=&#34;https://9to5mac.com/2017/05/24/apple-watch-fitness-tracking-accuracy/&#34;&gt;fuffa&lt;/a&gt; &lt;a href=&#34;#ZgotmplZ&#34;&gt;ricopiata&lt;/a&gt; &lt;a href=&#34;https://www.wareable.com/apple/stanford-study-apple-watch-heart-rate-4544&#34;&gt;in fretta&lt;/a&gt; &lt;a href=&#34;https://www.macobserver.com/news/apple-watch-most-accurate-heart-rate-fitness-tracker-sucks-at-calorie-counting/&#34;&gt;e furia&lt;/a&gt;, prevalentemente sui siti dedicate alle ultime &lt;em&gt;notizie&lt;/em&gt; sul mondo Apple. In Italia ne ha scritto in modo originale &lt;a href=&#34;http://macintelligence.org/blog/2017/05/26/batti-e-corri/&#34;&gt;QuickLoox&lt;/a&gt;, e per una volta non è male nemmeno l&amp;rsquo;articolo pubblicato da &lt;a href=&#34;http://www.repubblica.it/tecnologia/prodotti/2017/05/25/news/fitness_tracker_il_dilemma_dell_attendibilita_nessuno_e_perfetto_apple_watch_al_top-166379773/&#34;&gt;Repubblica&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Del resto è naturale che sia così, in fondo si parla di tecnologia e di salute e ci sono di mezzo Apple e Samsung, le due arcirivali del momento (i tempi della contrapposizione fra Apple e Microsoft sono passati da un pezzo).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Meno naturale è fidarsi ciecamente dei risultati e delle conclusioni dell&amp;rsquo;articolo citato. Perché la scelta degli autori di pubblicare un articolo di così alta risonanza sul &lt;em&gt;Journal of Personalized Medicine&lt;/em&gt; desta parecchie perplessità, almeno in chi conosce un po&amp;rsquo; i meccanismi dell&amp;rsquo;editoria scientifica.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2017/07/stanford-fitness-trackers.jpg&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&amp;ndash; &lt;em&gt;Il cardiologo Euan Ashley e il suo team nel corso della sperimentazione sui dispositivi da polso per il tracciamento della frequenza cardiaca e del consumo calorico (foto Università di Stanford).&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;una-casa-editrice-discussa&#34;&gt;Una casa editrice discussa&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Il &lt;em&gt;Journal of Personalized Medicine&lt;/em&gt; infatti è edito dal Multidisciplinary Digital Publishing Institute (MDPI), una &lt;a href=&#34;http://www.universityaffairs.ca/features/feature-article/beware-academics-getting-reeled-scam-journals/&#34;&gt;casa editrice piuttosto discussa&lt;/a&gt;, basata in Cina ma con sede di facciata in Svizzera, il cui rigore scientifico è stato messo in dubbio più volte.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;MDPI è diventata famosa qualche anno fa per aver pubblicato su una delle tante riviste del gruppo un &lt;a href=&#34;http://www.mdpi.com/2072-6643/3/4/491&#34;&gt;articolo riguardante il &lt;em&gt;paradosso australiano&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;, in base al quale la riduzione del consumo di zucchero si accompagna in Australia ad un aumento dell&amp;rsquo;obesità (detto più tecnicamente, l&amp;rsquo;articolo afferma che c&amp;rsquo;è una correlazione negativa fra consumo di zucchero e obesità, quando uno aumenta l&amp;rsquo;altro diminuisce).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Tutte balle, naturalmente.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Balle come quelle pubblicate in un altro &lt;a href=&#34;http://www.mdpi.com/2075-1729/2/1/1&#34;&gt;articolo sull&amp;rsquo;origine, l&amp;rsquo;evoluzione e la natura della vita&lt;/a&gt;, che mette insieme il micro e il macrocosmo, la gravità quantistica e le transizioni di fase dell&amp;rsquo;acqua, gli elementi chimici alla base della vita e le mutazioni del DNA. Una teoria del tutto basata sul nulla, un articolo di più di 100 pagine, ricevuto, letto, digerito ed accettato per la pubblicazione in meno di un mese, praticamente un record.&lt;sup id=&#34;fnref:1&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:1&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;1&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ci sono dei segnali che indicano che MDPI negli ultimi anni abbia iniziato a cambiare rotta, ma non è facile scrollarsi di dosso un&amp;rsquo;impronta negativa, soprattutto quando si continua ad avere la pessima abitudine di invitare continuamente gli scienziati di tutto il mondo a pubblicare sulle loro riviste. Meglio: a pubblicare &lt;em&gt;qualunque cosa&lt;/em&gt; sulle loro riviste, senza che ci sia spesso una vera relazione fra il settore di ricerca di chi viene invitato e il tema della rivista stessa.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;abbindolati&#34;&gt;Abbindolati?&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Non voglio farla lunga su un tema così complesso e così lontano dall&amp;rsquo;esperienza comune. Però è naturale chiedersi perché mai gli autori dell&amp;rsquo;articolo di cui stiamo parlando che, non dimentichiamolo, provengono dall&amp;rsquo;università di Stanford, una delle università più prestigiose degli USA e del mondo (e non dalla IMT School for Advanced Studies di certi nostri ministri), abbiano deciso di pubblicare un articolo destinato a fare scalpore su una rivista &lt;em&gt;minore&lt;/em&gt; come il Journal of Personalized Medicine,&lt;sup id=&#34;fnref:2&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:2&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;2&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt; piuttosto che su una rivista di una casa editrice più prestigiosa.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Delle due l&amp;rsquo;una: o gli autori si sono fatti abbindolare in buona fede dalle continue email provenienti da MDPI che invitano a pubblicare su qualcuna delle loro riviste (ne ho una buona collezione anch&amp;rsquo;io), oppure l&amp;rsquo;articolo è stato rifiutato da riviste di maggior calibro e gli autori sono stati costretti a scendere di livello, fino ad arrivare al Journal of Personalized Medicine, dove i controlli di qualità sono meno stringenti.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Non è necessario essere dei &lt;em&gt;pivelli&lt;/em&gt; per farsi abbindolare (però aiuta). Gli inviti via email sono molto pressanti, il processo di pubblicazione sembra veloce, serio, professionale, le riviste sono nuove ma potenzialmente interessanti. Scoprire cosa c&amp;rsquo;è dietro &amp;ndash; spesso un verminaio di bassi interessi economici che con la scienza hanno ben poco a che fare e che confinano con la truffa vera e propria &amp;ndash; non è per niente facile, a meno che non si indaghi un po&amp;rsquo; e che si sia anche fortunati.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Però qui si tratta di un gruppo di ricerca forte, guidato da un professore importante che ha pubblicato sulle &lt;a href=&#34;https://scholar.google.com/citations?user=Zb0am48AAAAJ&amp;amp;hl=en&#34;&gt;migliori riviste di medicina&lt;/a&gt;, proveniente da una università di primissimo piano, non di ricercatori alle prime armi. Difficile credere che nessuno di loro conosca MDPI e le sue pratiche &lt;em&gt;opache&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;o-rifiutati&#34;&gt;O rifiutati?&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;L&amp;rsquo;articolo di cui stiamo parlando non è il primo che analizza le prestazioni dei dispositivi da polso in campo biomedico. Ce ne sono almeno altri cinque pubblicati nell&amp;rsquo;ultimo anno, tutti su riviste di prestigio e uno perfino su JAMA, una delle &lt;a href=&#34;http://www.healthwriterhub.com/top-medical-journals/&#34;&gt;riviste più importanti in assoluto in campo medico&lt;/a&gt; (gli articoli sono elencati nella bibliografia, in ordine di data di pubblicazione).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;L&amp;rsquo;argomento è di moda, dovrebbe essere piuttosto facile pubblicare su una rivista di alto livello. Anzi, se si ha in mano qualcosa di buono, dovrebbe essere &lt;em&gt;imperativo&lt;/em&gt; cercare di pubblicare su una rivista importante, sia per facilitare il proseguimento dell&amp;rsquo;attività, sia per aumentare il prestigio scientifico di chi ha collaborato allo studio.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;E invece, niente JAMA, niente riviste prestigiose, solo un misero Journal of Personalized Medicine. Dove però l&amp;rsquo;articolo riceve una attenzione straordinaria da parte dei media, a differenza di tutti gli altri sullo stesso tema pubblicati in precedenza.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ho letto l&amp;rsquo;articolo e francamente non mi sembra niente di che, il numero e la distribuzione statistica dei &lt;em&gt;pazienti&lt;/em&gt; analizzati è piuttosto limitato, la procedura di misura è discutibile, l&amp;rsquo;analisi dei dati è presentata in modo confuso, tuttla la presentazione è poco chiara.&#xA;Non mi stupirebbe affatto che fosse stato respinto da qualche rivista di prestigio. Magari da più di una.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Infatti basta scavare un po&amp;rsquo; per accorgersene.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Cercando un po&amp;rsquo; su Google si finisce sulla pagina personale di &lt;a href=&#34;http://web.stanford.edu/~annashch/&#34;&gt;Anna Shcherbina&lt;/a&gt; sul sito dell&amp;rsquo;università di Stanford dove, in cima alla lista delle pubblicazioni, si trova il &lt;em&gt;preprint&lt;/em&gt;, cioè la &lt;a href=&#34;http://biorxiv.org/content/early/2016/12/17/094862&#34;&gt;versione iniziale dell&amp;rsquo;articolo&lt;/a&gt; poi finito sul Journal of Personalized Medicine.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Il formato del preprint, che è la prima versione di un articolo inviata ad una rivista perché possa essere valutata, è &lt;em&gt;molto simile&lt;/em&gt; a quello degli articoli pubblicati sulla nota rivista ad accesso aperto &lt;a href=&#34;http://journals.plos.org/plosone/&#34;&gt;PLOS ONE&lt;/a&gt;, basta confrontare il PDF del preprint con la referenza numero 3 della bibliografia per rendersene conto.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Spicca in particolare il modo in cui è formattato l&amp;rsquo;abstract, che se non è specifico di PLOS ONE è comunque ben poco diffuso (infatti nella versione definitiva pubblicata sul Journal of Personalized Medicine l&amp;rsquo;abstract è riscritto in modo convenzionale).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Nel preprint mancano anche alcune parti presenti nella versione definitiva, ed altre sono state spostate dal Materiale Supplementare (una specie di appendice ormai molto di moda al testo vero e proprio) all&amp;rsquo;articolo vero e proprio, segno evidente dell&amp;rsquo;intervento di qualche &lt;em&gt;referee&lt;/em&gt; non molto convinto dall&amp;rsquo;organizzazione e dalla presentazione del lavoro.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Il preprint è stato archiviato su &lt;a href=&#34;http://biorxiv.org&#34;&gt;bioRxiv&lt;/a&gt; (il servizio di preprint degli articoli di biologia analogo al primo e più noto &lt;a href=&#34;https://arxiv.org/&#34;&gt;arXiv&lt;/a&gt; usato dai fisici e dai matematici), a metà dicembre del 2016, cioè ben due mesi e mezzo prima della sottomissione al Journal of Personalized Medicine.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Mettere un preprint su bioRxiv (o arXiv) serve per distribuire in anticipo un articolo scientifico, superando le lungaggini e i tempi tecnici della pubblicazione &lt;em&gt;ufficiale&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma sarebbe folle mettere online un preprint ben due mesi e mezzo prima della sottomissione dell&amp;rsquo;articolo ad una rivista scientifica. Mancando l&amp;rsquo;ombrello di ufficialità dato dalla sottomissione ad una rivista, qualcuno senza scrupoli (ce ne sono!) potrebbe scopiazzare i risultati della ricerca e pubblicarli autonomamente, senza che i veri autori possano far niente per dimostrare il plagio.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Da quanto detto, si può ipotizzare che gli autori abbiano mandato la ricerca prima a PLOS ONE, ricevendone un rifiuto, come succede fin troppo spesso agli articoli scientifici (ci sono riviste scientifiche che hanno percentuali di accettazione del 5-10%, e la maggior parte non va oltre il 30%). Invece di rivedere l&amp;rsquo;articolo (come sarebbe normale), hanno deciso di fare delle modifiche minime e di inviarlo al Journal of Personalized Medicine, che l&amp;rsquo;ha accettato e pubblicato in un battibaleno, infatti fra sottomissione ed accettazione dell&amp;rsquo;articolo sono passati appena due mesi, dal 27 febbraio al 4 maggio.&lt;sup id=&#34;fnref:3&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:3&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;3&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Sono consapevole che processo di valutazione degli articoli scientifici non è esente da pecche, e che la pubblicazione su una rivista di primaria importanza non garantisce la qualità della ricerca. Ma è altrettanto vero che lo scarso, scarsissimo, controllo effettuato da riviste come il Journal of Personalized Medicine depone ancora meno bene circa il livello qualitativo del lavoro.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;conclusioni&#34;&gt;Conclusioni&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Qual è la morale di tutto ciò?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Una più generale è che, in tempi di scienza &lt;em&gt;champagne&lt;/em&gt;, quando tanti scienziati cercano più l&amp;rsquo;attenzione dei &lt;em&gt;media&lt;/em&gt; che quella dei colleghi, non tutto quello che viene pubblicato in ambito scientifico ha necessariamente un valore (potrei fare esempi come la fusione fredda, il nono pianeta del sistema solare, certe particelle che appaiono e scompaiono).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;L&amp;rsquo;altra più specifica è che, prima di fare ulteriori considerazioni sulla qualità (o meno) di dispositivi a cui affidare la nostra salute, io preferirei aspettare i risultati di altre indagini indipendenti e, si spera, più rigorose.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;bibliografia&#34;&gt;Bibliografia&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;[1] M.E. Rosenberger &lt;em&gt;et al.&lt;/em&gt;, &lt;a href=&#34;http://journals.lww.com/acsm-msse/fulltext/2016/03000/Twenty_four_Hours_of_Sleep,_Sedentary_Behavior,.15.aspx&#34;&gt;24 Hours of Sleep, Sedentary Behavior, and Physical Activity with Nine Wearable Devices&lt;/a&gt;,&#xA;Medicine &amp;amp; Science in Sports &amp;amp; Exercise, vol. 48, num. 3, pag. 457 (Marzo 2016),&#xA;doi: 10.1249/MSS.0000000000000778.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;[2] D.W. Kaiser, R.A. Harrington, M.P. Turakhia, &lt;a href=&#34;http://jamanetwork.com/journals/jamacardiology/fullarticle/2513306&#34;&gt;Wearable Fitness Trackers and Heart Disease&lt;/a&gt;,&#xA;JAMA Cardiology, vol. 1, num. 2, pag. 239 (Maggio 2016),&#xA;doi: 10.1001/jamacardio.2016.0354.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;[3] M.P. Wallen &lt;em&gt;et al.&lt;/em&gt;, &lt;a href=&#34;http://journals.plos.org/plosone/article?id=10.1371/journal.pone.0154420&#34;&gt;Accuracy of Heart Rate Watches: Implications for Weight Management&lt;/a&gt;,&#xA;PLOS ONE, vol. 11, num. 5,  pag. e0154420 (Maggio 2016),&#xA;doi:10.1371/journal.pone.0154420.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;[4] J.M. Jakicic &lt;em&gt;et al.&lt;/em&gt;, &lt;a href=&#34;http://jamanetwork.com/journals/jama/fullarticle/2553448&#34;&gt;Effect of Wearable Technology Combined With a Lifestyle Intervention on Long-term Weight Loss: The IDEA Randomized Clinical Trial&lt;/a&gt;,&#xA;JAMA, vol. 316, num. 11, pag. 1161 (Settembre 2016),&#xA;doi:10.1001/jama.2016.12858.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;[5] R. Wang &lt;em&gt;et al.&lt;/em&gt;, &lt;a href=&#34;http://jamanetwork.com/journals/jamacardiology/article-abstract/2566167&#34;&gt;Accuracy of Wrist-Worn Heart Rate Monitors&lt;/a&gt;,&#xA;JAMA Cardiology, vol. 2, num. 1 , pag. 104 (Gennaio 2017),&#xA;doi: 10.1001/jamacardio.2016.3340.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;div class=&#34;footnotes&#34; role=&#34;doc-endnotes&#34;&gt;&#xA;&lt;hr&gt;&#xA;&lt;ol&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:1&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ci sarebbero altri esempi, come un articolo secondo il quale il &lt;a href=&#34;http://www.mdpi.com/2072-4292/3/8/1603&#34;&gt;riscaldamento globale della terra è molto meno intenso&lt;/a&gt; di quanto comunemente si pensi. Un articolo che può piacere al presidente degli Stati Uniti, ma che è stato duramente criticato dagli studiosi del clima, secondo i quali l&amp;rsquo;analisi dei dati e le conclusioni che ne vengono tratte sono &lt;a href=&#34;http://www.realclimate.org/index.php/archives/2011/07/misdiagnosis-of-surface-temperature-feedback/&#34;&gt;fondamentalmente errate&lt;/a&gt;.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:1&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:2&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Che il Journal of Personalized Medicine sia una rivista &lt;em&gt;minore&lt;/em&gt; non lo dico io ma dei &lt;a href=&#34;http://www.mdpi.com/journal/jpm/stats&#34;&gt;dati oggettivi&lt;/a&gt;, come il fatto che dei 127 articoli che ha pubblicato nei suoi sette anni di vita, appena 10 hanno ricevuto più di 10 citazioni. Opppure il fatto che il database Scimago &lt;a href=&#34;http://www.scimagojr.com/journalsearch.php?q=Journal&amp;#43;of&amp;#43;Personalized&amp;#43;Medicine&#34;&gt;non la elenchi&lt;/a&gt; fra le riviste scientifiche conosciute. Scopus, uno dei più importanti database di articoli scientifici (se un articolo non è su Scopus non conta niente), invece &lt;a href=&#34;https://www.scopus.com/sources?sortField=metric&amp;amp;metricName=&amp;amp;sortDirection=ASC&amp;amp;offset=&amp;amp;displayAll=true&amp;amp;sortPerformedState=f&amp;amp;origin=sourceSearch&amp;amp;sortDirectionMOne=&amp;amp;sortDirectionMTwo=&amp;amp;sortDirectionMThree=&amp;amp;metricDisplayIndex=1&amp;amp;scint=1&amp;amp;menu=search&amp;amp;tablin=&amp;amp;searchWithinResultsDefault=t&amp;amp;searchString=&amp;amp;searchOA=&amp;amp;typeFilter=d_j_p_k&amp;amp;subscriptionFilter=s_u&amp;amp;filterActTriggered=f&amp;amp;tabName=searchSources&amp;amp;searchTerms=Personalized&amp;#43;Medicine&amp;amp;searchTermsSubmit=&amp;amp;searchType=title&#34;&gt;&lt;em&gt;trova&lt;/em&gt; il Journal of Personalized Medicine&lt;/a&gt; ma, a differenza delle altre riviste del settore, non le assegna nessun indicatore statistico di &lt;em&gt;qualità&lt;/em&gt;.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:2&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:3&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Sulle riviste serie il processo di &lt;em&gt;referaggio&lt;/em&gt;, cioè la valutazione della qualità tecnico-scientifica del manoscritto fatta in modo anonimo da altri scienziati che lavorano nello stesso campo di ricerca, ha bisogno di tempi molto più lunghi, se va bene 3-4 mesi, ma spesso anche molto di più. Troppa velocità significa troppo spesso che la valutazione del manoscritto è stata fatta alla carlona.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:3&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ol&gt;&#xA;&lt;/div&gt;&#xA;</description>
    </item>
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      <title>Due pesi e due misure</title>
      <link>https://melabit.com/it/2016/10/12/due-pesi-e-due-misure/</link>
      <pubDate>Wed, 12 Oct 2016 06:00:00 +0000</pubDate>
      <guid>https://melabit.com/it/2016/10/12/due-pesi-e-due-misure/</guid>
      <description>&lt;img src=&#34;http://cdn.slashgear.com/wp-content/uploads/2014/07/worried-820x420.jpg&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;blockquote&gt;&#xA;&lt;p&gt;Google ha annunciato un telefono (l&amp;rsquo;ha già fatto diverse volte, ma poiché sembra che gli opinionisti abbiano ricevuto una botta collettiva sulla testa, nessuno sembra ricordarsene), un hub WiFi (Apple ne fa già uno), un visore VR (praticamente un telecomando e un paio di occhiali per metterci il Pixel) e un assistente intelligente per la casa simile all&amp;rsquo;&lt;a href=&#34;https://en.wikipedia.org/wiki/Amazon_Echo&#34;&gt;Echo&lt;/a&gt; (di Amazon).&lt;/p&gt;&lt;/blockquote&gt;&#xA;&lt;blockquote&gt;&#xA;&lt;p&gt;L&amp;rsquo;adorazione [della stampa] nei confronti di quest&amp;rsquo;ultimo [prodotto] è uno spaccato delizioso del doppio standard usato nei confronti di Apple.&lt;/p&gt;&lt;/blockquote&gt;&#xA;&lt;blockquote&gt;&#xA;&lt;p&gt;Le vendite di Echo probabilmente non superano fino ad oggi i pochi milioni [di pezzi], ma gli esperti sono sono ansiosi [di celebrare] questo successo incredibile.&lt;/p&gt;&lt;/blockquote&gt;&#xA;&lt;blockquote&gt;&#xA;&lt;p&gt;Nel frattempo Apple ha venduto circa 15 milioni di Watch, domina il mercato degli smartwatch e sta facendo estremamente bene anche nella categoria complessiva degli orologi, buttando a mare Android Wear&amp;hellip; ma [nonostante ciò, secondo i commentatori] l&amp;rsquo;orologio di Apple è più o meno un flop.&lt;/p&gt;&lt;/blockquote&gt;&#xA;&lt;blockquote&gt;&#xA;&lt;p&gt;Qualcuno si ricorda ancora di Android Wear? Oppure il suo totale fallimento ha creato una sorta di effetto di casualità temporale, causando un ritorno indietro nel tempo e cancellandone l&amp;rsquo;esistenza?&lt;/p&gt;&lt;/blockquote&gt;&#xA;&lt;blockquote&gt;&#xA;&lt;p&gt;Google vende circa un milione di telefoni Nexus al mese. Apple vende 4 milioni di iPhone &lt;em&gt;ogni settimana&lt;/em&gt;. Il Pixel è un telefono migliore del Nexus, ma costa anche di più. Anche [se Google riuscisse] a triplicarne le vendite, non riuscirebbe ad avvicinarsi ai numeri di Apple.&lt;/p&gt;&lt;/blockquote&gt;&#xA;&lt;blockquote&gt;&#xA;&lt;p&gt;Mettendo da parte gli effetti teatrali e considerando i numeri che contano veramente, [Google] ha ancora tanta strada da fare prima di diventare la nuova Apple.&lt;/p&gt;&lt;/blockquote&gt;&#xA;&lt;blockquote&gt;&#xA;&lt;p&gt;&amp;ndash; &lt;a href=&#34;http://www.macworld.com/article/3129309/ios/elevated-status-google-declared-king-by-fiat.html&#34;&gt;The Macalope, 8 Ottobre 2016&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;/blockquote&gt;&#xA;&lt;p&gt;Cosa aggiungere di più (e di meglio)?&lt;/p&gt;&#xA;</description>
    </item>
    <item>
      <title>Il nonno dell&#39;Apple Watch</title>
      <link>https://melabit.com/it/2016/06/08/il-nonno-dellapple-watch/</link>
      <pubDate>Wed, 08 Jun 2016 06:00:00 +0000</pubDate>
      <guid>https://melabit.com/it/2016/06/08/il-nonno-dellapple-watch/</guid>
      <description>&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2017/02/hp-01.jpg&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Gli smartwatch sono forse gli oggetti tecnologici più in cerca di una collocazione ben definita. &lt;a href=&#34;https://www.pebble.com/&#34;&gt;Pebble&lt;/a&gt;, l&amp;rsquo;azienda che ha &lt;em&gt;inventato&lt;/em&gt; il concetto stesso di smartwatch, è in crisi profonda ed è stata &lt;a href=&#34;https://blog.getpebble.com/2016/12/07/fitbit/&#34;&gt;acquisita&lt;/a&gt; pochi mesi fa da &lt;a href=&#34;http://www.fitbit.com/it&#34;&gt;Fitbit&lt;/a&gt;, subendo una cura dimagrante che le ha fatto perdere il 60% della forza lavoro. &lt;a href=&#34;https://www.android.com/wear/&#34;&gt;Android Wear&lt;/a&gt; non è mai decollato, anzi probabilmente non è mai nemmeno &lt;em&gt;partito&lt;/em&gt;, condannato da un hardware inguardabile e da un software deficitario.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;L&amp;rsquo;unico smartchwatch di successo è, scommettiamo?, &lt;a href=&#34;http://www.apple.com/lae/watch/&#34;&gt;Apple Watch&lt;/a&gt; che in un paio di anni ha distrutto i concorrenti prendendosi il &lt;a href=&#34;https://www.macrumors.com/2017/02/01/apple-watch-q4-2016-estimated-sales/&#34;&gt;grosso delle vendite&lt;/a&gt;, anche se è difficile separare i meriti di Apple Watch dai demeriti dei concorrenti.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Quello che manca agli smartwatch è una &lt;em&gt;applicazione killer&lt;/em&gt; che li renda desiderabili oltre la cerchia ristretta nella quale sono penetrati finora. Il fitness, il monitoraggio e la registrazione dei parametri bio-fisici mentre si fa attività sportiva, probabilmente non basta, non è una ragione sufficiente per desiderare di possedere uno smartwatch.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Una cosa simile è successa negli anni&#39;80 con l&amp;rsquo;avvento dei computer &lt;em&gt;personali&lt;/em&gt; come l&amp;rsquo;Apple II; la pubblicità lo collocava in cucina, davanti ad un signore che &lt;a href=&#34;http://aaplinvestors.net/wp-content/themes/revolution-20/investorimages/1977AppleIISpread.jpg&#34;&gt;scriveva un rapporto&lt;/a&gt; mentre sorseggiava un caffé e aspettava che il pranzo fosse pronto. Interesse del pubblico per una cosa del genere: tiepido. Poi è uscito &lt;a href=&#34;https://it.wikipedia.org/wiki/VisiCalc&#34;&gt;VisiCalc&lt;/a&gt; e iniziarono a fare a botte per assicurarsi un Apple II e poter usare il programma.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Proprio intorno agli anni &amp;lsquo;80 nascono anche i primi &lt;em&gt;orologi intelligenti&lt;/em&gt;, i nonni degli smartwatch di oggi.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Il primo in assoluto fu l&amp;rsquo;&lt;a href=&#34;http://www.hodinkee.com/articles/smartwatch-HP-01&#34;&gt;HP-01&lt;/a&gt;, prodotto nel 1977 dalla mitica Hewlett-Packard, che in quegli anni era l&amp;rsquo;azienda più avanzata nel campo della tecnologia elettronica digitale.&lt;sup id=&#34;fnref:1&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:1&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;1&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2017/02/hpj-1977.jpg&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;l&amp;rsquo;HP-01 era un modello a quarzo (una vera novità) con un mini-display a cristalli liquidi e funzioni strepitose per l&amp;rsquo;epoca: allarme, cronometro, calendario e calcolatrice. Tutte utilizzabili tramite una micro-tastiera da 28 tasti, così minuscoli da dover essere premuti con lo stilo incorporato nel cinturino d&amp;rsquo;acciaio, una cosa degna di James Bond. L&amp;rsquo;elettronica era distribuita su ben sei circuiti stampati alimentati da tre batterie, un vero e proprio gioiello tecnologico per l&amp;rsquo;epoca.&lt;sup id=&#34;fnref:2&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:2&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;2&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;L&amp;rsquo;HP-01 costava 695 dollari, equivalenti a più di 2.700 dollari di oggi.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Successo commerciale: zero. Troppo complicato, troppo scomodo da usare, troppo caro. E con un display a LED che consumava rapidamente le batterie e che era già tecnologicamente obsoleto, destinato ad essere rapidamente soppiantato dai nuovi &lt;a href=&#34;http://spectrum.ieee.org/consumer-electronics/audiovideo/how-rca-lost-the-lcd&#34;&gt;display a cristalli liquidi&lt;/a&gt; (LCD).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;E già che siamo in tema di orologi, come non ricordare il &lt;a href=&#34;https://books.google.it/books?id=MOIDAAAAMBAJ&amp;amp;pg=PA125&#34;&gt;Black Watch&lt;/a&gt;, l&amp;rsquo;Orologio Nero &lt;em&gt;non intelligente&lt;/em&gt; di Sir Clive Sinclair, l&amp;rsquo;indimenticato padre dello &lt;a href=&#34;https://it.wikipedia.org/wiki/Sinclair_ZX_Spectrum&#34;&gt;ZX Spectrum&lt;/a&gt; e del &lt;a href=&#34;http://www.appuntidigitali.it/4336/sinclair-ql-il-computer-sbagliato-al-momento-sbagliato/&#34;&gt;QL&lt;/a&gt; ma anche il genio incontrastato del &lt;a href=&#34;https://it.wikipedia.org/wiki/Vaporware&#34;&gt;vaporware&lt;/a&gt;?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Nel 1975, il Black Watch veniva venduto a 18 sterline (o 29.95 dollari) in scatola di montaggio e a 25 sterline (49.95 dollari) già montato, ma non faceva differenza, tanto non funzionava. Ed era meglio così: i pochi esemplari che riuscivano ad accendersi erano totalmente inutili, perché l&amp;rsquo;ora visualizzata &lt;a href=&#34;http://rk.nvg.ntnu.no/sinclair/other/blackwatch.htm&#34;&gt;dipendeva fortemente dalla temperatura esterna&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Sinclair, con la faccia tosta che lo caratterizzava, riuscì perfino a &lt;a href=&#34;http://rk.nvg.ntnu.no/sinclair/other/microquartz.htm&#34;&gt;riutilizzare le scorte invendute&lt;/a&gt;, trasformandole in orologi da cruscotto. C&amp;rsquo;è qualcuno oggi che cerca di imitarlo, &lt;a href=&#34;http://sinclair.recreatedzxspectrum.com/index.php&#34;&gt;annunciando uno ZX Spectrum&lt;/a&gt; &lt;em&gt;rivisitato&lt;/em&gt; che probabilmente non vedrà mai la luce. Io comunque mi sono registrato, voglio proprio vedere fino a che punto gli epigoni saranno degni del maestro.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;bibliografia&#34;&gt;Bibliografia&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;ul&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;a href=&#34;http://led-forever.com/html/hp-01_led_calculator_watch.html&#34;&gt;Hewlett-Packard HP-01 LED calculator watch&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;a href=&#34;http://home.physics.leidenuniv.nl/~eliel/teaching/fmt/kawamoto-history_of_lcds-procieee-2002.pdf&#34;&gt;The History of Liquid-Crystal Displays&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ul&gt;&#xA;&lt;div class=&#34;footnotes&#34; role=&#34;doc-endnotes&#34;&gt;&#xA;&lt;hr&gt;&#xA;&lt;ol&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:1&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;La Texas Instruments, la più importante concorrente di HP nel campo dell&amp;rsquo;elettronica di consumo, intanto produceva il &lt;a href=&#34;http://web.archive.org/web/20100311022435/http://www.ti.com/corp/docs/company/history/timeline/eps/1970/docs/75-first_led_watches.htm&#34;&gt;LED Watch&lt;/a&gt;, un orologio carino e molto economico ma privo di funzioni &lt;em&gt;intelligenti&lt;/em&gt;.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:1&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:2&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Chi fosse interessato ai dettagli tecnici può leggere questo &lt;a href=&#34;http://www.hp.com/hpinfo/abouthp/histnfacts/museum/personalsystems/0022/other/0022hpjournal.pdf&#34;&gt;articolo dedicato all&amp;rsquo;HP-01&lt;/a&gt;, pubblicato sull&amp;rsquo;HP Journal di dicembre 1977.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:2&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ol&gt;&#xA;&lt;/div&gt;&#xA;</description>
    </item>
    <item>
      <title>Input, un font per programmare</title>
      <link>https://melabit.com/it/2016/03/24/input-un-font-per-programmare/</link>
      <pubDate>Thu, 24 Mar 2016 06:00:00 +0000</pubDate>
      <guid>https://melabit.com/it/2016/03/24/input-un-font-per-programmare/</guid>
      <description>&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2016/03/input.png?w=300&#34; alt=&#34;input&#34; width=&#34;300&#34; height=&#34;267&#34; class=&#34;aligncenter size-medium wp-image-2405&#34; /&gt;&#xA;&lt;p&gt;Di font non capisco niente, distinguo a malapena Arial da Times Roman. Ho provato a leggere gli articoli di Nick Keppol su San Francisco, il nuovo font di sistema di Apple Watch e delle versioni più recenti di OS X e iOS (sia la &lt;a href=&#34;http://martiancraft.com/blog/2015/10/why-san-francisco/&#34;&gt;prima&lt;/a&gt; che la &lt;a href=&#34;http://martiancraft.com/blog/2015/10/san-francisco-part-2/&#34;&gt;seconda&lt;/a&gt; parte), ma ammetto di averci capito ben poco.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ammetto anche di non riuscire a cogliere appieno il legame fra la leggibilità di un font e le sue caratteristiche tecniche. Per fortuna non faccio il grafico, e quindi va benissimo così.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Però la letture delgli articoli di Nick Keppol mi è stata utilissima lo stesso, perché mi ha fatto scoprire, &lt;a href=&#34;http://input.fontbureau.com/&#34;&gt;Input&lt;/a&gt;, un font monospaziato gratuito, particolarmente adatto non solo per chi programma, ma anche per tutti coloro che preferiscono scrivere con un editor, magari perché usano LaTeX o Markdown.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Io ormai lo uso sempre più spesso, alternandolo ai miei font preferiti, Menlo, &lt;a href=&#34;https://en.wikipedia.org/wiki/Consolas&#34;&gt;Consolas&lt;/a&gt; e soprattutto &lt;a href=&#34;http://www.levien.com/type/myfonts/inconsolata.html&#34;&gt;Inconsolata&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Il bello di Input è che, prima di scaricarlo, può essere &lt;a href=&#34;http://input.fontbureau.com/preview/?size=14&amp;amp;language=python&amp;amp;theme=solarized-dark&amp;amp;family=InputSans&amp;amp;width=300&amp;amp;weight=300&amp;amp;line-height=1.2&amp;amp;a=0&amp;amp;g=0&amp;amp;i=0&amp;amp;l=0&amp;amp;zero=0&amp;amp;asterisk=0&amp;amp;braces=0&amp;amp;preset=default&amp;amp;customize=please&#34;&gt;configurato a piacere&lt;/a&gt;. Alcune opzioni mi sembrano particolarmente utili, come la possibilità di definire la forma della &amp;ldquo;l&amp;rdquo; (odio la l che si confonde con la i), dello zero o delle parentesi graffe, con l&amp;rsquo;anteprima immediata del risultato direttamente nel browser.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Decisamente consigliato!&lt;/p&gt;&#xA;</description>
    </item>
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